Sei Uno STRONZO IMBECILLE TROGLODITA di MERDA...Ma Ti Amo
Ciao! Dato che probabilmente visualizzerai e non risponderai e dunque il mio sfogo non servirebbe a niente...(perché si, sappi che noi parte femminile abbiamo bisogno di ricevere risposte, e chiarimenti, dato che siamo, come dire, delle pazze, abbiamo bisogno che i nostri sfoghi siano notati da dei pezzenti come voi e che vi rendiate conto di quanto poco valete al livello cerebrale rispetto a noi potenza femminea, progenie di Venere e Minerva!) te lo dico qui in un post pubblico...sperando che questo ti appaia sulla home, e faccia collegare quell’unico neurone devastato dalle continue percosse prese contro le pareti del tuo cervello per cercare di farlo funzionare, e dai continui spasmi dovuti ai soffocamenti da testosterone.
Da quando mi sono dichiarato ed ho cominciato ad avere i primi approcci con il sesso maschile, ne ho passate di cotte e di crude. Quale gentil ragazza/o non ne ha passate? Mia mamma (grande donna, fredda come il ghiaccio, ma grande! Mi ha cresciuto con l’idea della donna indipendente. Una vera Self Made Women. Una come si suol dire con gli attributi. Era lei che teneva testa a tutti, lei che in casa portava i pantaloni, lei che prendeva le decisioni, lei che cresceva un intero nucleo familiare. Babbo (per quanto lo ami, lo stimi per la sua cultura, lo apprezzi ecc…) non era come Mamma. Erano agli antipodi! Lei, conservatrice, ma allo stesso tempo moderna per la sua attitudine al comando, con poca cultura vero, ma molto curiosa; lui rivoluzionario, ma allo stesso tempo legato ai valori familiari patriarcali, luminare ed eclettico, un moderato potremmo definirlo e simpatico da morire. Così riuscì a conquistare mamma. Con la simpatia. Sapete dove? In discoteca!
Si esatto in discoteca! Alla Disco! Quel luogo infernale dove puoi trovare qualsiasi tipo di persona, dallo sfigato asociale che sta al cellulare su fb per farsi compagnia (da solo), al nerd in cerca di avventure nuove in compagnia di altri nerd, gli CHIC che si sentono le cheerleader del club (si sia uomini che donne), che si devono far notare da tutti e giudicare ogni singola persona potenti come Anna Wintour ma che valgono quanto la commessa del mercatino dell’usato, per arrivare alla zoccola di turno ubriaca già dal primo bicchiere e il bellone affascinante il cui unico pensiero in quel momento è (SBORRARE)
Comunque tornando ai miei. Mio padre, pensate che riuscì a scalfire quell’impenetrabile corazza di ghiaccio e ferro, con la semplice ed umile arte della simpatia, senza troppe pretese. Ci ha provato. Ha riprovato. Riprovato ancora, e ancora e ancora e ancora. E alla fine, eccomi qui. Secondogenito di una comunissima e mediocre famiglia pratese. Mi raccontava Babbo che Mamma non era per niente un tipo facile, era una pittima (come si usa qua per le ragazze) o un peperino, insomma una stronza che se la tirava, che poi con l’andare degli anni si è scoperta pure rompi cazzo e nevrotica (bè un po come tutte le femmine, ammettiamolo). Possiamo arrivare anche noi alla conclusione che con l’avanzare della globalizzazione, il buco dello zono, la fame nel mondo, la crisi economica, i social media, i social network e la 3°guerra bubbonica, i tempi sono cambiati. Beh si! Si sono troppo velocizzati, ora tutto inizia e termina in 3 battute di tastiera. Nasce e muore in uno screen del telefono, tra un non on-line ed un visualizzato il…
Non c’è più quella passione, quell’attesa, quel sentimento che faceva sbocciare l’amore. Niente più romanticherie, serenate, colazioni a letto. Niente di niente. Solo un freddo ed inespressivo schermo. Se avessi saputo di dover nascere in un paese di merda, che attraversa una crisi devastante, in una famiglia di pazzi, e in un epoca che non lascia spazio al sentimento alla passione. Sarei uscito come aborto spontaneo.