31 luglio – Il concerto
La piazza di Porto Cervo si prepara ad accogliere il concerto del tenore Francesco Demuro. È una delle piazze più iconiche della Costa Smeralda: raccolta e armoniosa, circondata dagli edifici in pietra sarda dalle linee morbide e dai colori caldi, con i balconi fioriti e il porticciolo che si apre poco più in là, dove gli alberi delle barche oscillano dolcemente al ritmo del vento. Nonostante il continuo via vai di turisti, il luogo conserva un'eleganza discreta e un fascino senza tempo.
Le sedie sono disposte in file ordinate e, quando arriviamo, le prime sono già tutte occupate. Ci accomodiamo nelle retrovie e attendiamo con pazienza che le luci si abbassino e il silenzio prenda il posto del brusio della piazza.
Al pianoforte siede un musicista di grande esperienza. Il suo compito, però, viene continuamente messo alla prova dal vento che, con ostinazione, fa volare gli spartiti costringendolo a rincorrerli tra una pagina e l'altra. È una piccola battaglia contro la natura che strappa qualche sorriso al pubblico e ricorda a tutti che la bellezza degli spettacoli all'aperto è fatta anche di imprevisti.
Finalmente il concerto ha inizio. Le prime note di Mattinata di Ruggero Leoncavallo si diffondono nella piazza e la voce di Demuro la riempie con un timbro caldo, pieno e avvolgente. Ogni nota sembra espandersi nell'aria limpida della sera, salire verso il cielo e librarsi leggera come uno stormo di uccelli sospinto dal vento.
Alla mia destra, sopra i tetti e gli edifici in pietra sarda, compare una luna quasi piena, luminosa e silenziosa, spettatrice privilegiata della serata. Chiudo gli occhi e mi lascio attraversare dalle vibrazioni della voce. È una sensazione difficile da descrivere: il suono non arriva soltanto alle orecchie, ma sembra trovare direttamente la strada del cuore. Per qualche istante tutto il resto scompare. Rimangono solo la musica, il vento e quella pace profonda che raramente si riesce a sperimentare.
Davanti a noi il porticciolo riflette le luci della sera. Le barche ondeggiano dolcemente sull'acqua e il profumo salmastro del mare accompagna ogni melodia. Porto Cervo, soprattutto in piena estate, è una meta affollata, vivace, quasi travolgente. Eppure basta dimenticare per un momento il turismo, il lusso e la folla per accorgersi dell'anima autentica di questo luogo: una bellezza discreta, fatta di pietra, mare, vento e silenzio.
Il programma prosegue con un susseguirsi di arie celebri. Sul palco sale anche un soprano di straordinaria bravura, la cui voce si intreccia con quella del tenore creando momenti di grande intensità emotiva. Risuonano le musiche di Puccini e Verdi, omaggi ai grandi interpreti della tradizione lirica italiana e pagine che appartengono ormai alla memoria collettiva.
Tra un brano e l'altro Demuro racconta qualche aneddoto, dialoga con il pubblico e rende l'atmosfera informale e coinvolgente. Non mancano piccoli inconvenienti: qualche blackout, alcuni problemi tecnici, il vento che continua a fare i suoi capricci. Eppure nessuno si lascia scoraggiare. Anzi, sono proprio queste imperfezioni a rendere la serata ancora più autentica. Ci ricordano che la musica dal vivo non è mai perfetta, ma è viva, fragile e profondamente umana. Forse è proprio questa sua imperfezione a renderla così emozionante e indimenticabile.













