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@inontiscordardime
Un enorme BAH!
...🌹
"Mostrami dove ti fa male così so dove amarti più forte. "
- Andres Fernandez
Rispetto la tua decisione. Grazie e scusami.
Rispetto la tua decisione di non vederci.
Ci siamo rivisti da V. mentre convivevo da quasi sei anni e, dopo aver approfondito la conoscenza al Centro Direzionale, abbiamo iniziato a frequentarci assiduamente.
Ti ho ospitato a casa mia in un momento di forte solitudine, legato anche alla situazione di mia sorella (poi venuta a mancare). Fin dall'inizio ti ho chiesto massima sincerità e ti ho espresso la mia totale contrarietà ai rapporti con gli ex, spingendoti a cancellare alcune persone. Riconosco che è stato un errore da parte mia, dato che non avevo alcun diritto di farlo ed ero io quella impegnata.
A settembre ho lasciato il mio ex e la nostra frequentazione dopo qualche mese è diventata un fidanzamento. Tuttavia, la scoperta di tue chat (anche cancellate) con ex e colleghe ha distrutto la mia fiducia. Abbiamo concordato che non c'era modo di recuperarla. Da lì siamo entrati in un circolo vizioso di miei controlli e tue omissioni per evitare discussioni, fino a stabilire quali dubbi potessi esprimerti per non opprimerti.
In questi quasi due anni di relazione, di fronte alle discussioni eri sempre tu ad allontanarti. Spiegavi che sparivi per evitare di peggiorare le cose con il mio carattere. Io, per mancanza di fiducia e paura di perderti, ti tempestavo di chiamate e messaggi, diventando un tormento. Col tempo ho capito le tue ragioni e sono riuscita a reprimere quest'ansia, accettando il tuo bisogno di allontanarti.
Nonostante tutto, le discussioni e la tua stanchezza sono continuate, fino a quando sabato mi hai lasciata. Sebbene la tua decisione sembrasse ferma, in questi giorni di distacco ho riflettuto su due tuoi gesti che mi sono sembrati dei segnali di ripensamento. Penso al tuo tentativo di prendermi la mano in macchina dopo avermi lasciata, e alla tua risposta vaga quando, una volta a casa, ti ho chiesto se fosse tutto ok ("Credevo non volessi, va bene comunque"), anziché ribadire la fine della nostra storia.
La mattina ti ho contattato per capire come riprendere le mie cose, imponendo la mia presenza rispetto alle soluzioni che mi avevi proposto per la consegna: venire da te domenica. Quel giorno sono venuta a casa tua sperando in un chiarimento che non c'è stato, così ho salutato tua madre e ho preso le mie cose. Riconosco di averti pressato anche in quel momento: nonostante tu avessi scelto di lasciarmi, non ho rispettato il tuo bisogno di non vedermi e di prendere le distanze.
Lunedì ti ho contattato al tuo rientro da lavoro per via del maltempo.
Martedì, non avendo ricevuto risposta alla mia domanda se avessi già parlato con tua madre, sono andata direttamente da lei. L’ho fatto perché non volevo che il nostro ultimo saluto fosse quello di domenica, ma soprattutto perché desideravo venisse detta la verità: che non eravamo più una coppia.
Una relazione si fa in due, scendendo a compromessi, accettando i reciproci difetti e, soprattutto, basandosi sulla fiducia. Tu hai sempre accolto i miei lati difficili e non mi hai mai messa in dubbio, dandomi una fiducia cieca.
Avrei voluto dirti solo queste cose di persona.
Ti voglio bene veramente
Anche io ti voglio profondamente bene e oltre a dispiacermi proprio non riesco a farmi una ragione di come si sia arrivati a questo punto, certo è che stare insieme come stavamo non aveva proprio più senso, nessuno stava bene ed è evidente che margini di miglioramento non ce ne sono, non c’è altro da fare
Ha scelto di ribadire la sua decisione.
Ha scelto di non scrivermi quelli che sono secondo me i suoi sbagli; forse non ha preso atto dei suoi errori o forse per lui non lo sono?
