Be Curious
Foresta, Cappuccio in testa, giubbotto lungo, quasi del tutto coperto, pian piano cammina nell’ombra di una notte piovosa, non va da nessuna parte, non cerca nulla, cammina lentamente a testa bassa, con le mani in tasca. Come di botto si ferma, alza lo sguardo all’orizzonte e con un mezzo sorriso si lancia in un vuoto sotto al terreno a pochi centimetri dai suoi piedi, una caduta inusuale, completamente buia e straordinariamente lunga, cade fino a scendere come in una dimensione del tutto opposta, in una stanza rustica, davanti ad un camino, seduto con una cioccolata calda a guardare dalla finestra la pioggia, sentirla ticchettare alle finestre, sorseggia la cioccolata e come se la situazione avesse riscaldato l’anima. Lui guarda il camino, osserva il fuoco che fa scoppiettare il legno, un brivido trapassa il suo corpo e a poco a poco con gli occhi fissi nel fuoco vede scomparire tutto ciò che lo circonda nell'abisso lasciando il fuoco l'unica fonte di luce. Come di botto la luce quasi del tutto svanita ritorna a brillare, pian piano gli mostra che attorno al suo punto di fuoco si crea una dimensione parallela tutta delineata da strisce di colore blu. E un po’ sbalordito... Sorseggiando la cioccolata si rende conto di non avere più pressilità, le cose attorno a lui non erano più oggetti ma solo un insieme di pensieri astratti contornati di un blu fluorescente Ma non erano tutti gli oggetti così, alcuni erano un po’ diversi, i contorni fluo erano strani, non seguivano la Forma Dell'oggetto e a pochi centimetri da quegli strani oggetti, un cassettino di ferro che trapela a luce dai fori. Si avvicinò, aprí il cassettino e trovò un libro luminoso, luce bianca, molto leggera. Aprí il libriccino e lesse, impiego 5 minuti, non appena chiuse il libro l'oggetto con i contorni strani si mosse, e i contorni tornavano a delimitare la vera forma Dell'oggetto. Una bajoure... Wow. Così accense la bajoure e lesse tutti i libriccini. Tutto sembrava così affascinante in quella notte così di contrasto, aveva finito tutti i libriccini da leggere ma questa voglia non si spense così il tipo aprí la porta, uscì fuori dalle mura calde di quella casa e uscì fuori... fuori l'aria era diversa, tutto un po' meno rassicurante si vedevano davvero pochi oggetti contornati bene e troppi libri da dover leggere. Spalancò gli occhi, rabbrividí e entro di scatto dentro casa. Si sedette con gli occhi fissi nel vuoto ma fu solo questione di minuti che si dovette rialzare. Vedeva la completezza e la meravigliosita dei suoi oggetti plasmati così bene, e desiderava tanto riuscire a poter vedere qualcos'altro Così si alzò, si mise il cappotto e apri la porta. Sguardo dritto davanti a se, tetro, buio, piccole luci da scovare. Si gira e osserva la casa, una lacrima scende fino a bagnare il suo strano sorriso, si rese conto di quanto il calore della casa o la conoscenza di essa di non gli bastasse a renderlo felice perché la felicità non è rendersi conto di aver capito ma accettare di poter capire sempre di più.

















