London, 2023

Origami Around

Andulka
TVSTRANGERTHINGS

pixel skylines
Stranger Things
Monterey Bay Aquarium
Cosimo Galluzzi
I'd rather be in outer space 🛸
noise dept.
art blog(derogatory)

No title available
Three Goblin Art
taylor price
Misplaced Lens Cap
Show & Tell
One Nice Bug Per Day
No title available

blake kathryn
hello vonnie
Claire Keane
seen from Greece
seen from India
seen from Poland

seen from United States
seen from United Kingdom

seen from Japan

seen from Canada

seen from Germany

seen from United States

seen from Spain

seen from Malaysia
seen from Türkiye

seen from Malaysia
seen from Germany
seen from United States
seen from France

seen from France
seen from United States

seen from Singapore

seen from United Kingdom
@lukish25
London, 2023
Fourth Wing by Rebecca Yarros
My rating: 4 of 5 stars Facciamo una premessa doverosa, di quelle che si fanno al bancone del bar dopo il terzo giro: sono stato costretto a leggere questo libro da mia moglie. Mi ha teso un’imboscata degna del Generale Melgren e ci sono cascato dentro con tutte le scarpe, scoprendo il magico e torbido mondo del Romantasy. E la cosa più bella è che non solo ne sono uscito vivo, ma ne voglio ancora. Seconda premessa, ancora più onesta: non avevo mai sentito nominare il termine "Romantasy" in vita mia, e ho appena scoperto che i romanzi per donne arrapate mi divertono da morire. Se cercate Tolkien o il world-building millimetrico di George R.R. Martin, avete sbagliato accademia. Fourth Wing è una gigantesca, tamarrissima giostra estiva. È una lettura di svago pura, da godersi senza pretese intellettuali. Ma se accettate le regole del gioco, vi assicuro che è dannatamente divertente. Rebecca Yarros ha preso tutte le saghe fantasy umanamente conosciute negli ultimi vent'anni, le ha messe in un frullatore e ci ha aggiunto delle scene di sesso esplicito lunghe dieci pagine l'una. Roba che mi ha fatto ridere di gusto ma anche riflettere, perché a quanto pare oggi tra i giovani (ammettere di non essere più giovane fa molto male) va un casino così. La protagonista, Violet, è la classica ragazza debole sulla carta ma cazzuta nei fatti, circondata da draghi giganti e da un assortimento di manzi da copertina con più addominali che linee di dialogo. I protagonisti, però, funzionano e sono ben caratterizzati per il ruolo che devono ricoprire. La storia, per ora, regge il colpo. Diciamo le cose come stanno: il mondo è abbozzato. Molto abbozzato. È una critica che si legge ovunque sul web e c’è poco da fare, è la verità. La geografia e la politica del regno sembrano scritte su un tovagliolo di carta durante un aperitivo. Ma sapete che vi dico? Per ora, STICAZZI. Non siamo qui per studiare la geopolitica di Navarre, siamo qui per vedere i draghi che inceneriscono la gente e i cadetti che si accoltellano in corridoio. Anche il grande "colpo di scena" finale? Se avete letto più di tre libri in vita vostra, lo vedete arrivare con almeno cento pagine di anticipo. Ma il bello di Fourth Wing non è il quando, è il come. È l'intrattenimento puro nel vedere come la Yarros ti trascina fino a quel punto, tenendoti incollato alle pagine nonostante la prevedibilità. Quindi? Un guilty pleasure in piena regola. Questa maledetta pervertit… volevo dire, l'autrice, ha pianificato una saga bella lunga (si parla di cinque libri) e sono già pronto a calarmi nel fango del secondo volume. Se cercate la letteratura alta cambiate corsia, se cercate draghi, mazzate e tensione erotica alle stelle, benvenuti al quadrante dei cavalieri. View all my reviews
Broken by Don Winslow