Ha scelto di non vedere i cambiamenti che ho fatto per andargli incontro, che io sono disposta e riesco a cambiare.
Ha scelto di mettere da parte i nostri sentimenti e tutto quello che abbiamo fatto l'uno per l'altra, tutto quello che abbiamo vissuto e condiviso, affrontato e superato.
Rispetto la tua decisione. Grazie e scusami.
Rispetto la tua decisione di non vederci.
Ci siamo rivisti da V. mentre convivevo da quasi sei anni e, dopo aver approfondito la conoscenza al Centro Direzionale, abbiamo iniziato a frequentarci assiduamente.
Ti ho ospitato a casa mia in un momento di forte solitudine, legato anche alla situazione di mia sorella (poi venuta a mancare). Fin dall'inizio ti ho chiesto massima sincerità e ti ho espresso la mia totale contrarietà ai rapporti con gli ex, spingendoti a cancellare alcune persone. Riconosco che è stato un errore da parte mia, dato che non avevo alcun diritto di farlo ed ero io quella impegnata.
A settembre ho lasciato il mio ex e la nostra frequentazione dopo qualche mese è diventata un fidanzamento. Tuttavia, la scoperta di tue chat (anche cancellate) con ex e colleghe ha distrutto la mia fiducia. Abbiamo concordato che non c'era modo di recuperarla. Da lì siamo entrati in un circolo vizioso di miei controlli e tue omissioni per evitare discussioni, fino a stabilire quali dubbi potessi esprimerti per non opprimerti.
In questi quasi due anni di relazione, di fronte alle discussioni eri sempre tu ad allontanarti. Spiegavi che sparivi per evitare di peggiorare le cose con il mio carattere. Io, per mancanza di fiducia e paura di perderti, ti tempestavo di chiamate e messaggi, diventando un tormento. Col tempo ho capito le tue ragioni e sono riuscita a reprimere quest'ansia, accettando il tuo bisogno di allontanarti.
Nonostante tutto, le discussioni e la tua stanchezza sono continuate, fino a quando sabato mi hai lasciata. Sebbene la tua decisione sembrasse ferma, in questi giorni di distacco ho riflettuto su due tuoi gesti che mi sono sembrati dei segnali di ripensamento. Penso al tuo tentativo di prendermi la mano in macchina dopo avermi lasciata, e alla tua risposta vaga quando, una volta a casa, ti ho chiesto se fosse tutto ok ("Credevo non volessi, va bene comunque"), anziché ribadire la fine della nostra storia.
La mattina ti ho contattato per capire come riprendere le mie cose, imponendo la mia presenza rispetto alle soluzioni che mi avevi proposto per la consegna: venire da te domenica. Quel giorno sono venuta a casa tua sperando in un chiarimento che non c'è stato, così ho salutato tua madre e ho preso le mie cose. Riconosco di averti pressato anche in quel momento: nonostante tu avessi scelto di lasciarmi, non ho rispettato il tuo bisogno di non vedermi e di prendere le distanze.
Lunedì ti ho contattato al tuo rientro da lavoro per via del maltempo.
Martedì, non avendo ricevuto risposta alla mia domanda se avessi già parlato con tua madre, sono andata direttamente da lei. L’ho fatto perché non volevo che il nostro ultimo saluto fosse quello di domenica, ma soprattutto perché desideravo venisse detta la verità: che non eravamo più una coppia.
Una relazione si fa in due, scendendo a compromessi, accettando i reciproci difetti e, soprattutto, basandosi sulla fiducia. Tu hai sempre accolto i miei lati difficili e non mi hai mai messa in dubbio, dandomi una fiducia cieca.
Avrei voluto dirti solo queste cose di persona.
Ti voglio bene veramente
Anche io ti voglio profondamente bene e oltre a dispiacermi proprio non riesco a farmi una ragione di come si sia arrivati a questo punto, certo è che stare insieme come stavamo non aveva proprio più senso, nessuno stava bene ed è evidente che margini di miglioramento non ce ne sono, non c’è altro da fare
Rispetto la tua decisione. Grazie e scusami.
Rispetto la tua decisione di non vederci.
