10 September

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@itselemartini
10 September
Big Brother Beat
|17 Agosto 2030|
"Sei contento di fare il fratello maggiore, Lani?" "Sì, Mike è divertente e mi ascolta." "E... Ti piacerebbe poter avere più sorelle o fratelli?" "Non lo so. Penso di sì se sono come Mike." *ci pensa un attimo* "Ma se sono fratelli e sorelle vuol dire che vengono da te e da papa Brendan, quindi vanno bene anche se non sono divertenti." *Lei resta di sasso a fissare il figlio, poi gli sorride* "Quindi... Se io e papa Brendan decidiamo di avere dei bambini... A te andrebbe bene?" *Lui la fissa intensamente* "Hai promesso che non mi rimandavi al mio kijiji. Tu mantieni le promesse, vero, mama?" "Certo che sì." "Okay, allora." "Okay cosa, Lani?" "Sì, altri fratelli e sorelle. Sarà bello. E poi abbiamo sempre tanto spazio. A volte sembra troppo anche se ci posso ballare." *Ele non sa come trattenere una risata e sbuffa fuori un sospiro di sollievo* "È già pronto?" "Cosa, tesoro?" "Il fratello o la sorella." *fissando la pancia della maga* "Oh, no, Lani. Prima c'è una cosa che io e papa Brendan dobbiamo risolvere. Poi ci proveremo e vedremo..." "Quanti ne volete? Come zio Max e zia Iris?" "Oh, beh, no. Cioè, ne vorremmo solo uno, tesoro." "Lo volete maschio o femmina?" "Beh, non ha molta importanza. Non possiamo scegliere noi. Ma se potessimo... Credo che ci piacerebbe poter avere una bambina..." "Piacerebbe anche a me." "Davvero?" "Sì. Le femmine sono più brave a ballare! E poi posso aiutarvi a vestirla! Per le ragazze ci sono sempre un sacco di cose carine!" *E questa volta, Ele non può trattenersi dal ridere*
“My family”
Tema: la mia famiglia
La mia famiglia non è normale. Ce n ho una nel mio villaggio e una qui. Al mio villaggio ci sono mia zia e mio zio e i miei cughini. Loro sono rimasti dove sono e io sono venuto con la mia nuova mamma qui. Lei è Malaika, un angelo con i capelli rossi che guariscie le persone e le fa felici. Tanto felici che tutti la vogliono sposare. Ma lei a detto che sposerà solo Brendan, il mio nuovo papa. Anche lui ha detto che vuole sposare Malaika, anche se aveva una mogle prima che a lasciato e che non vede più e quindi può succedere anche con Elettra, ma a promesso che potrò vedere comunque Mike. Lui sarà il mio nuovo fratello e sono molto contento perche con lui mi diverto. Mike ride sempre e vuole tanto bene a Malaika, la abbraccia sempre e le da tanti baci. Forse anche lui la vuole sposare. Lei pero guarda solo Bredan, forse perchè anche lui ha i poteri o perchè ha delle strane macchie e strisce sulla pelle e sembra un animale del mio paese. A lei piacciono le cose del mio paese, quindi gli piacciono anche su Bredan. Per questo si baciano sempre. Ora che abitiamo tutti insieme alla citta nel celo siamo sempre tutti insieme e siamo tutti felici, anche se mi mancano i miei amici. Ma qui ne ho tanti altri, e quindi sto bene.
Dear John
| 17 Maggio 2030 |
Caro John, domani percorrerò una navata e andrò incontro al mio futuro. Ho scelto di andare avanti e non rimanere immobile in quel momento in cui ci siamo lasciati. Dentro di me, forse speravo che un giorno saresti stato tu ad attendermi all'altare. Ma la verità è che, per quanto tu sia la persona che avrei voluto, non sei quella di cui ho bisogno. Il Destino è beffardo, lo sai meglio di me, ma mi ha messo davanti una persona inaspettata. Meravigliosa. Che mi somiglia e ti somiglia in alcuni modi, fin troppo. Lo amo davvero. E non per alcune somiglianze che ha con te. Lo amo per quello che è, per come è con me e con Simon, per quello che mi dimostra ogni singolo giorno. E domani, insieme a lui, rescinderò il filo che mi lega a te in questa vita. Forse, nella prossima, ci incontreremo ancora. Prenditi cura di te, oltre che degli altri. E non lasciare che la vita che ti sei scelto ti privi della felicità che meriti. Con affetto, Ele Il fumo svanisce, il messaggio con esso. Giunto a destinazione, probabilmente. E lei sorride, il sollievo che rilassa le spalle, come se si fosse tolta un grosso peso di dosso. Recupera le sue cose ed esce.