My rating: 5 of 5 stars Dimenticate la compattezza claustrofobica di Corruzione. Broken è una boccata d'aria fresca, ma l’aria è quella carica di salsedine della California o quella gelida delle strade di New Orleans. È Winslow che si prende una pausa dalla tragedia greca per ricordarci perché lo amiamo: perché sa creare personaggi che non vorresti mai smettere di frequentare. La magia qui non sta solo nei sei racconti, che oscillano tra la vendetta brutale e l'ironia più nera. Il vero colpo di genio è che Winslow ha deciso di abbattere i muri del suo giardino narrativo. Veder interagire Chon, Ben e O (Le Belve) con un mostro sacro come Frankie Machine è come vedere due epoche del crimine che si stringono la mano. Non è un semplice fan service, è la prova che nella testa di Winslow esiste una geografia coerente del peccato. Quando il surfista Boone Daniels incrocia la strada di Neal Carey, senti un clic: il suono di un ingranaggio perfetto. Ma il vero pregio di questo libro è la sua totale accessibilità. Non serve aver passato anni a studiare i suoi romanzi precedenti per godersi il viaggio. A Winslow basta un paragrafo, un paio di battute secche, e quel personaggio che non avevi mai visto prima ti sembra di conoscerlo da una vita. Ha la capacità unica di inquadrare un’anima in tre righe di dialogo. Per i neofiti è una trappola perfetta. Dopo dieci pagine avrete una voglia matta di recuperare ogni sua singola opera. Per i veterani invece scoprire questi intrecci rende la raccolta preziosa. È come ritrovare vecchi compagni d'armi in un bar dopo anni; un brivido di nostalgia che trasforma un libro in un arazzo dove ogni filo è al posto giusto. Questi racconti sono schegge. Alcuni pezzi tagliano in profondità, come il racconto che dà il titolo alla raccolta — una storia di perdita e vendetta che ricorda quanto possa essere spietato il distintivo. Altri pezzi brillano di una luce diversa, quasi comica, dimostrando che Winslow sa anche farti ridere mentre ti descrive come si nasconde un cadavere. Broken è il giro d’onore di un autore che ha capito tutto. È la mappa di un mondo dove i cattivi hanno un cuore e i buoni hanno spesso le mani sporche. Se i suoi romanzi sono le grandi guerre, questo libro è il diario di trincea: intimo, frammentato e maledettamente reale. View all my reviews
Kaiju No. 8 - La Rece Totale
Kaiju No. 8, Vol. 16 by Naoya Matsumoto My rating: 5 of 5 stars
Quando è uscito il primo volume di Kaiju No. 8, molti pensavano al solito shonen sui mostri giganti. E invece, col cazzo. Naoya Matsumoto ha preso i cliché del genere e ci ha infilato dentro Kafka Hibino, un protagonista che non è il classico ragazzino prescelto, ma un trentenne che pulisce budella di kaiju e sogna ancora di stare in prima linea. È questo che lo rende un personaggio indimenticabile: è uno di noi che non ha mai smesso di crederci. Arrivati alla fine di questa corsa pazzesca con il numero 16, il giudizio non può che essere strepitoso. È un manga che sa cosa vuole raccontare e, soprattutto, sa quando è il momento di finire. In un mercato pieno di storie che si trascinano per decenni come cadaveri eccellenti, avere un’opera che inizia, spacca tutto e si conclude in sedici volumi è una benedizione assoluta. Il finale è perfetto: volutamente aperto, ma capace di chiudere un ciclo narrativo in modo netto e onesto. Ti lascia quel brivido lungo la schiena, quella sensazione che il mondo continui a girare anche dopo l'ultima pagina, senza il bisogno di spiegarti ogni singolo atomo. È una storia asciutta, densa, che non ti fa perdere tempo in filler inutili. Tutto il percorso è un gioiello di dinamismo puro, con combattimenti che bucano letteralmente la pagina. Senti la pressione del vapore che esce dalle tute potenziate e l'impatto di ogni colpo contro creature dal design pazzesco. Matsumoto mastica la cultura dei film di mostri classici e la sputa fuori con un amore immenso, infarcendo tutto di citazioni stupende e coreografie da urlo. Ma oltre all'azione c'è il cuore: Kafka, Kikoru, Hoshina e Ashiro non sono macchiette, ma compagni d'armi con un'anima vera, personaggi che impari a rispettare e che non dimenticherai facilmente. È un manga che ti prende per la gola dal primo capitolo e ti molla col sedicesimo lasciandoti con un sorriso ebete e la voglia di ricominciarlo da capo. View all my reviews
crime 101 (2026) | dir. by bart layton
Crime 101
Adattato da un racconto breve del "Don", mi è piaciuto un botto.
Belle le atmosfere, bravi tutti gli attori, omaggia Michael Mann senza strafare.
Ne esce un noir bello dritto come non ne vedevo da un po’.
Se vi piace il genere guardatelo che merita. E leggete Broken di Don Winslow.
Tutti sanno by Jordan Harper
My rating: 3 of 5 stars
