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Aforismi romani.
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Un uomo si incazza: 327 bestemmie, 6 pugni contro il muro, fine. Una donna si incazza: ” No, non ho niente.” E poi te la fa pagare per 6 mesi.
— Albertosorge. (via martinagelli9801)
6 mesi sono pochi.
(via voglio-venire-da-te)
AHAHAHA ESATTO!!!!
(via restanomacerie)
HAHAAHHHAHAHHAHA
(via stradeinterrotte)
△
(via comesenonbastasse)
Dipende anche l’uomo eh ahah
(via stopthisfuckinglife)
Ahahahahaahah
(via esplodeilcuore)
Vuole fare l’amore con me? Signorina..
brividi…
Tutte fatte con lo stampino, partendo dall’eyeliner nero della stessa forma e il rossetto rosso della stessa marca. Tacco dodici e qualche adidas bianca e nera. Jeans stretti e top corti da abbinare ai capelli biondi e i cappelli alla moda. Sembrate uscite da una nuova collezione di barbie con le stesse idee anticonformiste venute fuori da una serata a fumare canne. Fate tanto le differenti e andate tutte in giro con lo stesso helix perchè fa figo e la maglia dei Nirvana. Giudicate chi ha gusti differenti ma almeno io le ascolto le band stampate sulla maglietta. E non fate le rivoluzionarie con le dr martens perchè siete esattamente uguali alla maggioranza con gli stessi pensieri preconfezionati. La stessa mania di sentirsi tutte uguali con la mano di fatima come pendolo al pandora , poi però insultate gli immigrati e non ci perdete un attimo a puntargli il dito contro. State tutto il giorno ad aggiornare il vostro facebook per paura che qualcuno non sappia quante volte avete mangiato oggi, poi scrivete ” la taglia non conta ” su quelle foto con un pantalone 38 e vi sentite tanto compassionevoli quando passa una un po’ più in carne e le dite “poverina”. Tutte uguali, con instagram aggiornato ad ogni insalata senza sale, come quello che non avete in zucca.
About a moonlight . (via aboutamoonlight)
Dioporco e se è vero.
È testimoniato, a volte ci tocchiamo i capelli tra di noi.
La cosa bella di Tumblr è che c’è sempre qualcuno che scrive al momento giusto quello che vorremmo dire.
questionedichilometri. (via e-soloquestionedichilometri)
"Scusi dottoressa, che cos’è l’amore?" le chiesi. Era la seconda seduta che facevo dalla psicologa e mentre le feci la domanda, il mio sguardo era fisso fuori dalla finestra, pioveva e le gocce che cadevano sembravano tristi. “L’amore? L’amore è un sentimento reciproco, un sentimento forte” mi rispose. “No, no, non voglio la definizione scontata, vorrei sapere, secondo lei, che cos’è il vero amore” continuavo a guardare fuori e mi resi conto che non era una di quelle piogge forti o che ti punzecchiano la schiena, era una pioggia dolce, ma con un che di triste. “Sentirsi protetti, forse questo” si corresse e poi cominciò a sorridere e ad arrossire per qualche istante, probabilmente stava pensando a qualcuno in particolare e infine porse la stessa domanda a me. “Non mi piace la parola amore” risposi guardandola negli occhi e con voce ferma, quasi come se volessi nascondere qualcosa e tornai subito a guardare la pioggia. La dottoressa cambiò voce con un tono quasi protettivo, quasi curioso e quasi come una madre che ti rassicura e mi disse: “Tu sei innamorato, non è così?” Non risposi, non parlai per un tempo che non saprei definire. Stavamo in silenzio e credo che tutti e due stessimo guardando fuori dalla finestra. La pioggia cominciava a farsi sempre più forte e non so come, forse stavo pensando troppo, finì per pensare a voce alta e dissi il suo nome. La dottoressa però, non chiese nulla, forse non aveva sentito o forse stava facendo finta di niente, ma non aprì bocca. “Sa dottoressa, io mi sentivo protetto con questa persona, quindi se fossi stato lei, sarei stato innamorato”. Notai una sua smorfia e mi misi a ridere anche io. “Dottoressa, le posso chiedere un’altra cosa?” annuì con il capo e così le dissi: “Potrebbe venire qui vicino a me e tenermi compagnia mentre guardiamo la pioggia?”. Sorrise e si mise vicino a me, quasi come se fosse stata veramente mia madre. “Amo la pioggia, perchè mi sembra che tutto ciò che mi circonda non esista, che io rimanga solo e alla fine mi sento libero. Odio le persone invece, ho paura di loro e vorrei che sparissero tutte, ma con la pioggia, dentro la mia testa, accade proprio questo, spariscono.” Rimasi in silenzio dopo quella frase. Il mio sguardo era fisso nel vuoto, la mia testa era immersa in mille pensieri, i miei occhi si stavano riempiendo di lacrime e il mio cuore era diretto a una persona. “Mi sono innamorato dottoressa, era Maggio forse, ma mi sono innamorato. Io e lei, semplici amici, eravamo nel suo letto nel mezzo della notte e con la finestra mezza aperta r sentivi che da fuori era proprio come adesso, pioveva. Lei dormiva e io pensavo. Non ricordo a cosa, so che per la prima volta non ho pensato alla tristezza della pioggia o al pianto che faccio insieme a lei. Pensai semplicemente a…” ma prima di concludere la frase, mi fermai. La voce cominciava a tremarmi e ormai le lacrime scendevano, ma non me ne vergognavo, dopotutto erano lacrime d’amore e non mi vergogno d’amare. “…ho smesso d’amare. Mi sono reso conto che l’amore fa male, l’amore non ricambiato ti distrugge e quando sei disposto a dare tutto te stesso per una persona e questa lo butta via come un foglio di carta, allora sei a pezzi, ma questi piccoli frammenti non si riescono più a ricomporre. È difficile ricostruire qualcosa che è ormai rotto, ma è ancora più difficile ricostruire qualcosa che non è mai esistito, se non nella tua testa
ricordounbacio (via ricordounbacio)
CAZZO.