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@lemiecuffiecomeflebo
“Io non ho fatto altro che sognare. È stato questo, e solo questo, il senso della mia vita. […] Non ho mai avuto altra occupazione vera se non la mia vita interiore. Non ho mai voluto essere altro che un sognatore.”
Fernando Pessoa, Il libro dell'inquietudine.
io me lo ricordo com’era Tumblr, prima. prima che diventasse un contenitore vuoto, pieno di spam, di meme riciclati e di pornografia spicciola mascherata da “contenuto estetico”. tumblr, un tempo, era un rifugio. un angolo silenzioso del web dove si poteva ancora respirare verità. non quella patinata dei social di oggi, ma una verità sporca, ruvida, intensa. era fatto di gente che scriveva col cuore a pezzi. scrittori mai pubblicati, poeti senza nome, anime piene di pensieri che non trovavano spazio altrove. si parlava di amore, di mancanze, di notti insonni. di bisogno, di attenzioni, di vuoti lasciati da qualcuno che non leggeva mai abbastanza tra le righe. tumblr era fatto per chi sentiva troppo. per chi non aveva voce nella vita reale, ma riusciva a gridare in silenzio dietro a uno schermo. c’erano frasi che ti entravano sotto pelle. confessioni. ferite. nessuno ti giudicava. nessuno cercava di impressionare. tutti cercavano solo di restare vivi, parola dopo parola. era un social per pochi. per chi aveva bisogno di sfogarsi, non di apparire. per chi condivideva un pezzo di sé, non un filtro. adesso è diventato un porcaio. un mercato dell’inutile, una sfilata di contenuti spinti, buttati lì senza un’anima. hanno sostituito le parole con immagini vuote, i pensieri con like frettolosi. è rimasto il nome, ma non lo spirito. è come guardare il fantasma di qualcosa che amavi. ma io me lo ricordo com’era Tumblr. e forse, anche se sembra morto, da qualche parte sopravvive ancora. in chi scrive, in chi non ha smesso di usare le parole come cura. in chi crede ancora che certe cose vadano dette, anche se nessuno più le ascolta.
Anch'io.. ed ero uno di quelli.
Ero uno di quei ragazzi che almeno qui poteva parlare, senza essere attaccato da donne, femministe, o essere trattato male solo perché esternavi dei sentimenti. Qui potevo almeno sfogarmi o aprirmi.
Ormai Tumblr è una merda per le donne che vendono foto.
Una volta era il posto in cui, anche se con qualche lacrima, potevo sentire un po' di quel amore che provavano le coppiette in abbracci, e momenti insieme.
Era più bello quando so conosceva gente che scambiasse un po' di affetto, o si riuscivano a conoscere quelle poche meravigliose donne che si aprissero davvero, e che potevi conoscere a fondo..
Mi manchi Tumblr di una volta. 💔
anch’io c’ero..💔
Quando inizio a piangere per lo stress, ma poi finisco col piangere per gli errori passati, per cose di cui non ho il controllo e che quindi non posso sistemare, per la famiglia, perché non so se sto facendo le cose nel modo giusto e per tutto ciò che sta succedendo nella mia vita
Frederick Douglass ha detto: "È più facile costruire bambini forti che riparare uomini distrutti".
"Tanto tu sei forte..."
No, ti sbagli,
io non ho alternative,
che è molto, ma molto diverso.
Remember how happy you were when you were losing weight you haven’t lost before.
god i would give anything for the excitement of seeing a new number on the scale again, even if it was just .1 lower than before
Non me ne sono andato perché ho smesso di amarti. Me ne sono andato perché più restavo, e meno mi amavi.
c'è una solitudine davvero bastarda, che è quella dei pensieri, dei sentimenti. Quella solitudine che provi quando sai che certe cose non puoi dirle, non puoi spiegarle in nessun modo, devi solo trovare un posto dentro di te in cui farle vivere per sempre nell'ombra. In quel posto, in quel punto da qualche parte dentro di te, sarai solo per sempre.
zoe
I pianti improvvisi sono il sintomo di tutti i vaffanculo che hai soffocato, di tutte quelle volte che al posto di ferire chi lo meritava, hai scelto di ferire te stesso restando in silenzio
morirò a 27 anni con la tachicardia, con il fegato e lo stomaco andati per tutte le Monster mischiate ai caffè che bevo ogni giorno pur di non fermarmi
Ci sono ferite che non puoi guarire. Ferite che se le riguardassi a distanza di anni, ti farebbero piangere come se le avessi appena ricevute.