Quei stessi muri che hai costruito per difenderti ti allontanano dalle cose belle che ti succedono.
Perchè non provi a lasciarti andare ed essere felice?
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Quei stessi muri che hai costruito per difenderti ti allontanano dalle cose belle che ti succedono.
Perchè non provi a lasciarti andare ed essere felice?
Ma in lei c’era qualcosa di superiore a quanto la circondava, in lei c’era la lucentezza dell’acqua vera che ha il brillante in mezzo ai vetri. La lucentezza emanava dei suoi occhi incantevoli, davvero ineffabili. Lo sguardo stanco, e allo stesso tempo appassionato, di questi occhi cerchiati di nero, colpiva per la sua assoluta sincerità. Penetrando in quegli occhi chiunque aveva la sensazione di conoscerla tutta, e, dopo averla conosciuta, non poteva fare a meno di innamorarsene.
Lev Tolstoj - Anna Karenina 1877
“Sensitivity and coherence, between what they say and what they do. Find her.”
“Let me feel like when, at the concerts, the artist gets on the stage.”
Mi sono allontanata
perchè non avevo bisogno
di loro.
“Esprimi un desiderio”
Mi dicevano quando da bambina
soffiavo la candelina sulla torta
del mio compleanno.
“Esprimi un desiderio”
Mi dicevano quando scoccava la mezzanotte
il primo gennaio.
E se vedevo una stella cadente
“Esprimi un desiderio”
mi dicevano.
Sono state tante le occasioni
Ma non c’ho mai creduto
nonostante ció
ai loro “esprimi un desiderio”.
Eppure stanotte sono qui,
nella manzarda di casa
con il finestrino del tetto aperto
ad ascoltare il silenzio del paese,
il rumore del vento.
Il cielo è stellato stanotte,
una stella brilla molto più delle altre.
Qualcosa mi spinge
ad esprimere il mio desiderio,
quel desiderio che mi tormenta da un pó.
Non c’ho mai creduto,
eppure sto parlando alle stelle
e non chiedo altro
se non di avere un’altra occasione
di guardare le stelle con te.
Inizia tutto lentamente, quando non riesci a controllare la tua testa, quando i pensieri si affannano e il panico arriva.
Una sensazione che invade tutto il corpo togliendo la capacità di riflessione.
Non si puó razionalizzare quando è difficile respirare, la testa gira, le gambe tremano.
Sembra di essere sul punto di morire, scappi da qualsiasi contesto, ti butti per terra incapace di affrontare quel pericolo inesistente, combattendo la nausea e i dolori al petto.
Nessuno capisce come ci si sente se almeno una volta non è stato in quelle condizioni, in prigione con il bisogno di scappare.
E non esiste nessuna medicina, nessuna cura se non te stessa e la forza di rialzarsi, controllare il respiro, respingere la paura.
È successo troppe volte, forse più che troppe, non è facile convivere con gli attacchi di panico, ma ci si riesce.
L’ansia non mi fa fuggire più.
“Fantastico sentire le cazzate che girano sul mio conto. Scopro sempre cose che non sapevo nemmeno io di avere fatto.”
“Non guardatemi, non parlatemi, non toccatemi. LASCIATEMI STARE.”
“Occhi grandi come i miei
sognano grandi cose
e tu non li dimenticherai
tanto facilmente.”
“Niente di complicato,
mi porti a fotografare?”
“Meriti attenzioni.”
“Era un pó come Abby Abernathy, sgarbata e strafottente, ma vera.”
“Quel ragazzo ideale indossa un sorriso e una chitarra.”
Prova tu
così all’improvviso
a dover fare i conti con il panico
quando il respiro diventa affannoso
l’agitazione sale
e ti senti in prigione
con il bisogno di scappare
gli occhi gonfi di lacrime
la testa piena di pensieri
con l’ansia che sale
la testa che gira
lo stomaco che si aggroviglia.
Prova tu
e vediamo quanto sei forte
Take me to starbucks.