I love you, mommy
Quattro parole e il suo mondo si illumina di nuovi colori. Completa. La sua anima di nuovo tutta d'un pezzo. Perfino i dubbi sembrano perdere forza e consistenza. Esiste solo quella sensazione, calda e avvolgente, confortante. Una famiglia. La sua famiglia. Piena d'amore.
We are family
| 14 Aprile 2030 |
Quando ha messo piede oltre la soglia di casa dei suoi, ha a malapena fatto in tempo a rendersi conto di Simon che il bambino era tra le sue braccia. Lo ha stretto tanto forte da farsi male da sola e anche Brendan è stato salutato con lo stesso ardore. Nonostante le forze decisamente residue, è riuscita a prenderlo in braccio, tremando, ma con una determinazione tale da far paura al più possente Ercole. Poi si è dovuta sedere, ma non ha più lasciato andare il bambino o il fianco di Brendan e la presenza allegra di Mike. I suoi l'hanno abbracciata, sua madre quasi stritolandola, e sua sorella sembra quasi decisa a fare come Simon. Eppure nell'aria c'è ancora tensione. - Ele, perché non restate? Siete stanchi, avete bisogno di dormire e mangiare e riposarvi. Restate qui. - Grazie, mamma. Un paio di giorni di riposo ci vorranno. - Un paio? Vi servirebbero almeno un paio di settimane! Abbiamo la camera degli ospiti, potete rimanere quanto volete! - Grazie, ma non possiamo restare così tanto. Dobbiamo tornare a casa, ritrasferire Simon... E Kronk ha bisogno di noi. Non posso lasciarlo. - Una settimana almeno potete prendervela! Philadelphia ha resistito un mese senza di voi, può sopravvivere ancora un altro po'! - Mamma, please. - E poi non capisco! Come fate a stare tranquilli? Quella città è un magnete per ogni tipo di guaio galattico descrivibile e voi volete tornarci! In queste condizioni! Con i bambini!! - Mamma, smettila. Credi che siamo degli irresponsabili? - Non ho detto questo! - No, ma è quello che hai lasciato intendere chiaramente. - Beh, non ha tutti i torti. Un'occhiata di fuoco verso sua sorella. - Cioè, non è la prima volta che capita. E tutte le volte qualcuno qui deve smollare tutto e venire su per assicurarsi che stiate bene o che Simon non abbia bisogno di noi. Una volta okay, ma due, tre... Non possiamo sempre essere a tua disposizione! - Nessuno te l'ha chiesto, Zoey. Il gelo, improvviso e inatteso. Qualcosa che sembra essersi portata dietro direttamente da Vardo mentre sposta occhi affilati su ognuno di loro. - Non l'ho chiesto a nessuno di voi. - Non c'è bisogno di chiederlo, Ele. Siamo una famiglia. Non vi lasceremmo mai da soli. La voce calda e ragionevole di suo padre si intromette per la prima volta. E un'occhiata incredibilmente tagliente viene rivolta anche a lui. - Se è così, allora non c'è bisogno di farlo pesare. Se agite per la famiglia, poi non vi potete lamentare. È stata una vostra scelta. - Non è stata una nostra scelta che tu tornassi a vivere in quel posto! Io ti ho scongiurata di restare a casa e tu sei voluta partire e portare con te Simon! Quel posto non vi fa bene! - Ci sono migliaia di bambini che nascono a Philadelphia ogni anno! Ne nascono anche su in pianeta di merda come Vardo e sopravvivono, per cui non tirate nel