Bollicine, non solo brindisi
Bollicine, non solo brindisi. “A casa nostra, i miei genitori hanno sempre bevuto la bollicina a tavola” (Laura Boatti, az. agr. Monsupello)
La Bottega incontra Laura Boatti, di Monsupello az. agr. di Torricella Verzate, Pavia Tra Natale e Capodanno il brindisi è sicuramente col botto e con le bollicine. Ma chi ha detto che le bollicine non possano essere presenti in tavola, per accompagnare i pranzi e le cene delle feste? Di certo non lo pensa Laura Boatti, imprenditrice alla guida, insieme alla sua famiglia, di Monsupello Azienda agricola dell’Oltrepò Pavese, che ci racconta: “La bollicina, i miei genitori la bevevano a tavola e ancora oggi, in Casa Boatti, è così”. E il vino a cui si riferisce è Monsupello Nature, etichetta che si è aggiudicata il premio “Bollicine dell’anno 2015” della Guida Gambero Rosso 2015: il miglior spumante italiano è dell’Oltrepò Pavese, terra con vocazione al Pinot nero da cui nasce il Nature. Come è nato questo pluripremiato spumante? Monsupello Nature nasce come vino che i miei genitori portavano in tavola tutti i giorni. Attorno agli anni ’90 mio fratello decide di metterlo in produzione per il commercio ed è subito un successo. Nel 2001 arriva il primo riconoscimento dal Gambero Rosso con i Tre bicchieri, ne seguono altri fino alla Stella, poi viene nominato tra le Eccellenze d’Italia, entra nella top ten degli spumanti e infine il premio più importante: “Bollicine dell'anno” della Guida Gambero Rosso 2015. Ma non è un caso…Nature è un vino unico, un Pinot nero non dosato, unico per la sua pulizia. Un successo assicurato!
Un premio meritato, dunque? Sì assolutamente! Questo come molti altri, ricevuti dall’Ais, da Slow wine, dalle Guide ai vini dell’Espresso, dalla Guida Veronelli. sono riconoscimenti che danno grande soddisfazione perché confermano che si stanno facendo cose buone che vengono apprezzate. E poi è un riconoscimento anche per l'Oltrepò Pavese, una terra con vocazione per il Pinot Nero. Mio padre andava orgoglioso nel ricordare a tutti che in Oltrepò Pavese non ci sono industriali che fanno vino, ma piccoli agricoltori che diventano imprenditori. Lui l’ha fatto per primo. Ma il vino non è la tua unica passione… E’ vero, l’altra è il tango. Lo ballava mio padre e Tango era il suo soprannome da giovane, tra gli amici, per via della scritta “Tango” che aveva fatto sulla sua Lambretta con cui scorrazzava da ragazzo in tutto l’Oltrepo. Da mio padre ho ereditato entrambe le passioni che ho fuso per creare #TangoWine, un Cabernet Sauvignon in purezza. Tango Wine lo considero una mia creatura perché dentro ci sono io, con il mio amore per il vino e la mia passione per il tango. E’ un vino che ha l’intensità del tango e il suo colore, il rosso. E non a caso si sposa benissimo anche con piatti della cucina argentina, come il bife de lomo o la provoleta.




















