magari se ti avessi dimostrato il mio amore ora ti avrei ancora con me..

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magari se ti avessi dimostrato il mio amore ora ti avrei ancora con me..
"Un giorno capirai. Capirai che ti ho trattato meglio di quanto tu meritassi. Capirai che mi sono sforzata così tanto per far funzionare le cose. Capirai quanto io ti abbia amato e quanto mi importasse di te. E nel momento in cui capirai tutto questo, perché lo farai, non tornare da me, perché a quel punto avrò trovato quel qualcuno che noterà ogni piccola cosa che farò."
Il cuore ci mette più tempo a riprendersi. Ci mette più tempo a guarire anche se a volte nonostante i cerotti sul cuore il male è talmente tanto che per abitudine lo lascerai sanguinare fino a non avere nemmeno un briciolo di pace.
Ero una brava ragazza, di quelle che in giro non ne trovi.
Mettevo l'anima in tutto ciò che facevo, soprattutto nell'amare le persone. Perdonavo sempre e chiedevo scusa sebbene avessi ragione.
Mi legavo subito alla gente, e quando lo facevo era per sempre.
Seria, buona, con un Cuore immenso.
Poi arrivano le pugnalate.
La prima e ti rialzi. La seconda e ti rialzi. La terza e ti rialzi. La quarta, e inizi ad essere stanca. La quinta e inizi a non farcela più.
Cambi. Ti chiudi a riccio per difenderti da un mondo che sa farti solo male. Pungi chiunque si avvicini per proteggere l'ultimo pezzo di Cuore rimastoti.
E vuoi stare sola, senza nulla intorno, tu, il mare e il tuo dolore, a chiederti cosa hai sbagliato. Cosa peggiore, smetti di amare e di essere quella che sei. Smetti di essere. Inevitabilmente, cambi.
Siamo schiavi di una cultura patriarcale La cultura del possesso Dove nessuno può più scegliere da che parte stare Dove una madre è solo madre, una figlia è solo figlia Un uomo è solo uomo e l'amore è solo uno E ho visto troppe mani non alzarsi In aiuto degli altri e diventare schiaffi E non è un complimento urlare "che bel culo" Ricorda, non ti rende uomo saper dare un pugno
me + u = ♡
me - u = :(
Cioè boh
Sei così perfetto e disastroso allo stesso tempo.
Hai quegli occhi che mi fanno impazzire, certe volte sono talmente indecifrabili, proprio come un enigma.
A volte sei timido e impacciato, altre volte così sicuro di te, da lasciarmi senza parole.
Mi fai incazzare da morire quando ti comporti come un bambino dispettoso, eppure io non sono in grado di prendermela con un bambino.
Amo le smorfie che fai quando ti spettino i capelli.
Amo i baci che mi dai sul collo.
Amo il tuo essere così fastidiosamente pefettino.
Amo ascolarti, anche se certe volte sei ripetitivo.
Amo il fatto che tu ti preoccupi per me, perchè nessun ragazzo l'aveva mai fatto prima d'ora.
Amo le tue manie e le tue fissazioni.
Amo farti il solletico sull'ombelico quando ti faccio i grattini, perchè so che non lo sopporti.
Amo quando mi dedichi canzoni mai sentite per farti perdonare.
Amo immergermi tra le tue braccia, perchè mi fa sentire al sicuro.
Amo il tuo profumo, che ormai è diventato profumo di casa.
Amo te, il tuo carattere e il fatto che tu riesca a tenermi testa.
Ti amo nel modo più dolce e innocente possibile e credimi, non me lo so spiegare.
“You made it clear, You weren't near, near enough for me.
Heart skipped a beat.
And when I caught it You were out of reach.
But I'm sure, I'm sure You've heard it before.”
Prendila e buttatela sopra come se la stessi buttando in piscina. Lei griderà e cercherà di levarsi da te, ma in segreto amerà questo.
Prendila per mano quando parlate, prendile la mano quando guidi, semplicemente prendile la mano.
Non smettere mai di farle notare quanto è bella, guardala negli occhi quando le parli, dille battute stupide, falle il solletico anche quando ti dice di fermarti.
Anche quando ti insulta, dille che l'ami. Lascia che si addormenti tra le tue braccia. Fa si che impazzisca di te e per te, e baciala sempre, sempre.