Primo libro di Jordan Harper che leggo, me l'avevano pompato un sacco e finalmente mi ci sono messo con calma e attenzione. Partiamo dalle cose forti: - La sua scrittura funziona. L'influenza di Ellroy è evidentissima, Harper lo aggiorna all'era dei social media, dei leak e del movimento #MeToo. Le frasi sono brevi, secche, ripetitive ma con senso specifico. - Los Angeles è descritta come un organismo parassitario. Non è una città di sogni, ma una fabbrica di incubi alimentata dal potere e dallo sfruttamento. Harper descrive perfettamente quell'atmosfera di "sole e marciume" tipica del noir californiano. E la cosa mi è andata parecchio a genio. - È un libro sporco, cinico e terribilmente attuale: Il titolo dice tutto: il dramma non è che nessuno sappia delle mostruosità che accadono, ma che tutti sanno e nessuno parla perché il sistema è troppo potente. È una critica feroce alla complicità collettiva. Quindi perché tre stelle e non quattro o cinque? Le prime cento pagine volano via, la costruzione della trama e la parte centrale sono ben orchestrate ma il finale ragazzi. Mi è caduto sul finale mannaggia. L'inizio e la parte centrale vivono di un'atmosfera densa, quasi asfissiante. Nel finale, Harper sembra aver premuto troppo l'acceleratore per chiudere i conti, perdendo quella profondità psicologica che aveva reso Mae un personaggio così interessante all'inizio. Passare dal "noir procedurale del marcio" al "thriller d'evasione" rompe l'incantesimo. e francamente non me lo aspettavo. L'ho chiuso con un pizzico di delusione e la consapevolezza che di James Ellroy ne nasce uno ogni tanto. View all my reviews
Nicholas Brendon, best known for bringing the loyal and self-effacing Xander Harris to life across all seven seasons of Buffy the Vampire Slayer, has sadly passed away at the age of 54. Brendon passed in his sleep, of natural causes, as confirmed by his family in a heartfelt statement.
His family announced news of Brendon’s death in a statement shared with The Hollywood Reporter:
“We are heartbroken to share the passing of our brother and son, Nicholas Brendon. He passed in his sleep of natural causes. Most people know Nicky for his work as an actor and for the characters he brought to life over the years. In recent years Nicky has found his passion in painting and art. Nicky loved to share his enthusiastic talent with his family, friends and fans. He was passionate, sensitive, and endlessly driven to create. Those who truly knew him understood that his art was one of the purest reflections of who he was. While it’s no secret that Nicholas had struggles in the past, he was on medications and treatment to manage his diagnosis and he was optimistic about the future at the time of his passing. Our family asks for privacy during this time as we grieve his loss and celebrate the life of a man who lived with intensity, imagination, and heart. Thank you to everyone who has shown love and support.”
BUFFY THE VAMPIRE SLAYER | 2.19 “I Only Have Eyes for You”
Mi hai fatto ridere, mi hai fatto piangere, soprattutto mi hai tenuto compagnia e fatto crescere.
The first day of kindergarten, you cried because you broke the yellow crayon, and you were too afraid to tell anyone. You've come pretty far. Ending the world, not a terrific notion. But the thing is, yeah, I love you. I love crayon-breaky Willow and I love scary, veiny Willow. So if I'm going out, it's here.
BUFFY THE VAMPIRE SLAYER - 5.16: The Body // 6.22 Grave
Ciao Nick, sei stato una parte fondamentale della mia adolescenza.
Batman: La Città dei Gufi by Scott Snyder
My rating: 3 of 5 stars La guerra è in strada, ma il fiato è più corto. Dopo lo schiaffo in faccia del primo volume, eccoci qui a chiudere i conti. Se La Corte dei Gufi era un horror psicologico che ti faceva dubitare pure di come ti chiami, La Città dei Gufi trasforma tutto in una guerra totale tra i tetti e i vicoli di Gotham. Diciamocelo subito: spacca? Sì. Spacca come il primo? Non proprio. Il ritmo forsennato che ci aveva tenuti incollati alle pagine nel labirinto qui accusa un po' di stanchezza. La storia tiene, eh, ma l'effetto sorpresa è svanito e l'insieme sembra meno compatto, meno "necessario" rispetto all'inizio della saga. Però, ragazzi, ci