Amo le persone, ma non sopporto la gente. Che vabbé detta così pare un controsenso, però le persone sono belle, la gente è brutta. Ecco sì, meglio. Ad Hollywood c'era una convinzione secondo cui se ad un attore che non era mai morto sullo schermo cominciavano ad arrivare sempre più parti in cui il suo personaggio moriva significava che la sua carriera era in declino. Non importava la profondità del ruolo o la bellezza delle scene. Se non eri mai morto e poi iniziavi a morire eri fottuto. Per quello, anche nella vita, non bisogna esser estremamente autoprotettivi ed è meglio iniziare a morire un po’ da subito, quando siamo piccoli. Così non ci son pregiudizi sul nostro percorso. Al cinema, prima che iniziassero i trailer, con la sala illuminata a festa un signore in seconda fila ha iniziato a lamentarsi con la moglie che gran parte degli spettatori fosse concentrata sui cellulari. Lo faceva a voce alta in modo che tutti lo sentissero. Ha iniziato anche a contare ad un certo punto. L'iniziativa poteva anche aver un senso, però la sua forzata teatralità me l'ha resa indigesta e allora gli ho chiesto se poteva abbassare un po’ la voce perché mi disturbava e non riuscivo a leggere in pace il messaggio che avevo da poco ricevuto. In un negozio una signora davanti a me è entrata in camerino con 12 capi da provare. Se per Natale prova 12 capi non oso pensare cosa possa fare per i saldi. Comunque ho deciso che domattina se non mi sveglio troppo tardi passo a portargli la colazione. Tornando a casa ha iniziato a piovere fortissimo, tipo che i tergicristalli non riuscivano a scacciar via tutta l'acqua dal lunotto e ad un certo punto mi son ritrovato davanti un audi bianca che procedeva quasi a passo d'uomo con le quattro frecce attive. Le sono stato un po’ dietro, perché si vedeva davvero poco e ho alzato un po’ lo stereo. C'era Across the universe. Nella versione di Rufus Wainwright. Che è una delle mie tante canzoni feticcio. Ho iniziato a canticchiarla e la pioggia si è attenuata. Ho sorpassato l'audi, mi son goduto le luci dei semafori e delle insegne proiettate sull'asfalto bagnato e mi son sentito in pace. Me lo fa spesso, quando esco dal cinema. Poi è arrivato Rino Gaetano. La funzione shuffle globale a volte da delle gran soddisfazioni. Davanti a decathlon un signore di una settantina d'anni ha fermato sua moglie che voleva scappare veloce in macchina, si è fermato ad un banchino e ha comprato un caciocavallo stagionato. Alla moglie che gli diceva di muoversi che avrebbero fatto tardi lui le ha mostrato il formaggio e le ha detto “E’ per te. E’ tutto tuo”. Lo sguardo che gli ha riservato lei e anche la sua mano appoggiata a quella di lui credo siano attualmente al vaglio dei commissari Unesco per decretarli Patrimonio dell'Umanità. E penso che un po’ si viva anche per ricevere quegli sguardi. E pure i caciocavalli. Perché a me la gente un po’ sta sul cazzo, ma le persone io le amo.

















