Paolo Sorrentino, La grande bellezza

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@lanotteportapensieri
Paolo Sorrentino, La grande bellezza
Di sera, è di sera che tutto viene a galla. Quei sorrisi, quelli discorsi, la voglia di conoscersi, di viversi. La necessità di dare risposta a quei mille “perché”. Gli sguardi. Gli abbracci. Le passeggiate per i vicoli. Le mani nelle mani. Quei baci, quelle lacrime. Le confessioni dette all’orecchio. Le paura. Le prime volte. Ti osservo, scruto dentro di te, leggo i tuoi pensieri. O così credevo. Credevo di averti vicina, credevo di essere all’altezza del tuo amore. Credevo che ci saresti stata, che avresti voluto esserci. Credevo, a tante cose credevo, ma la verità è che non sapevo. Non sapevo che te ne saresti andata, non sapevo che non ti avrei più vista, che non avrei più visto quegli occhioni dolci, quei capelli morbidi come seta, quei denti da coniglio, così belli da volerli baciare, quelle labbra, morbide.Sfiorarti. Sfiorarti era ciò che più amavo, baciare il tuo seno, le tue gambe, il tuo ventre. Guardarti negli occhi. Questo mi rendeva felice. Eri tu, con quella voglia di vivere, di camminare a testa alta ed affrontare tutto. Io avrei affrontato tutto, sì, con te avrei affrontato tutto. E mi dispiace, mi dispiace per quella che sono, “ma non sono che quel che sono”. Mi dispiace per i pochi messaggi, per le poche telefonate, mi dispiace. Ma io non sono che quel che sono. Mi dispiace. Mi dispiace averti lasciato andare, mi dispiace. E mi manchi, mi manchi bambina mia. Mi manca il tuo modo di parlare, le tue “c” che tramutavano in “g”, i tuoi baci sul collo, mi mancano i tuoi capelli raccolti. Mi manca girare per la tua città e sentirmi speciale al tuo fianco, salire su quel ponte e aspettare un treno, un treno che non avremmo mai voluto arrivasse. Mi dispiace per com’è andata. Se potessi, se solo potessi tornerei indietro a quel giorno, a quella corsa, a quella voglia di star con te. Con te e nessun’altra.
Lanotteportapensieri
Non voglio qualcuno che si preoccupi per me, voglio qualcuno che mi ami. E sai qual è la differenza? Se ti preoccupi per me mi chiami e vuoi sapere come sto. Se mi ami mi chiami e dici che stai arrivando.
Susanna Casciani (via ragazzo-fenice)
Lascia che ti scriva lui… Un giorno lo farà anche solo per dirti: “lì come va?
(via lanotteportapensieri)
E così è stato!
È un po' che non buttavo giù qualche pensiero. Ci sono giorni in cui ne ho davvero bisogno, altri in cui il sol pensiero di dover scrivere mi intimorisce. Quando scrivi sei a conoscenza di tutti i pensieri che ti passano per la testa e questi, credetemi, pesano. Ti senti sereno, tranquillo, ma quando inizi a scrivere, tutto cambia. Potrei quasi paragonare questa voglia al grillo parlante, colui che fa parte della tua coscienza, colui che piccolo, piccolo ti fa aprire gli occhi e ti aiuta a capire che c'è ancora qualcosa che non va dentro di te. Cosa c'è che non va? Questo non so dirvelo, ma di una cosa ne sono certa: non sono ancora pronta ad averlo al mio fianco. Di chi parlo? Di colui che ha iniziato a rendermi la vita impossibile circa un anno fa, colui che, con un sorriso riesce a placare tutte le mie paure, ma che, allo stesso momento, crea queste paure. Colui che finge di essere un amico, quando di questa parola non ne sa il significato. Colui che per in questi due anni mi ha reso più forte, ma anche distrutto in mille pezzi. Colui a cui ho lasciato un piccolo spazio nella mia vita, quando io non ne avevo nella sua. Se ho voglia di baciarlo, chiedete? La voglia l'ho persa, ma un suo abbraccio mi renderebbe felice, mi farebbe vivere. Perché? Beh, questo non so dirvelo... ma forse una cosa la so... tra noi c'è un filo, un filo che, anche a distanza di anni, ci unirà... sempre. 26032017
