E’ mezzanotte e 53 e non riesco a dormire. Chiuso il PC, chiuse le tapparelle, ceci messi in ammollo per la cena di domani. Ma non riesco a dormire. Penso troppo e penso tanto. E quindi torno qui, alla fine, come ogni volta.
Sono estremamente soddisfatto di ciò che sto realizzando nella mia vita negli ultimi anni. Qualsiasi cosa mi stesse dando problemi, qualsiasi cosa fosse per me un peso, è diventata una cosa su cui lavorare, impegnarmi, migliorare. Non ho la vita perfetta, non ce l’avrò e non ambisco a quella, ma sto lottando per la serenità. La serenità di pensare di non avere poi così tanti motivi per odiarmi, o per ritenermi un fallito.
Eppure c’è una cosa, una cosa specifica, in cui credo non migliorerò mai, ed è il mio spasmodico, disperato bisogno d’amore.
E’ qualcosa che alle volte mi spaventa. Per tanti motivi, in realtà. Come faccio a sapere di essere davvero innamorato di una persona, piuttosto che del fatto che questa persona provi cose belle per me? Come faccio a sapere di non starmi accontentando del/la prim* che ricambia i miei sentimenti semplicemente perché ho bisogno di qualcun* che lo faccia?
Non ho bisogno di analizzare questa cosa, non ho bisogno di scavare a fondo nel passato per trovare una risposta, perché una risposta riesco a darmela da solo. La risposta è che non ho mai provato l’amore che si prova da ragazzini. I sentimenti che ricordo da bambino erano cotte mai ricambiate di ragazze che mi trovavano brutto, ciccio, solo un amico. Non ho mai sentito le farfalle nello stomaco all’idea di stare con la mia fidanzatina. Per me è stato tutto molto, troppo complicato. A 13 anni, mentre i miei amici andavano al cinema con la ragazza, io mi incidevo sul braccio la lettera della ragazza che ‘amavo’ e che non mi ricambiava. E le mandavo pure la foto, perché sennò come faceva a sentirsi in colpa e magari ad innamorarsi di me per pena? (Spoiler: questa tecnica non funziona.)
Mi dico spesso, e me lo dico davvero, che l’amore non è qualcosa di indispensabile nella mia vita. Mi dico che di amore sono circondato, dovunque guardi. Che ho una famiglia meravigliosa, degli amici che tengono a me. Mi dico che l’amore è anche quello che trasmetto agli altri, quello che traspare dalla mia personalità. Mi dico che è bello essere come sono io, sempre sorridente, gentile, disponibile, mai arrabbiato, con una parola di incoraggiamento e di amicizia per tutti, anche per il più stronzo. Mi dico che tutto questo basta. E mi dico che sì, magari un giorno succederà che il grande amore verrà a bussarmi alla porta e vivrò una storia come nelle favole, ma tanto se non dovesse succedere il mondo non crollerebbe.
Me lo dico e non ci credo. Allora me lo ripeto, e continuo a non crederci. E quindi uno sguardo un po’ prolungato per me diventa una dichiarazione d’amore, un* ragazz* carin* diventa qualcun* da amare, qualcun* da conquistare.
Mi sto mettendo a nudo, scrivendo tutto questo, ma non mi vergogno di come sono. Non è un qualcosa che ho scelto io, non è una parte di me che mi piace o su cui ho il controllo.
Ho avuto delle storielle, in questo periodo. Che fossero appuntamenti, flirt, frequentazioni più serie. Qualcosa è successo. E mi sentivo bene, davvero davvero bene. Ma inevitabilmente le cose finivano e io ripiombavo nel tunnel dell’astinenza d’amore.
L’ultima volta è stata ieri, in realtà. Nel giro di qualche ora sono passato dalle farfalle nello stomaco all’insetticida. E forse in questo momento sto scrivendo tutto questo perché ho il cuore spezzato? In realtà no, ci credo poco. Ho il cuore spezzato, sì, ma non ce l’ho pensando alla persona che me l’ha spezzato. Ce l’ho pensando alle sensazioni che quella persona provava per me, e a quelle che mi ha fatto provare. Sono le sensazioni, a mancarmi, non la persona.
Ma si potrà mai guarire, da questa cosa? Si potrà mai colmare quel vuoto che si ha dentro? Potrò mai smettere di pensare all’amore come quella cosa che deve accadere, necessariamente, e che deve completarmi la vita e farmi sentire una persona felice al 100%? Smetterò di rendermi ridicolo correndo dietro persone di cui in realtà neanche mi interessa qualcosa?
E’ stressante, tutto questo. Perché quando questi pensieri mi assalgono vado a dormire pensando “ho una bella vita, sto lottando, sono forte, sto raggiungendo dei successi meravigliosi che anni fa potevo solo sognare”, ma poi penso eppure.
Eppure questo letto è davvero grande, per una sola persona.