Prenditi gioco di lei e lascia che lei si prenda gioco di te. Baciala sulla guancia, baciala sulla fronte, sulla mano, semplicemente baciala.
E quando ti sei innamorato di lei… diglielo, urlaglielo, scriviglielo, fai si che lei possa sentirsi amata.
Non voglio perderti, scusa se mi comporto da bambina, tu sei molto più maturo di me .
A volte non mi rendo conto che così facendo ti perdo sempre di più, non capisco perchè sono fatta così.
Sono così incapace di dimostrare amore, così incapace di sentirmi libera di comportarmi come desidero.
Tutte le mie paure e le mie insicurezze non fanno altro che portarti lontano da me. Tu che sei il mio angelo, la cosa più bella che potesse capitarmi, tu che sei il mio amore.
Perdonami se sembro straf**tente, se sfogo i miei disagi e i miei problemi su di te. Non mi lasciare, voglio cambiare, voglio farlo per te.
Ti amo amore mio, scusami, scusami, mi viene da piangere se penso a come ti rispondo male per via delle mie solite crisi esistenziali. E tu sei sempre lì.
Perdonami non voglio più farti del male. Sei l'amore della mia vita, voglio restare con te per sempre, non lasciarmi mai ti prego
Scriverti questa lettera, amore mio, non è difficile: immagino i tuoi occhi e mi perdo dentro di loro ricordando la nostra storia e allora tutto mi viene facile. Davanti a me si apre un modo che conosco bene e che ancora oggi rappresenta il mio rifugio dalle intemperie e dalle avversità della vita: il nostro mondo, amore mio; la nostra storia, amore mio; questa bellissima vita, amore mio. Che grazie a te è diventata speciale.
Quante cose vorrei dirti, amore mio, e quante te ne avrò già dette. Quante te ne avrei dovute dire e quante invece ne ho dimenticate perché in fondo sono una sbadata. Allora ho deciso di racchiudere tutto in questa lettera e dirti che ti amo senza pensarci due volte, scriverti quanto tu sia importante per me e quanto la tua presenza nella mia vita sia diventata indispensabile. Ho deciso di mettere nero su bianco le mie emozioni e di lasciare che sia il cuore a parlare.
Quando ti ho visto per la prima volta ho subito pensato che fossi un bel ragazzo ma non immaginavo che saremmo arrivati a questo punto; non avrei mai detto che sì: saresti diventato il mio fidanzato, e che no: non ti saresti dimostrato uno di quei tipi che, belli come il Sole, preferiscono non impegnarsi nelle storie serie. Non avevo capito proprio niente, amore mio: siamo ancora qua, nonostante tutto e tutti, nonostante i se, i ma e i tanti perché che questa vita ci ha messo davanti.
Sì, amore mio, siamo ancora qua: stiamo vivendo questa favola come due bambini e proprio come due bambini non smettiamo mai di sognare, di dipingere il nostro mondo coi colori dell'arcobaleno e di disegnarlo a nostro modo. E sono disegni bellissimi, i nostri: prova un po' a farli fare agli altri! Prova un po' a dire a qualcuno di raffigurare la sua storia come noi pensiamo che sia la nostra! Non ne troverai di immagini così belle, non vedrai mai un amore così sincero e potente.
Sono pazzamente innamorata di te, amore mio, e qualunque cosa dovesse succederci io sarò sempre con te a sostenerti, a dirti che sei il mio eroe e che puoi superare tutto, a dirti che meriti tutto dalla vita per i tuoi tanti sacrifici, a dirti che non ti cambierei per nessun altro al mondo e che è solo grazie a te se il mio universo ha preso forma. Sarò con te, amore mio, fino a quando lo vorrai: ti stringerò quando avrai bisogno di un appoggio e mi farò da parte quando vorrai stare da solo.
Ti amerò con presenza e discrezione: sarai la stella più luminosa del mio firmamento
Tutto bene finché non realizzo che non ci sei e allora mi passa la voglia di respirare.
“I paranoici attribuiscono un’importanza enorme ai particolari più insignificanti del comportamento altrui, quelli che generalmente sfuggono alle persone normali.”
Reblogga se in questo momento vorresti abbracciare qualcuno, ma non puoi.
