Nella storia dell’arte, tra un grande movimento e l’altro, c’è sempre un periodo più o meno lungo di stasi. Si ripetono stancamente i vecchi stilemi, ci si rifugia in quegli schemi in cui ormai ci si sente a proprio agio ma che ormai non servono più ad esprimere niente, dato che hanno già detto tutto ciò che potevano. Si sente la necessità di un cambiamento, perché ormai i modelli precedenti non soddisfano più, eppure non si sa in che direzione andare.
Penso che sia un percorso che più o meno si riscontra in tutti coloro che, nel proprio piccolo, cercano di esprimere qualcosa con un mezzo qualsiasi, che sia la fotografia, la scrittura, il disegno o quant’altro.
Io continuo a farmi autoritratti, ma è chiaro che da un po’ di tempo non sono più gli stessi di sempre. A volte mi piacciono anche, di tanto in tanto carico qualcosa su Flickr, eppure mi rendo conto che è davvero tanto che sono foto che non dicono niente di nuovo, che non hanno nulla oltre la piacevolezza estetica.
Ormai continuo a ripetere le stesse cose, mentre io invece sono cambiata.
Forse perché, ormai, l’autoritratto non è più l’unico mezzo che ho per dimostrare agli altri e a me stessa che anche io ho un valore, e che ho il diritto di sentirmi bene con me stessa. Ne ho trovati tanti altri: per esempio costruirmi un futuro, studiando cose che mi piacciono e dedicandomici con tutta me stessa ogni giorno. Circondarmi di persone che mi vogliono bene, imparando anche a distinguere queste ultime da chi lo dice a parole ma poi mi tratta come un oggetto. Vivere la mia vita mettendo me stessa al centro, senza sentirmi in colpa per ciò che mi sono lasciata alle spalle.
Con questi presupposti, è chiaro che anche le mie foto devono cambiare e che non potrò più essere soddisfatta continuando a replicare all’infinito le cose che facevo anni fa. Ma come? Ancora devo capirlo.
Questa foto, che tutto sommato non è niente di nuovo rispetto alla mia produzione passata, mi sembra dire questo, in qualche modo. Non amo spiegare i significati che ci sono dietro; preferisco che ognuno la interpreti come preferisce. Ma io ci vedo me stessa nel momento in cui mi rendo conto che la Caterina che si nascondeva dietro agli specchi e i fiori non esiste più e non ha senso cercare di riportarla in vita, ed è necessario andare verso altro.