sono stanca. sono stanca di rincorrerlo e pensare che tu possa cambiare. sono stanca di vederlo con occhi diversi, di provare a dargli un'altra possibilità, sono stanca di essere l'unica e sola a crederci. sono stanca di continuare a credere in lui, alla persona che è veramente. sono stanca di guardarlo per poi non ricevere nulla in cambio. sono stanca di provare a comunicargli qualcosa, per poi essere allontanata, sono stanca di esserci, di capirlo e di dargli corda. sono stanca di sorridere, far finta che vada tutto bene e di sperarci. sono stanca di assecondarlo ad ogni sua decisione, di lasciarlo fare e lasciarlo vincere. sono stanca di provare in tutti i modi a farlo parlare, a farlo liberare. sono stanca di continuare a tenerlo vicino a me, di non allontanarlo. sono stanca delle sue parole, dei suoi modi di fare, dei suoi cento "si" e mille "no", sono stanca di voltare la testa e pensare che lui possa arrivare da un momento all'altro. sono stanca dei ricordi, delle canzoni, delle parole e di tutto quello che abbiamo condiviso. sono stanca di lottare. sono stanca delle notti, delle sue voglie e delle sue paure. sono stanca del suo non rendersi conto, della sua poca attenzione, della sua poca voglia di avermi al suo fianco. sono stanca dell'amore che con poco cerco di dargli ogni giorno, sono stanca dei messaggi, delle risposte forzate e dei giochetti. sono stanca persino di questo laghetto, dei pesci e dei miei film mentali. sono stanca di voler arrivare ad un qualcosa. sono stanca di tutto questo, ma soprattutto sono stanca di aspettare. 23112016
Eccovi, quasi quasi mi siete mancati. Cari problemi esistenziali che mi portano a pensare di essere una povera illusa ed esclusa da tutto il mondo, ci sarà mai un periodo prolungato di tempo in cui voi riuscirete a non presentarvi nella mia povera e malata testolina? Sono nuovamente rinchiusa in una bolla invisibile di drammi e tristi pensieri, i quali, automaticamente, mi portano ad allontanarmi da tutto ciò che mi circonda. Per quanto io possa cercare di uscirne, lo spessore di questa è direttamente proporzionale alla voglia di farmi distruggere da essa stessa, pertanto non riesco mai a venirne fuori. Il vero problema è il mio essere troppo espansiva, troppo poco tranquilla e riservata. Riesco a percepire il loro arrivo quando il campanello d’allarme inizia a suonare: il risveglio. Apro gli occhi e in men che non si dica riesco a: bere, scendere le scale, guardarmi allo specchio, prendere un colpo alla vista delle due occhiaie che per un giorno intero mi faranno compagnia, fare pipì, cucinare per il pranzo, lavarmi, sistemare i capelli, scegliere l’outfit, controllare il pasto, considerare il mio outfit sin troppo poco alla moda, cambiarlo, ripassare il ciuffo ribelle, ricontrollare il pranzo, bere, impacchettare il pranzo, indossare maglia, pantaloni, scarpe e giacca, prendere le chiavi, scendere di casa, cercare la macchina, trovare la macchina, entrarci, mettere in moto la macchina e sistemare lo specchietto, per poi far cosa? arrivare, come mio solito, almeno venti minuti prima dell’inizio della lezione. Ci sono giorni in cui invidio quelle persone che inevitabilmente arrivano 45 minuti dopo, quelle persone che vivono la vita con una tranquillità tale da non pensare a cosa questa possa offrire loro ogni giorno. Bene, questo è uno di quei giorni e credetemi, non è un gran bello spettacolo. Diciamo che vedere una ragazza fin troppo fuori dal comune, la quale ride senza alcun motivo preciso, salta, scherza, stuzzica, risponde male, ride ancora una volta, cambia sguardo, flirta con ragazzi a caso, ride, giocherella con la sua zuppa, emette degli strani rumori dalla sua bocca e ancora, ride, non è affatto un gran piacere. La domanda che più spesso mi pongo è: perché a me? Ma, udite, udite cari miei, non riesco mai a trovare una risposta, dunque, considerando che sono arrivata all’esasperazione, miei piccoli, dolci, pungenti e stronzi problemi esistenziali, perché non trovare una via d’incontro? Fissiamo un giorno al mese in cui voi potete prendere il sopravvento e i restanti giorni mi lasciate in pace, che ne dite? Si può fare?