mezzo il fatto che Philly sia inospitale! Mike ci è nato ed è un bambino meraviglioso! Guardatelo! Vi sembra che soffra? E di contro, il bambino quasi nascosto tra le braccia di Brendan li fissa tutti a turno, ma è un'espressione ben poco convinta e di disagio. La stessa che ha Simon, stretto quasi nella stessa posizione contro di lei. Ma è forse la stretta di Brendan, la mano di lui che la cerca e stringe le dita e il suo bassissimo sussurro a farle capire che forse, solo forse, ha esagerato. Gli lancia un'occhiata e comprende dalla sua espressione che è troppo. Che ha decisamente oltrepassato il limite. Inspira ed espira lentamente, ma quell'agitazione non se ne va. Quel senso di ribellione, di partito preso, forse perfino un pizzico di superiorità che non le appartiene nei modi, le fanno stringere le labbra. - Non possiamo lasciare tutto e venire a stare qui con voi. Abbiamo delle responsabilità. Me lo avete insegnato voi ad onorare i miei impegni e fare sempre del mio meglio. Noi torneremo a Philadelphia tra un paio di giorni, perché la nostra vita è lì e non ci tireremo indietro solo per l'ennesimo tiro mancino dell'Universo. Siamo Agenti di EIOS. Non ci sottraiamo ai rischi e non ci nascondiamo davanti al pericolo. Siamo stati scelti per proteggere la Terra e continueremo a farlo, perché questa è la nostra missione. C'è orgoglio in quelle parole, testardaggine, determinazione. Ed è con quegli stessi sentimenti che si rialza dal divano, trattenendo ancora Simon in braccio come se fosse diventata una ferocissima e gelosissima mamma koala. - Non vi chiedo di condividere le nostre scelte, ma quanto meno di rispettarle. Direi che ci è quanto meno dovuto. E pare la goccia che fa traboccare il vaso. Sua madre zoppica via con il suo bastone, voltandosi appena prima che le lacrime comincino a scorrerle sulle guance per la rabbia, e sua sorella le rivolge un'occhiataccia prima di seguirla. - Complimenti. Bella merda. È il suo unico commento velenoso, mentre ad accompagnarli alla porta è suo padre, palesemente sopraffatto e stanco, ma ancora abbastanza presente da rimanere diplomatico. - Non te ne andare prima di aver fatto pace con loro. Non sappiamo quando ci rivedremo. E sappi che rispettiamo quello che fate, tua madre è molto orgogliosa di te e del tuo lavoro. Ma non puoi biasimarci se ci preoccupiamo o se vorremmo tenerti al sicuro, soprattutto quando sparisci senza lasciar traccia per una settimana o più. - Sono stata sei mesi in viaggio e mi facevo sempre sentire poco. Che cosa cambia? - Tutto. Perché sapevamo esattamente dov'eri ogni giorno. Tua madre e tua sorella ti tracciavano con un pendaglio. Ma quando sparisci dalla faccia della Terra senza farti sentire, concedici almeno di essere in pena per te. E quelle parole sembrano trovare la chiave per calmarla, per spegnere quel fuoco di ribellione e rabbia. - Okay. A domani. Nient'altro. Un bacio sulla guancia, i bambini in braccio e una serata di totale riposo all'orizzonte. Cibo a volontà, un film, la stanchezza che li coglie fin troppo presto, facendoli scivolare nel sonno. Stretti gli uni agli altri, come una famiglia.