Ci siamo rivisti da V. mentre convivevo da quasi sei anni e, dopo aver approfondito la conoscenza al Centro Direzionale, abbiamo iniziato a frequentarci assiduamente.
Ti ho ospitato a casa mia in un momento di forte solitudine, legato anche alla situazione di mia sorella (poi venuta a mancare). Fin dall'inizio ti ho chiesto massima sincerità e ti ho espresso la mia totale contrarietà ai rapporti con gli ex, spingendoti a cancellare alcune persone. Riconosco che è stato un errore da parte mia, dato che non avevo alcun diritto di farlo ed ero io quella impegnata.
A settembre ho lasciato il mio ex e la nostra frequentazione dopo qualche mese è diventata un fidanzamento. Tuttavia, la scoperta di tue chat (anche cancellate) con ex e colleghe ha distrutto la mia fiducia. Abbiamo concordato che non c'era modo di recuperarla. Da lì siamo entrati in un circolo vizioso di miei controlli e tue omissioni per evitare discussioni, fino a stabilire quali dubbi potessi esprimerti per non opprimerti.
In questi quasi due anni di relazione, di fronte alle discussioni eri sempre tu ad allontanarti. Spiegavi che sparivi per evitare di peggiorare le cose con il mio carattere. Io, per mancanza di fiducia e paura di perderti, ti tempestavo di chiamate e messaggi, diventando un tormento. Col tempo ho capito le tue ragioni e sono riuscita a reprimere quest'ansia, accettando il tuo bisogno di allontanarti.
Nonostante tutto, le discussioni e la tua stanchezza sono continuate, fino a quando sabato mi hai lasciata. Sebbene la tua decisione sembrasse ferma, in questi giorni di distacco ho riflettuto su due tuoi gesti che mi sono sembrati dei segnali di ripensamento. Penso al tuo tentativo di prendermi la mano in macchina dopo avermi lasciata, e alla tua risposta vaga quando, una volta a casa, ti ho chiesto se fosse tutto ok ("Credevo non volessi, va bene comunque"), anziché ribadire la fine della nostra storia.
La mattina ti ho contattato per capire come riprendere le mie cose, imponendo la mia presenza rispetto alle soluzioni che mi avevi proposto per la consegna: venire da te domenica. Quel giorno sono venuta a casa tua sperando in un chiarimento che non c'è stato, così ho salutato tua madre e ho preso le mie cose. Riconosco di averti pressato anche in quel momento: nonostante tu avessi scelto di lasciarmi, non ho rispettato il tuo bisogno di non vedermi e di prendere le distanze.
Lunedì ti ho contattato al tuo rientro da lavoro per via del maltempo.
Martedì, non avendo ricevuto risposta alla mia domanda se avessi già parlato con tua madre, sono andata direttamente da lei. L’ho fatto perché non volevo che il nostro ultimo saluto fosse quello di domenica, ma soprattutto perché desideravo venisse detta la verità: che non eravamo più una coppia.
Una relazione si fa in due, scendendo a compromessi, accettando i reciproci difetti e, soprattutto, basandosi sulla fiducia. Tu hai sempre accolto i miei lati difficili e non mi hai mai messa in dubbio, dandomi una fiducia cieca.
Avrei voluto dirti solo queste cose di persona.
Ti voglio bene veramente
Sono già due notti che vado da lui e non accade nulla tra noi. Finisco per addormentarmi sul suo divano, sfinita dalla stanchezza e con il cuore che pesa; più tardi lui mi riaccompagna a casa, e io mi chiudo nella mia camera ad aspettare l'alba senza più chiudere occhio.
Sei.
Sabato, ieri sera, la serata si è svolta in modo diverso. Un aperitivo in un casale che è diventato una cena.
Abbiamo discusso, parlato e ancora discusso. Le sue parole sono terminate con la scelta di lasciarmi.
In macchina, al ritorno, nell'accompagnarmi a casa, dopo minuti di silenzio, mi prende la mano e io gli dico che non è il caso. Il silenzio prosegue.
Sfinita, finisco per addormentarmi.
