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L'ARTE GRAFICA DOPO LA RIVOLUZIONE RUSSA
La caduta del governo zarista per mano dei bolscevichi e la successiva guerra civile, diedero vita a una nuova libertà. Questa ritrovata libertà fu un fenomeno talmente grande da unire in un unico entusiasmo tutta la popolazione russa. In essa crebbero uomini di stato, economisti, filosofi e se ne identificarono anche molti artisti. Il loro scopo primario fu quello di divulgare le idee affermatesi durante la rivoluzione d’ottobre. Fra gli artisti prese così piede una cultura che, non scevra da indirizzi politici, riuscì a diffondere il pensiero bolscevico, soddisfacendo le esigenze delle campagne di pubblica informazione. Gli artisti vennero incaricati di promuovere queste campagne, creando immagini contenenti i messaggi della propaganda, da duplicare e diffondere con una semplice tecnica, quella del manifesto da affiggere in ogni dove, in modo capillare. Da pittore l’artista si converte in grafico e impara a realizzare manifesti che contengono quei semplici, ma efficaci messaggi da trasmettere al popolo. Tanto più la capacità artistica e di sintesi del pittore è alta, quanto più il messaggio diviene forte. Si può ben definire in senso antropologico che il manifesto di propaganda è un antesignano della televisione, dove i messaggi sono diretti all’inconscio dello spettatore e dove la persuasione diviene quella voluta dal regime: la persuasione occulta. In quegli anni si generarono quindi degli ”artisti della rivoluzione”, tutti loro, presi dal vertice della libertà conquistata e dal poter attingere a piene mani al mondo tecnologico del tempo, sperimentarono i nuovi media: GUSTAV KLUTSIS fu pioniere del fotomontaggio e della doppia esposizione, utilizzò nelle sue opere anche fotogrammi tratti da pellicole cinematografiche. EL LISSITZKY fuse i ritmi meccanici del costruttivismo, con forme che rievocavano la guerra, all’asimmetria del suprematismo, dove la forma plastica veniva semplificata e il colore era il principale mezzo di comunicazione. Altra artista di rilievo fu VARVARA STEPANOVA. Brava nel realizzare costumi teatrali lavorò però maggiormente nella grafica. In questo campo riuscì ad usare al massimo le proprie capacità espressive: le nuove inquadrature della fotografia e della cinematografia, unite e sovrapposte fra di loro, evidenziarono al meglio il contrasto fra la vecchia arte, la fotografia, e la nuova, la cinematografia, riuscendo a sottolineare al meglio, mediante le disposizioni tecniche assegnatale dall’artista nelle varie opere, la dinamica interna e la struttura compositiva. La Stepanova sposò ALEKSANDR MICHAJLOVIC RODCENKO, uno degli artisti più importanti della rivoluzione. Rodčenko, e VLADIMIR MAJAKOVSKIJ, utilizzarono il fotomontaggio come mezzo principale di comunicazione. In un paese dove l’analfabetismo era altissimo, il loro sistema di comunicazione riuscì ad essere compreso anche dalle fasce meno scolarizzate della popolazione. Ovviamente parliamo dei più capaci artisti di quell’espressione e di quel periodo. La loro arte fu tale da poter in modo globale far conoscere i principi di quella libertà di cui si godeva in quel periodo. Grazie alla comprensione di questi messaggi, istintivamente capibili, fornitigli dai manifesti, la popolazione poté fare propri quei nuovi dettami, sui quali si basava lo stravolgente indirizzo del nuovo potere centrale: l’uomo si trasformava da suddito a cittadino, anzi “compagno”; in quest’ultima parola, da interpretare nel modo iniziale a lei affidato, cioè quello del suo vero senso, si evidenzia tutto lo sconvolgente passaggio della abissale differenza che esiste fra le due condizioni dell’essere. In queste opere Rodčenko e Majakovskij furono così bravi, da dover ancora oggi essere ispirazione agli uomini di marketing, per esprimere le attuali idee tecnico-artistiche.
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Me siento peor que una hormiga! :| Wow, impresiona la verdad.
Y despues hay gente que no cree que exista vida en otro planeta… eso no significa que vengan y nos invadan y blablabla like a película de acción (? pero que existe tiene que existir…
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