Breath of Life
| 12 Aprile 2030 |
Finalmente, sono arrivati. Li hanno trovati e salvati. Ma la gioia e il sollievo hanno il sapore ferroso dell’angoscia. Si guarda intorno e vede volti stremati, ma felici. Riconosce alcuni, con altri, nonostante tutto, non ha mai parlato. Ha ringraziato Connor per tutto il tempo che ha speso con lei e Kronk, aiutandola a sopportare l'idea che il suo grande gigante gentile non ce la faccia. Ma lei è ostinata. Vardo le ha lasciato impresso il marchio della totale testardaggine, cieca e sorda a qualunque altra cosa. E così ha continuato a spillare fuori dalle mani tutta l'energia magica di cui era capace, tutta quella che ha usato in quello scontro e che cerca di continuare a cavalcare. Sente il flebile suono di un respiro affannato, fiacco, quasi sibilante provenire dal bovaro e questo sembra bastarle per continuare a fare di più. Di più. Dovesse anche dare fondo a tutte le sue riserve. Brendan è lì. Cerca di rassicurarla, di rimanerle vicino. Anche lui ha lottato e resistito fino all'ultimo. Fino a quella incredibile e commovente visione di astronavi amiche e dei loro cannoni laser. Ma lei non c'è. La sua mente è tutta lì, la sua concentrazione tale da escludere quasi il resto del mondo. Dell'Universo. Perché c'è solo quella vita da salvare. Quella e nient'altro. Perché tornare a casa senza Kronk sarebbe come tornare a casa senza un braccio, senza una gamba. Senza un cuore. Accarezza il pelo scuro, il più delicatamente possibile. Qualcuno dei medici di bordo lo ha valutato al volo e ha detto che probabilmente ha tutte le ossa rotte. Che forse, per il suo bene, sarebbe meglio porre fine a quelle sofferenze. La sua occhiata deve aver spaventato il dottore, perché è fuggito appena è stato chiamato da qualcun altro in difficoltà. E lei ha cominciato a dare fondo alla sua magia. Ancora. E ancora. E ancora. È esausta. Le dita tremano, il corpo le chiede pietà, un po' di riposo ora che sono al sicuro. Ma lei non cede. Incaponita a durare fino a quando non arriveranno a Terra. Decisa a non mollare neanche dovessero legarle le mani e rifilarle un sedativo. Determinata a fare la differenza tra la vita e la morte, come è stato per un po' su quel campo di battaglia. Ancora li vede correre. Li vede assembrarsi e costituire una marea infinita che onda dopo onda si abbatte su di loro, riducendo le loro possibilità, i mezzi, i numeri... Ma se ce l'ha fatta in quel disastro di pianeta, può sicuramente farcela a bordo della Prima Lux. Ed è questa determinazione, questo convincimento che la spinge a non desistere. Per tutto il tempo della traversata. Con Brendan vicino eppure così lontano. Perché solo lei può farlo. Solo lei può riuscirci. E, in qualche modo, lo fa. Quanto basta per stabilizzarlo, ma ci riesce. E quando varcano la soglia di Babylon e si imbarcano per la Terra, la scintilla negli occhi della Wizard è differente. Non più inutile. Non più impotente. Ma capace di qualsiasi cosa. Capace di riportare in vita, di dare la vita, di mantenere la vita. Consapevole di essere e fare la differenza.
Feeding
| 5 Aprile 2030 |
Lo ha trovato distrutto, a piangere, e questo le ha fatto più male dei crampi allo stomaco che ogni giorno la scuotono. Lo ha consolato come ha potuto ma perfino la sua compassione, la sua luce, la sua calma sembrano risentire di quell'influenza così ostile. Si è sentita debole e spenta e impotente. E quando lui le ha spiegato cosa è successo, si è sentita ancora più schiacciata. Ancora più inutile. Lo ha consolato perché è questo che avrebbe fatto Elettra, quella vera, nascosta sotto abiti puzzolenti, privazione di cibo e sonno, dal freddo e dalla paura di non trovare un modo per rientrare. Lo consola ma si sente inefficace, infruttuosa... sterile. E Vardo si nutre anche di lei. Tramite lui, il dolore che gli arreca, la difficoltà di rimanere integri. Si nutre e si pasce di loro che non hanno altro scampo che le loro stesse braccia per accogliersi e cercare di non impazzire.
Do you want to buy a house?
31 Gennaio 2030
- Allora lei mi ha chiesto se mi piace e ho detto sì. Ma non so se era la risposta giusta.
- Non esiste la risposta giusta, Lani. Solo la verità e la sincerità. A te piace?
- Non lo so.
- Non lo sai o non vuoi dirglielo?
*Simon fa spallucce*
- Perché pensi di aver dato la risposta sbagliata?
- Perché lei poi ha detto che se mi piace allora siamo fidanzati. Ma io non so se voglio essere fidanzato.
- Perché non vuoi?
- Stare insieme vuol dire baciarsi. Come fate tu e Brendan.
- Ah... Uhm... no, non per forza...
- Marisol vuole baciarmi. Me lo ha detto Molly.
- E a te... piacerebbe se ti baciasse?
*Di nuovo spallucce*
- Non lo so. Non ho mai baciato nessuno.
- Pensi che potrebbe non piacerti?
*Ancora spallucce*
- A te e Brendan piace?
- Molto.
- Lo fate sempre.
*Elettra arrossisce*
- Credi sia sbagliato?
- No. State insieme sempre. Resta sempre qui con Mike.