Arrivati sotto il mio palazzo, in modo pacifico ci salutiamo, senza alcun bacio, senza nessun contatto e augurandoci la buonanotte.
Sono delusa.
Sento di aver tolto del tempo a mia sorella quando il tempo con lei stava terminando, tutte le volte che ho scelto di vedere lui invece di stare con lei.
Credo di aver sprecato quasi due anni della mia vita per andare incontro alle esigenze che questa storia richiedeva.
Mi dispiace per lui perché ha dei seri problemi, gli auguro di risolverli e lo spero davvero.
Sono una sciocca perché lui ha sempre provato a mettermi in guardia da se stesso e ho sbagliato a non ascoltarlo. Anzi, ho provato a convincerlo che non è come si definisce (narcisista) e che non è maschilista — mentre io credo che lo sia, e che dia della 'femminista' a me solo per difendersi. Tutte le volte che lo elogiavo, inoltre, mi diceva sempre che stavo costruendo l'idea di una persona che non esiste; io cercavo di convincerlo che si stava sbagliando sul suo conto e che invece avrebbe dovuto avere una buona considerazione di sé.
Sicuramente sai che stamattina sono andata a salutare tua madre. L’ho fatto perché non volevo che il nostro ultimo saluto fosse quello di domenica, senza che venisse detta la verità: che non saremmo più stati una coppia. Ho voluto chiudere con rispetto.
Non hai mai risposto davvero alla mia domanda e il tuo atteggiamento mi ha confermato che la tua decisione è definitiva. C’è però una cosa che voglio dirti: sabato sei stato tu a lasciarmi. Non dire che “ci siamo lasciati”, perché le responsabilità vanno assunte.
Mi è stato detto che non mi fido di te e che tu non stai bene, e che continuare così avrebbe portato solo a una relazione non sana. Su questo posso anche essere d’accordo.
Quello su cui non riesco a credere è la motivazione che mi hai dato, cioè che ti sentivi “il mio scemo”. Per me non è mai stata questa la vera causa.
In questi due anni, ogni volta che c’erano problemi eri tu ad allontanarti. Anche quando poi riconoscevi di aver sbagliato, non eri mai tu a cercare il confronto. Questo ha pesato tantissimo sulla nostra relazione.
Mi avevi detto una volta che avevo dedicato tempo dove tempo non ce n’era. Col senno di poi, forse avevi ragione. Ho fatto tante rinunce e ho dato tanto a questa storia, mettendo spesso da parte persone importanti (mia sorella) e me stessa.
Oggi mi resta solo la sensazione di aver investito quasi due anni della mia vita cercando continuamente di far funzionare qualcosa che, evidentemente, non poteva funzionare da sola.
Come ti ho già detto, mi dispiace per te perché credo che tu abbia problemi che dovresti affrontare, e ti auguro davvero di riuscire a farlo.
Sono stata sciocca perché sei stato tu il primo a mettermi in guardia su te stesso e io ho scelto di non ascoltarti. Ho cercato di convincerti che non fossi come ti definivi e ho sempre cercato di farti vedere il meglio di te, mentre tu continuavi a dirmi che mi stavo creando l’immagine di una persona che non esiste.
In questi due anni ho sempre cercato di comprenderti e giustificarti, mettendo spesso da parte me stessa. Eppure, quando è stato il momento di tirare le somme, sono diventata io quella con il “caratterino”, mentre tutto quello che ho fatto per te è passato in secondo piano.
Sono andata via dicendo che i miei mi stavano aspettando e che saremmo usciti insieme, come una cretina, non ho ancora detto nulla a loro, perché fino all’ultimo ho sperato che la tua scelta non fosse definitiva.
Io so di aver dato tutto quello che potevo a questa relazione e posso dirlo con la coscienza pulita. Per questo oggi sono profondamente delusa da te.
Sono già due notti che vado da lui e non accade nulla tra noi. Finisco per addormentarmi sul suo divano, sfinita dalla stanchezza e con il cuore che pesa; più tardi lui mi riaccompagna a casa, e io mi chiudo nella mia camera ad aspettare l'alba senza più chiudere occhio.