23112016
"Felling used, but I'm still missing you". Il suono di queste parole trasmesse dalle mie cuffiette mi fa pensare a quanto sia vero. ...sentirsi usato, ma allo stesso momento provare mancanza per colui che ti ha fatto sentire tale. "I hate you, I love you. I hate that I love you." Molto volte ho creduto che un giorno mi sarei innamorata di una persona che avrebbe corrisposto il mio amore, di una persona che avrebbe vissuto il mio amore, di una persona che sarebbe stata al mio fianco e non nella mia mente. Molte volte ho pensato a quanto sia ingiusta la vita, a quanto questa porta sofferenze, ma allo stesso momento ho pensato a quanto fosse bella ed è stato questo che il più delle volte mia ha portato a "non andare via"... Non aver mai testato quest'emozione prima mi rende inerme davanti a certe situazioni, situazioni, beh si, situazioni tipo questa. Molte volte ho sognato, ho sognato di udire quelle due "paroline magiche", altrettante volte ho realizzato e ho capito che non sarebbe stata la prima volta, eppure, forse, sarebbe stata quella più vera. Perché amare per poi soffrire? Perché piangere? Perché sentirsi usati? Perché fingere di stare bene quando di bene non va proprio un cazzo di niente? Ci sono giorni in cui mi sento egoista, parlo dei miei problemi come se fossero gli unici sulla terra, come se questo dolore non l'avesse mai provato nessuno. Ci sono giorni in cui credo di non essere grata di avere una vita del genere, altri in cui bacio la terra per essere ancora qui. E poi ci sono quei giorni, i più brutti, in cui l'unica via di scampo è quella di andare via, ma allo stesso momento ci sono altri giorni in cui dico: NON NE VALE LA PENA. 29092016
Se ami una persona, lasciala andare, perché se ritorna, è sempre stata tua. E se non ritorna, non lo è mai stata.
Khalil Gibran (via il-pazzo-della-porta-accanto)
Innamorati di una persona che al mattino ti chiede come stai, che ti da il buongiorno e non si dimentica che ci sei. Che quando apre gli occhi sei il primo pensiero, perché per lei la cosa più importante è che tu stia bene. Innamorati di una persona che ti bacia all'improvviso, senza un motivo, per avere ogni volta l'emozione di un amore che sorprende. Qualcuno che usa gli abbracci invece delle parole quando sei triste, e che, invece dei consigli usa il battito del suo cuore per calmarti. Innamorati di una persona che ti prende in giro, una persona che ama ridere più che sorridere. Innamorati di una persona che ami la tua libertà, la tua indipendenza e che rispetti le tue scelte. Innamorati di una persona che abbia il miglior odore dell'universo, quello che riconosceresti ovunque, quello unico che solo tu puoi apprezzare. Quell'odore tanto simile alle emozioni. E sopratutto se non lo trovi, ama la vita ma non accontentarti di un amore mediocre.
cit. (via h0use-of--balloons)
Dimmi che non sto perdendo tempo, che questo dolore almeno ha un senso.
(via d-o-k-u-h-a-n-a)
“Cosa ti ha fatto innamorare di lui, Alice?” Alice guardò il Fante di Cuori dall’altra parte della spiaggia. “Io non ne sono innamorata” Arricciò il naso. “Oh..” rise il Brucaliffo “dunque cosa di piace di lui?” Esitò prima di rispondere, poi alzò gli occhi al cielo. Il Brucaliffo l’aveva scoperta. “Mi piace il modo in cui mi guarda quando siamo solo io e lui. Mi piace quando mi tiene la mano di nascosto, sotto il tavolo, dove nessuno può vedere. E mi piace quando mi accarezza la testa mentre mi dice che un cuore non ce l’ha, che non potrebbe mai innamorarsi. Mi piace quell’assurda mania che ha di grattarsi il naso quando dice una bugia. Mi piace il suo profumo. Mi piace il suo sorriso. Mi piace il modo in cui mi tocca i capelli. Mi piace quando le sue mani scivolano lungo la mia schiena. Mi piacciono i suoi baci. Oh, signor Brucaliffo, adoro i suoi baci. Mi piace l’agilità con cui cambia i discorsi. Mi piace quando ci avventuriamo in posti. Mi piace sembrare la più seria tra i due, quando si sa che sono una testa fuori posto peggio di lui. Mi piace poggiare la mia guancia contro la sua. Mi piace quando mi porta a spasso sulla sua vespa, mi sento libera. Mi piace quando metto le mani nel suo giubbino e non si lamenta. Mi piace quando gli lancio le occhiatacce e lui risponde con un gran sorriso. Mi piacciono le sue debolezze, i suoi giorni no, i giorni in cui mi allontana. Mi piacciono i suoi giorni si, i modi in cui mi riavvicina. Mi piace come mi tiene tra le braccia. Mi piace quando mi tira con se. Mi piace, signor Brucaliffo. Mi piace, ma non sono innamorata, questo è ovvio.. no?” “Oh… si, Alice… questo è ovvio.”
- Rivisitazione mia di Alice nel paese delle meraviglie. (via porquepam)
Vaffanculooo
Perché tenevi stretto quel fiore se poi quello che mi hai dato era soltanto dolore?
Chiara - “Un giorno di sole” (via avreivolutonascerestupida)
Sii indifferente. Un giorno tutti avranno il male che si meritano.
piecebypieceme (via piecebypieceme)