*Piccolo silenzio imbarazzato*
- Se vi piace tanto stare insieme, perché non vengono a stare qui?
- In che senso, Lani?
- A vivere qui. Tutti insieme. C’è posto per tante persone. Possiamo stare tutti insieme.
*Shock*
- A te... piacerebbe vivere tutti insieme?
- Mhmh.
- Ti piacerebbe anche se cambiassimo casa?
*Ennesima alzata di spalle*
- Kronk e il Capitano vengono con noi?
- Certo che sì.
- Mike e io dormiremo insieme?
- Non lo so. Vedremo.
- Secondo me, lui vorrebbe una stanza insieme.
- Dici?
- Mhmh. Almeno quando si sveglia c’è qualcuno con lui. E non deve urlare per farsi sentire.
*Ele ridacchia* - Mi sembra giusto.
- E poi tu e Brendan potete baciarvi tutto il giorno e fare “quella cosa”.
*Di nuovo silenzio shockato di Ele*
- Qu... quale cosa?
- Non lo so, quella che dice Vanessa. Dice che i suoi genitori si chiudono in camera e la mamma dopo un po’ urla “sisisi ommioddio sisisi”.
- Oh.
- Voi però non urlate.
- Ah, no?
- Mhmh. Voi parlate. Lo fate anche mentre dormite.
*Un sospiro di sollievo che si tramuta in sbuffo divertito*
- Cosa che dovrai fare anche tu stasera presto.
- Mmmmmmmmh! Ma ci sono le finali della World of Dance!
*Elettra lo fissa intensamente*
- Simon, domattina c’è la scuola. O vuoi fare tardi all’ora di arte?
- No...
- Non ho capito.
- MmmmhNO!
- Bene. Allora a nanna presto.
- Non vedo l’ora che viviamo tutti insieme, così baci Brendan e basta.
- Simon Makalani Martini! Fila subito in camera tua se non vuoi che ti tolga la televisione per la prossima intera settimana!
*Lo vede scappare via e dopo essersi assicurata che non la senta, lei scoppia a ridere*
Laughing Twenties
8 Dicembre 2029
- Perfetto. Com’è andata?
- I’m gonna tell you.
Ma non riesce a raccontarlo. Lo trova vestito in costume, letteralmente, e scoppia a ridere. Una risata impossibile da trattenere, di quelle che sembrano dar fondo a tutta l’aria che ha nei polmoni. Di quelle che non ha più fatto da molto tempo. Di cuore. Nessun tentativo di frenarsi, nessuna compostezza, nessuna capacità di rimanere in piedi. Forse a causa dell'alcol o forse proprio a causa sua. Lui che nonostante tutto è riuscito a tirarle fuori quella risata incontrollabile nonostante sia immerso nella sofferenza. Lui che la guarda con gli occhi da merluzzo in vaporiera e la fa sentire come non si sentiva da tanto, troppo tempo. Lui che ha esposto il suo cuore senza indugi e pare intenzionato a coccolare il suo. Si accascia a terra, senza possibilità di fermarsi, le lacrime che rotolano lungo le guance scavando nel trucco pesante della serata lasciata alle spalle, il petto singhiozzante a causa di quelle risa che non riesce in alcun modo a far scemare.
- You're... Gonna... Kill me...
Riesce a balbettare tra una risata e un'altra, prima che in qualche modo riesca a mettere fine a quello sconquassamento totale. Inspira profondamente per diverse manciate di secondi, un rantolo di risata che ogni tanto cerca di riprendere piede, per poi riuscire ad alzare lo sguardo su Brendan, gli occhi ancora umidi di lacrime allegre, ma anche luminosi di qualcos'altro.
- You seriously... Risk makin' me fall...
Non aggiunge altro. Lascia che quelle parole aleggino, come una sorta di sibillina profezia avvolta nel sentore della felicità. E il seguito resta nelle mani di chi sa strimpellare una chitarra e rendere luminoso anche un singolo momento in mezzo a una tempesta.
Little conversation
19 novembre 2029
- Malaika, Brendan è il tuo mchumba?
- Lui... N... no, Lani... perché me lo chiedi?
- Vi siete baciati sulla bocca. Solo wanandoa si baciano sulla bocca.
- Oh. Beh... di solito è così. Ma a volte succede che... due persone che non sono sposate... ma sentano un sentimento molto forte uno per l'altra... si bacino sulla bocca.