Sei.
Sabato, ieri sera, la serata si è svolta in modo diverso. Un aperitivo in un casale che è diventato una cena.
Abbiamo discusso, parlato e ancora discusso. Le sue parole sono terminate con la scelta di lasciarmi.
In macchina, al ritorno, nell'accompagnarmi a casa, dopo minuti di silenzio, mi prende la mano e io gli dico che non è il caso. Il silenzio prosegue.
Sfinita, finisco per addormentarmi.
Arrivati sotto il mio palazzo, in modo pacifico ci salutiamo, senza alcun bacio, senza nessun contatto e augurandoci la buonanotte.
Sono delusa.
Sento di aver tolto del tempo a mia sorella quando il tempo con lei stava terminando, tutte le volte che ho scelto di vedere lui invece di stare con lei.
Credo di aver sprecato quasi due anni della mia vita per andare incontro alle esigenze che questa storia richiedeva.
Mi dispiace per lui perché ha dei seri problemi, gli auguro di risolverli e lo spero davvero.
Sono una sciocca perché lui ha sempre provato a mettermi in guardia da se stesso e ho sbagliato a non ascoltarlo. Anzi, ho provato a convincerlo che non è come si definisce (narcisista) e che non è maschilista — mentre io credo che lo sia, e che dia della 'femminista' a me solo per difendersi. Tutte le volte che lo elogiavo, inoltre, mi diceva sempre che stavo costruendo l'idea di una persona che non esiste; io cercavo di convincerlo che si stava sbagliando sul suo conto e che invece avrebbe dovuto avere una buona considerazione di sé.
Sono già due notti che vado da lui e non accade nulla tra noi. Finisco per addormentarmi sul suo divano, sfinita dalla stanchezza e con il cuore che pesa; più tardi lui mi riaccompagna a casa, e io mi chiudo nella mia camera ad aspettare l'alba senza più chiudere occhio.
Sei.
Sabato, ieri sera, la serata si è svolta in modo diverso. Un aperitivo in un casale che è diventato una cena.
Abbiamo discusso, parlato e ancora discusso. Le sue parole sono terminate con la scelta di lasciarmi.
In macchina, al ritorno, nell'accompagnarmi a casa, dopo minuti di silenzio, mi prende la mano e io gli dico che non è il caso. Il silenzio prosegue.
Sfinita, finisco per addormentarmi.
Arrivati sotto il mio palazzo, in modo pacifico ci salutiamo, senza alcun bacio, senza nessun contatto e augurandoci la buonanotte.
Nella foto è quello del 2022...
Il sorriso dei miei. Quante, troppe cose sono cambiate da allora.
Buon ‘non compleanno’ amore nostro! Sei l'unica gioia che ci è rimasta.
Stanotte sarebbe andata così, se quel luogo isolato tra le vette esistesse ancora:
Ecla avrebbe preso il primo treno per raggiungerlo, con solo una valigia carica di pensieri e i dubbi che l'attanagliano, come se stesse scappando da qualcosa.
In direzione del suo rifugio; quello che nessuno conosce, nemmeno lei, perché finora lo ha sempre raggiunto solo virtualmente.
Per la paura che qualcuno dei suoi conoscenti possa seguirla e scoprire dove va, arriverebbe frettolosa, si accoccolerebbe sul divano e il suo unico pensiero sarebbe: "Quale firmamento osservo stasera? Stelle statiche o lucciole volteggianti?"
Ma stanotte sarà così:
Ecla sul suo balcone, le sigarette a portata di mano, gocce salate che le percorrono le guance – ancora troppo bianche nonostante sia già estate – cullata da quel paesaggio urbano che le piace solo perché le ricorda i momenti in cui lo osservava aspettando il ritorno di sua sorella.
Ci risiamo, ma stanotte non verserò nemmeno una lacrima.
Provo solo tanta rabbia con me stessa. Ogni volta è sempre la stessa storia, mi adeguo a tutto, quasi fino a dimenticare chi sia io, a non riconoscermi più.
Siamo agli sgoccioli!
