I SOSPIRI SUL PONTE
Vorrei andare a Venezia a sospirare una mezz'oretta guardando il Ponte dei Sospiri, per imparare a tradurre i sospiri degli altri che percepisco netti e che hanno tanti significati diversi. Malinconia. Amore. Nostalgia. Irrequietezza che si va spegnendo al tramonto per tornare impetuosa la mattina seguente. O viceversa.
Ce lo ha suggerito lord Byron, per il quale i sospiri lenti e profondi dei detenuti hanno rappresentato la più pura dichiarazione d'amore possibile per un essere umano: l'amore verso la libertà, la vita e la bellezza avidamente rubata dagli occhi di chi sa già che potrà goderne ancora per pochi attimi, il tempo di percorrere il breve ponte, qualche metro di sentimento consumato a passo lento prima di entrare nel tunnel della fine.
Forse è proprio con questi stessi occhi amorevoli che bisognerebbe guardare la vita di tutti i giorni. Byron lo aveva capito.