- Mh.
- Non ti piace che baci Brendan sulla bocca?
Il bambino solleva le spalle mentre continua a colorare.
- Se vi sposate, Mike sarà kaka mdogo?
- Beh... immagino di sì.
- Poi staremo tutti insieme?
- Credo di sì, Lani.
- Farete altri bambini?
- Noi... ahm... non... non è così semplice, tesoro...
Il silenzio si protrae per un tempo quasi infinito, la ginger incapace per lunghi attimi di esprimersi.
- Secondo te piaccio a Mike?
- Ma certo che gli piaci.
- E a Brendan?
- Certo che piaci anche a lui.
Poi, lentamente, Simon smette di colorare, pensieroso.
- Mi rimanderai al mio kijiji se avrete altri bambini?
- Oh, Lani... no! No, assolutamente no! Non pensare neanche per un istante che tu possa valere meno di qualunque altro bambino. Tu sei il mio miracolo.
- Va bene...
- Simon, guardami. Nessuno ti porterà via da me. Mai. Te lo prometto.
E il bimbo pare convinto, la testa che comincia a muoversi in assensi brevi e decisi, il labbro inferiore appena sporto, gli occhioni lucidi.
- Perché non mi fai vedere che cos'hai disegnato?
- E' un disegno per Mike. Dopo glielo mandiamo?
- Ma certo. Gli piacerà tanto, come tutti i tuoi disegni.
- Bene.
E la foto viene spedita tra un messaggio e un altro.
Sally’s song
28 Ottobre 2029
- Nel tuo passato.. c'è il re dei pentacoli, un uomo che ti ha segnato in bene o in male, ma lo ha fatto ed era una presenza fondamentale per te. E' stato quasi una stabilità una presenza che quando è sparito ti ha portato confusione, un ribaltamento della tua vita, un continuo vorticare, ti ha scombussolato nel vero senso della parola. Tanto che porterai i strascichi nel tuo futuro. Qui vedo semplicemente una confusione dovuta a questa persona. Non vedo stabilità, ma solo una perdita della bussola interiore. Parole che la colpiscono eppure sembrano solo svelare una verità di cui inconsciamente era padrona. Sorride, ringrazia e si allontana. La festa, i suoni, il divertimento. Tutto è ovattato dai propri pensieri. Poi, uno scheletro le mette in mano un rocchetto e un membro della famiglia Addams le si avvicina con la sua lampadina pronta a illuminarsi. Per un attimo, si sente quasi a casa. Una sensazione di tepore e familiarità che le stringe un piccolo nodo in gola. E forse per questo ha bisogno d'aria, di evadere per un attimo anche da quei pensieri che vogliono cominciare a rosicchiare come tarli la sua serenità. - Ti va... Di uscire in giardino? E Fester acconsente. Fuori inspira, espira e cerca di nuovo il suo centro, a braccetto con il calvo e inceronato personaggio dell'orrore che nasconde la sua vera identità di Telepate. Parlano, un altro piccolo momento di condivisione, di comprensione reciproca fino a quella domanda. - E dov'è che vorresti stare...o essere? E lei ci pensa davvero. Stringe le dita magre che hanno cercato le sue e si immerge nelle proprie sensazioni, scavando per un lungo attimo nei propri desideri e nelle proprie emozioni. - Qui. Esattamente dove sono adesso. Onesta, con sé stessa e con lui, come ha sempre cercato di essere. E la reazione successiva è un insieme di atteso e inatteso. Quasi una speranza che si mescola a un timore. Un desiderio amalgamato all'abnegazione. Esita davanti a quelle labbra, esita davanti a ciò che potrebbe significare. Sa che potrebbe scappare, sottrarsi a quel contatto che chiede e non pretende. Ma forse, proprio a causa di quelle carte, di quella verità appresa, di quelle sensazioni... non si scosta. Dopo mesi di totale autocontrollo si permette di lasciarsi andare, di vivere un attimo invece di prevederlo o progettarlo. E così, nel tiepido abbraccio di una notte infestata, circondata da tombe e ceri, catene e presagi, Sally ricuce l'ennesimo strappo al cuore, permettendogli di trottare ancora una volta.