Credimi, se avessi bisogno te lo giurerei anche su mia sorella, sono sinceramente felice per te e la tua vita, e per esserti preoccupato e interessato di sapere come sto quando hai saputo della perdita di Lilli.
Da sempre credo, davvero, che se tu fossi cambiato allora come oggi affermi di essere cambiato, sicuramente staremmo ancora insieme. La nostra è stata una storia di anni, non di un mese, ed è stata intensa. Abbiamo condiviso momenti importanti. Quindi, mi ha rattristato parecchio scoprire che per lei sei cambiato perché le dimostrazioni che volevi la tua attuale fidanzata te le ha date, senza che le dicessi niente. Quindi, lei ha avuto tutta la tua fiducia che io non sono riuscita a ottenere, nonostante anch'io non abbia mai smesso di darti le dimostrazioni che volevi, per anni e con la tua possessività perenne. E mi fa rabbia, se mi fermo e ci penso, perché tanto dolore, tanto malessere e tanta sofferenza non avrei dovuto patirli se non fosse finita tra noi, se fossi io al posto di lei.
Ci ho provato davvero, con tutto il mio cuore e tutta la mia forza; hai avuto dimostrazioni importanti da parte mia, come l'anello di cui ti ho ricordato, e invece...
Sì, eri possessivo, ma se fossi riuscito a trasformarla in una sana gelosia sarebbe stato perfetto, staremmo continuando a onorare l'inizio inaspettato e incantevole della nostra storia, e magari parte dei miei sogni li avrei anche già realizzati. Io non credo nemmeno alla storia di non essere gelosi e non provare alcun tipo di fastidio! Anzi, sto scoprendo essere la scusa ideale per fare i comodi propri.
Ma è passato quindi non mi resta che augurarti il meglio! Mi ha fatto bene sentirti, ti sono grata. Ciao...
Se uno dei tuoi sogni è quello di crearti una famiglia, il consiglio che posso darti è quello di essere certa della persona che ti guiderà, perché oggi giorno ci son tante ragazze madri che purtroppo non hanno al fianco una persona per X motivi.
Quindi quello essendo un passo importante, bisogna capire se la persona che si ha di fianco sia quella che ti completi e sia un valore aggiunto alla tua vita.
Per il resto si, la nostra storia era importante anche per me, ma il destino ha voluto che andasse così.
Nonostante tutto voglio che sappi che ti voglio veramente bene e se hai bisogno di qualcosa, anche una semplice chiacchierata o qualche consiglio, ci sono. Però ti ripeto che se reputi più giusto non sentirsi più, accetto tranquillamente la tua decisione. Dai, ti auguro una buona giornata ☺️
Credimi, se avessi bisogno te lo giurerei anche su mia sorella, sono sinceramente felice per te e la tua vita, e per esserti preoccupato e interessato di sapere come sto quando hai saputo della perdita di Lilli.
Da sempre credo, davvero, che se tu fossi cambiato allora come oggi affermi di essere cambiato, sicuramente staremmo ancora insieme. La nostra è stata una storia di anni, non di un mese, ed è stata intensa. Abbiamo condiviso momenti importanti. Quindi, mi ha rattristato parecchio scoprire che per lei sei cambiato perché le dimostrazioni che volevi la tua attuale fidanzata te le ha date, senza che le dicessi niente. Quindi, lei ha avuto tutta la tua fiducia che io non sono riuscita a ottenere, nonostante anch'io non abbia mai smesso di darti le dimostrazioni che volevi, per anni e con la tua possessività perenne. E mi fa rabbia, se mi fermo e ci penso, perché tanto dolore, tanto malessere e tanta sofferenza non avrei dovuto patirli se non fosse finita tra noi, se fossi io al posto di lei.
Ci ho provato davvero, con tutto il mio cuore e tutta la mia forza; hai avuto dimostrazioni importanti da parte mia, come l'anello di cui ti ho ricordato, e invece...
