Pensandoci bene, quarantacinque estati non sono molte. Quarantacinque anni passati a gironzolare su questo pianeta come una scheggia impazzita, senza avere molto chiare le idee sul da farsi, ma facendo sempre e comunque qualcosa che mi ha reso felice. Nel bene o nel male s'intende.
Non sono né un buono né un cattivo, ho fatto del bene, ho tradito chi si fidava di me, sono stato comprensivo e a volte egoista. Ho ferito a volte chi non c'entrava, ho aiutato anche aldilà delle mie possibilità, sono rimasto, sono fuggito. Per le cose belle rimango indifferente, per le brutte anche, è andata così.
C'è il futuro e le innumerevoli cazzate che mi rimangono da compiere, perché ne farò, a voglia se ne farò. Ma farò anche cose belle e gradite e sia le une che le altre fanno parte di questa mia strana e piccola vita. Solo il fato deciderà per quanto tempo avrò ancora la possibilità di divertirmi. Per ora si balla e pazienza se m'imbratterò, quando sarò freddo come uno stoccafisso non avrò di questi problemi.
È buffo però, pensare che sono diventato ciò da cui fuggivo e cioè uno regolare. La compagna, il lavoro fisso, la casa in centro, i cani e le vacanze al mare. Vivo questa vita ricordando chi ero prima. Uno con la valigia perennemente in mano, a volte non sapevo nemmeno che domicilio fornire, ero un randagio e mi piaceva. Ora ho l'accesso al credito agevolato, lavoro su turni e vesto bene, mangio leggero e ho ridotto drasticamente l'uso di alcolici. Però la residenza mi ostino a tenerla giù. Dopo tutti questi anni, ancora mi tengo pronto a concludere tutto e andare via. È l'abitudine che non si è mai esaurita, quell'abitudine al cambiamento che fa capolino ogni tanto e mi tiene reattivo, scattante.
Domani chissà se sarò ancora qui o combinerò una delle mie e finirò a fare chissà cosa, chissà dove.
Per come si stavano mettendo le cose, cedevo che la naturale evoluzione della mia vita, fosse diventare un delinquente in moto e invece...