sono dei momenti che da soli valgono il prezzo del biglietto. I capitoli 11 e 12 sono pura dinamite narrativa. E poi c'è quella trovata, quel colpo di scena che ti fa saltare sulla sedia: Lincoln March. È lui? Non è lui? È un Wayne o è solo l'ennesimo inganno della Corte per finire di distruggere la mente di Bruce? È un dubbio che ti rode dentro e che aggiunge quel pepe che serviva alla narrazione. Interessante anche la digressione su Mr. Freeze. Snyder prova a sporcare un po' le origini di Victor Fries, dandogli una sfumatura diversa, più malata e ossessiva. Non male, davvero, anche se a tratti sembra un po' un corpo estraneo rispetto alla guerra principale contro gli Artigli. I disegni di Capullo rimangono una garanzia assoluta. Vedere Batman con l'armatura pesante che respinge l'invasione dei killer della Corte è una goduria visiva che poche altre testate DC possono offrire. Quindi? Nonostante qualche calo di giri e un ritmo meno serrato del capitolo precedente, La Città dei Gufi rimane una storia che vale assolutamente la pena leggere. Chiude il cerchio su una delle saghe più iconiche degli ultimi vent'anni e ti lascia con la consapevolezza che Gotham non sarà mai più lo stesso posto solare (si fa per dire) di prima.
View all my reviews
Notturno bus by Giampiero Rigosi
My rating: 4 of 5 stars Notturno Bus -il film- è uno di quei rari casi in cui il cinema italiano moderno è riuscito a catturare quell’atmosfera "notturna e piovosa" tipica del noir senza risultare una macchietta. Sono molto legato a questo film, lo riguardo almeno una volta all'anno ed era parecchio tempo che volevo recuperare il romanzo, soprattutto dopo aver scoperto che Rigosi ha partecipato alla sceneggiatura del film. Tuttavia, leggere il romanzo di Giampiero Rigosi è un’esperienza diversa, quasi geometrica. Se il film punta molto sul carisma sornione di Valerio Mastandrea (Franz) e sul fascino misterioso di Giovanna Mezzogiorno (Leila), il libro è una macchina narrativa oliata che si muove su binari precisi. Il punto di forza di Notturno Bus è la sua architettura. Rigosi non scrive capitoli tradizionali, ma costruisce il romanzo per sequenze rapide, quasi cinematografiche, che si incastrano perfettamente. La narrazione è frammentata. L'autore salta continuamente da un gruppo di personaggi all'altro (i "buoni" per caso, i sicari, i poliziotti corrotti). Questo crea un effetto di simultaneità: mentre Franz guida il bus nel buio di Bologna, i servizi segreti stanno già stringendo il cerchio. Ogni sequenza aggiunge un tassello. Non c'è spazio per lunghe introspezioni psicologiche descrittive; conosciamo i personaggi attraverso quello che fanno e come reagiscono al caos. La struttura a sequenze serve a mappare una Bologna che non è quella dei portici turistici, ma una città di snodi, raccordi e depositi di autobus, dove ogni scena è una stazione di posta di una fuga disperata. I personaggi sono tutti validi. Nel romanzo, figure come Garofano e Diolaiti (i due poliziotti) o i sicari hanno una dignità narrativa che nel film viene sacrificata per esigenze di minutaggio. Nel libro senti il peso del debito di gioco di Franz in modo più asfissiante: non è solo un tratto del personaggio, è una morsa che giustifica ogni sua scelta azzardata. In conclusione, se il film è una ballata notturna malinconica e affascinante, il libro è un meccanismo a orologeria. Leggere Rigosi dopo aver visto il film non rovina la sorpresa, ma permette di vedere "dietro le quinte" del complotto, capendo meglio come i fili di Leila e Franz si siano intrecciati in quella notte bolognese. È un noir che non cerca la poesia a tutti i costi, ma la trova nel rumore dei motori diesel e nel riflesso delle luci dell'abitacolo sul parabrezza.
View all my reviews
Batman, Volume 1: La Corte dei Gufi by Scott Snyder