Sì, eri possessivo, ma se fossi riuscito a trasformarla in una sana gelosia sarebbe stato perfetto, staremmo continuando a onorare l'inizio inaspettato e incantevole della nostra storia, e magari parte dei miei sogni li avrei anche già realizzati. Io non credo nemmeno alla storia di non essere gelosi e non provare alcun tipo di fastidio! Anzi, sto scoprendo essere la scusa ideale per fare i comodi propri.
Ma è passato quindi non mi resta che augurarti il meglio! Mi ha fatto bene sentirti, ti sono grata. Ciao...
1 gennaio 2021
Mio padrino di Battesimo è morto di COVID-19.
4 gennaio 2021
È stata celebrata la funzione religiosa in onore di mio padrino di Battesimo e io non c’ero.
16 febbraio 2021
Mia sorella è venuta a conoscenza di avere una recidiva del meningioma.
26 febbraio 2021
Mio prozio è morto.
24 maggio 2021
Mio zio è risultato positivo al Covid-19 quando io ero già in nave diretta a riabbracciare la mia famiglia che non vedevo dal 13 ottobre 2020.
24 agosto 2021
Mia sorella apprende di avere del liquido nel cervello; diagnosi: è una trasformazione della recidiva causata dalla tomoterapia.
26 ottobre 2021 (breve parentesi felice)
Mia sorella scopre che il liquido è regredito e che è rimasta solo una lieve infiammazione.
10 dicembre 2021
Mia sorella ha perso coscienza e al risveglio ha avuto una crisi convulsiva.
11 dicembre 2021
La mattina, un neurologo ha visitato mia sorella e le ha prescritto una cura di cortisone e farmaco antiepilettico.
Il pomeriggio, ha fatto una TC del cranio che ha mostrato la presenza di un probabile edema tra i lobi parietale e temporale con compressione del corno temporale del ventricolo laterale.
15 dicembre 2021
Mia sorella ha fatto una RM con mezzo di contrasto che ha confermato la presenza di un ampio edema, e ampie aree di aspetto necrotico.
“Si consiglia valutazione clinico-specialistica a stretto monitoraggio temporale.”
Io ho vissuto tutto a 504 km di distanza.
21 dicembre 2021
Un altro mio prozio è morto di cancro.
7 gennaio 2022
Domani, mia sorella farà un’altra RM con mezzo di contrasto.
Domani saranno un anno e 7 mesi che non stringo a me la mia migliore amica.
Oggi è l’epifania, tutte le feste porta via, e io sto sperando non solo le feste.
Colei che doveva essere la migliore:
Stanotte sarebbe andata così, se quel luogo isolato tra le vette esistesse ancora:
Ecla avrebbe preso il primo treno per raggiungerlo, con solo una valigia carica di pensieri e i dubbi che l'attanagliano, come se stesse scappando da qualcosa.
In direzione del suo rifugio; quello che nessuno conosce, nemmeno lei, perché finora lo ha sempre raggiunto solo virtualmente.
Per la paura che qualcuno dei suoi conoscenti possa seguirla e scoprire dove va, arriverebbe frettolosa, si accoccolerebbe sul divano e il suo unico pensiero sarebbe: "Quale firmamento osservo stasera? Stelle statiche o lucciole volteggianti?"
Ma stanotte sarà così:
Ecla sul suo balcone, le sigarette a portata di mano, gocce salate che le percorrono le guance – ancora troppo bianche nonostante sia già estate – cullata da quel paesaggio urbano che le piace solo perché le ricorda i momenti in cui lo osservava aspettando il ritorno di sua sorella.
Che belle notizie ... devo dire che l'ultima volta che ci siamo viste non eri tanto in forma. Non sai quanto sono felice che sei riuscita a superare. Bisogna sempre avere la forza di andare avanti per la nostra strada ... il passato ci insegna e il futuro attende. Brava sono orgogliosa di te .. poi mi racconterai il resto.
Un posto di passaggio, dove la gente arriva e se ne va.
Un'altra volta, non parlare mai alla persona giusta e non capire mai niente.
Nuda. Quasi certamente, ancora di fronte alla persona sbagliata. Faccio finta di niente; lui si riveste soddisfatto, ma mente sempre.
Sbagliare da sempre e imparare mai.
Sciocca!