Ten things I love and hate about you
Amo il modo in cui mi guardi, anche se mi dispiace un po' non averti mai visto fissarmi le tette. Amo il modo in cui davi spago alle mie cretinate e ridevi insieme a me, e detesto che ti abbiano tolto quel sorriso. Amo il modo in cui lotti per quello che vuoi e mi dispiace avertela data vinta troppo in fretta, solo per vederti lottare un po' di più per me. Amo vederti combattere per quello che è giusto, anche se detesto essere messa al secondo posto. Amo ogni singola cicatrice che hai, ma odio il fatto che tu abbia sofferto. Amo il fatto che nonostante tu sia un salutista, mi accetti per le porcherie che mangio, bevo e fumo... Anche se a volte diventi insopportabile quando cerchi di convincermi a smettere. Amo il fatto che nonostante tutto riesci ancora a farmi arrossire e odio che mi abbiano tolto questa parte di me che ti ha fatto innamorare. Amo la tua sincerità anche se a volte vorrei sentirmi dire una piccola bugia a fin di bene, e amo il fatto che pur avendotelo detto tu non cambierai anche se l'idea mi indispettisce. Ma più di tutto, amo il fatto che pur essendo opposti, siamo anche profondamente simili. Siamo due metà complementari di un unico corpo e non esiste pensiero più odioso che separarmi da te.
Pieces of heart
13 Marzo 2029
Marzo è dolce come una carezza e frizzante come le bollicine in una bibita gassata. È avvento, è speranza, è rinascita. Con quella sensazione di profonda comunione, lei spinge la porta, aprendola per la prima volta di nuovo davanti a sé. È tutto uguale, niente fuori posto. Tutto perfetto. Sorride e Kronk abbaia contento. Anche lui avverte l'aria familiare di casa. - Wrah-ah! Parte della ciurma, parte della naveh! Sì, persino Capitan Jack sembra contento. L'unico incerto, forse solo stupito e meravigliato, è Simon accanto a lei. Il bambino guarda il corridoio, le porte che danno su di questo, l'ingresso grande quanto la sua intera casa a Marsabit. Ed è chiaramente incredulo. - Allora? Ti piace, Lani? E lui si limita ad annuire con la testolina, la bocca aperta senza riuscire ad emettere un solo suono. - Bene. Perché è casa tua.
Ha portato poche cose, solo l'occorrente per ristabilirsi un po' per volta, consapevole di aver lasciato molto in quel luogo. Perfino un pezzetto di cuore. Ed è rimestando tra scatole vecchie sei mesi che un foglio finisce alla sua attenzione. Qualcosa che aveva scritto lei ormai una vita fa. Scorre le righe e un sorriso nostalgico le si allarga sulle labbra. Certe cose non cambiano mai, neanche quando si crede di aver voltato completamente pagina. Eppure, sa che c'è qualcosa di diverso: la consapevolezza che seppure quelle righe siano intrise di verità, l'inchiostro non può in alcun modo arrivare vicino a descrivere quel che si prova per qualcuno. E leggendo e rileggendo la stessa frase, si può solo intuire le diverse sfumature che essa cercava di ispirare. Qualcosa di prezioso, proprio come quel pezzetto inaspettato di sentimento che sembra diventare un ultimo tassello nel mosaico del suo cuore.
Memories of the Journey
Piccole note sono scritte su bigliettini minuscoli, a ricordo dei luoghi da cui provengono i souvenir.
Passing by
30 Dicembre 2028
Kia ora koutou katoa! La Nuova Zelanda è piccola ma ricca di sorprese. Potrei quasi pensare di fermarmi qui se non fosse che è più freddo di quanto mi aspettassi. Vi penso ogni giorno e spero davvero che siate sereni e felici. Non vedo l’ora di riabbracciarvi tutti. Baci,
Ele
Moving on to...
7 Dicembre 2028
Dear Dad, Mum and Sistah, qui piove un giorno sì e l’altro pure, ma questo non mi sta fermando dal visitarla. Perfino sotto l’acqua trovo che ci sia qualcosa di speciale da sperimentare. Sento che neanche un monsone potrebbe fermarmi ormai. Mi mancate tantissimo e so che sono via da tanto, ma il mio viaggio non è ancora finito. Vi abbraccio fortissimo e quando ci rivedremo avrò molto da raccontarvi. Love you all,
Ele