My rating: 5 of 5 stars Pensavate di conoscere Gotham City? Pensavate che Bruce Wayne, con i suoi satelliti, i suoi droni e i suoi anni passati a pattugliare ogni vicolo marcio, avesse il controllo totale? Sbagliato. La Corte dei Gufi è il momento in cui Batman scopre di essere un ospite a casa sua. È una storia affascinante e tremendamente dark, che scava non nel fango dei vicoli, ma nel marmo dei palazzi. Snyder tira fuori dal cilindro una leggenda metropolitana, una filastrocca per bambini che si rivela essere un incubo di secoli: una società segreta che comanda Gotham nell'ombra, mentre Batman faceva finta di essere il padrone. L'atmosfera è da brividi. Non è il solito scontro tra guardie e ladri. È un horror psicologico dove Bruce viene trascinato in un labirinto (letteralmente!) e torturato finché non dubita della sua stessa sanità mentale. C’è una sequenza, il labirinto degli specchi, che è un trip allucinante: Capullo ribalta le tavole, ti costringe a girare il fumetto tra le mani, ti fa sentire perso e fuori di testa esattamente come Bruce. È geniale, è disturbante, è pura arte narrativa. Greg Capullo disegna un Batman muscoloso ma agile, con un tratto che esplode nelle scene d'azione e ti gela il sangue quando appaiono gli Artigli. Questi assassini sono fottutamente spaventosi: macchine da guerra silenziose, vestite con armature che sembrano uscite da un incubo steampunk, pronti a colpirti nel sonno. I colori sono cupi, saturi, perfetti per una Gotham che sembra osservarti da ogni finestra buia. Ma il vero "problema" è che arrivi alla fine del volume e ti ritrovi con il fiato corto. Un finale aperto che è un vero e proprio schiaffo in faccia. Non puoi chiudere il libro e andare a dormire. No. Devi correre, subito, a prendere il secondo volume (La Città dei Gufi), perché la guerra è appena iniziata e vuoi vedere Bruce che brucia tutto pur di riprendersi la sua città. Erano anni che volevo recuperare questa saga. È il miglior punto d'inizio possibile per il Batman moderno. È elegante, è brutale, è un mistero che ti artiglia lo stomaco e non ti molla più. View all my reviews
"Get a new one. Now... Please" He just wants his Dad back :(
Batman: The Court of owls
The Perfect Score
Directed by Brian Robbins - 2004
Classico film da sabato pomeriggio sul divano. Prodotto da MTV, ci sono affezionato in maniera viscerale. Prima del Winter Soldier e degli Avengers, Cap & Nat, insieme a Darius Miles (terza scelta assoluta dei Clippers nel 2000. Si dichiarò eleggibile per il draft a causa dei brutti voti che non gli permisero di andare a St. John. Nel film lui riesce a passare il test e andrà proprio a St. John), a un asiatico fatto come una pigna, la prima della classe e il miglior amico del Cap, assemblano un team per rubare i risultati del S.A.T. È una cagata pazzesca? Certo. C’è di meglio in giro? Assolutamente Si vedono le mutande di Scarlett Johansson? Ci potete giurare. Lo amo.
Tutta sola al centro della Terra by Zoe Thorogood
My rating: 4 of 5 stars "Una storia coraggiosa, commovente e divertente sulla depressione, i pensieri suicidi e il trovare un modo per andare avanti insieme a una pila di disegni che cresce sempre di più. L'ho adorato." Ho conosciuto così Zoe Thorogood, leggendo queste parole di Sam Lake, leggendario creative director e scrittore di videogiochi in forza a Remedy. Mi ha incuriosito, ho comprato il libro e me lo sono fatto fuori in due sere. Che sberla. Zoe non cerca di "spiegare" la depressione; la mette in scena. Usa il medium del fumetto per rompere la quarta parete, parlando direttamente al lettore e commentando la creazione stessa del libro mentre lo stiamo leggendo. È un'opera che ho trovato profondamente coraggiosa, che non offre soluzioni facili o finali da favola, ma una sincera solidarietà a chiunque si sia mai sentito un alieno nel proprio corpo. Disegnato con vari stili, tutti incastrati perfettamente. View all my reviews
L'incipit, è bastato quello per conquistarmi.
E rapirmi per quasi venti giorni.
Hell is Us non è un gioco esente da difetti, ma ha l'enorme pregio di portare avanti con coraggio un'idea che oggi, 2026, suona anacronistica. Non ti diciamo niente: protagonisti, trama, mappe, percorsi guidati. Niente. Sta tutto lì, ma tocca che attacchi il cervello, tocca stare attenti, c'è che se pigli un quadernino e ti segni alcune cose magari non te le dimentichi. Magari dopo venti ore e svariati luoghi visitati potrebbero tornare utili.
L'ho amato profondamente. Non abbiate paura e immergetevi nel mondo di Hadea. Non ve ne pentirete.