Forse l’amore, a volte, si poteva riassumere in questo modo:il desiderio di raccontare le cose soltanto ad una persona.
Ne valgo ancora la pena?” mi chiese. Stavamo camminando. Erano le undici di sera quando le chiesi di uscire da casa sua. Ero nei paraggi e così pensai di fermarmi a salutarla. Lei uscì e decidemmo di optare per una camminata. “Ne valgo ancora la pena?” mi chiese. Non mi aspettavo una domanda del genere, così la prima cosa che feci fu un sogghigno. Si sentì sciocca nel pormi quella domanda, mentre la verità è che io non credevo mi avrebbe mai posto una domanda simile. Forse nemmeno più nei miei pensieri. “No, ok… “ aggiunse “…allora… Come mai eri da queste parti?” chiese, cambiando argomento. “Ero ad una festa, ma mi conosci. Non sono un festaiolo e quindi sono andato via” risposi. “Dove era la festa?” mi chiese, cercando di dimenticare la domanda che mi aveva posto prima. “A casa di Marco” risposi io. “Ma.. Marco abita vicino a casa tua e tu…” “Si.. lo so. Non ha senso” dissi interrompendola. Poi, con un tono di voce molto bassi aggiunsi: “… il fatto è che, avevo voglia di vederti”. Lei sorrise e mi sentii io lo sciocco. “Quindi sei venuto fin qua… Per me” e credetemi, lo disse con un sorriso stampato in faccia che mi faceva solo voglia di spingerla al muro e baciarla. “Quindi sì, mi sono fatto 7,6 km di strada per te. Contenta ora?” dissi ricambiando il suo sorriso con uno mio, ma poi evitammo gli sguardi e piombò il silenzio. “Cosa stavi facendo?” chiesi poi. “Stavo guardando un film, ma l'ho visto così tante volte che ormai lo conosco a memoria” rispose. “Ti va di fare una cosa pazza?” le chiesi, lei annuì e aggiunsi: “Ho un telo in macchina, ti va se… No, lascia stare” “Dai, dimmi” insistette. “Ti va se.. lo mettiamo sulla strada e ci mettiamo a guardare le stelle?” mi sentii veramente sciocco, ma venni fermato da un altro suo sicuro “Sì”. Stendemmo il telo e poi ci stendemmo noi. Le stelle brillavano in cielo e noi le guardavamo come un film già visto. I miei pensieri erano come le stelle, infiniti, ma anche i suoi occhi erano come le stelle, luminosi e perfetti. “Siamo mai stati perfetti secondo te?” mi chiese, spostando lo sguardo su di me. L'avrei voluta baciare, ma anche questa volta mi limitai a risponderle: “No, noi eravamo sbagliati, ma nel momento giusto” Ed era vero. Eravamo nella maniera più sbagliata perfetti assieme e quell'esserlo ci rendeva uguali, ma separati l'uno dall'altro. “Siamo ancora qualcosa noi, ma che non ha una definizione e mai ce l'avrà, ma sai quale è il vero problema? Io sto li” e gli indicai con un dito una stella “ mentre tu lì” e gli indicai la Luna. “Ma la Luna è un satellite, non una stella” specificò. “Esatto. Ciò che voglio dire è che siamo nello stesso spazio, ma distanti e diversi. Tu sei luminosa e vicina, mentre io sono solo un punto.” “Non riesco a capire, dove vuoi arrivare?” chiese scocciata. “La Luna c'è, come la mia stella lì. Solo che sono lontano dalla Terra e di conseguenza da te, ma tu sei speciale per la Terra, mentre io… Io sono solo uno dei tanti” “Aiutami a capire?” disse, confusa con tutto. “E quindi non so nemmeno io più cosa sto dicendo. È solo che.. Sì!” risposi. “..‘Sì’ cosa?” chiese infine lei. “Sì, varrai sempre la pena” conclusi. In quel momento mi resi conto che erano le stelle a guardare noi, come un film già visto, ma che in fin dei conti, non stanca mai. Poi me ne fregai di tutto, di ciò che avevo appena detto, di ciò che pensavo e feci l'unica cosa per la quale ero davvero andato da lei, scappando dalla festa. Baciarla. Ebbene sì, ci baciammo quella sera ed eravamo ancora sbagliati, ma nel momento giusto, ma in fin dei conti, a chi importava.