Il manifesto del mio sindacato per la giornata contro le violenze sulle donne
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Il manifesto del mio sindacato per la giornata contro le violenze sulle donne
FATEMI CAPIRE!! Salvini e Orban
Dunque riepiloghiamo:
Salvini e’ contrario all’immigrazione
Orban e’ contrario allommigrazione
Salvini vuole che tutto i paesi europei collaborino nella redistribuzione dei migranti
Orban non vuole nemmeno un migrante sul suo territorio
Salvini incontra Orban
Orban incontra Salvini
Il Parlamento europeo vota la richiesta di sanzioni contro Orban perché non accetta il piano di redistribuzione e perché la libertà in Ungheria e’ limitata
Salvini vota a favore di Orban
Orban vota a favore di se stesso
Il M5S vota contro Orban
Conclusione
Contro i più deboli e’ facile fare i fenomeni! Bulli si nasce non si diventa!!
Le Valli di Comacchio!! Sempre affascinante!! La natura!!
NON MI INTERESSA SAPERE SE L’ON. RUGGIERO VIAGGIA IN PRIMA O SECONDA CLASSE, MI INTERESSA SOLO CHE FACCIA L’INTERESSE DEI CITTADINI
In queste ore sul web circola questa foto del biglietto ferroviario dell’on. Ruggiero del M5S. Non mi interessa sapere se viaggia in prima o in seconda. Anzi, ne sono certo, per esperienza diretta, nei prossimi mesi prenderà anche l’aereo, con costi molti più elevati, se vorrà fare fronte ai propri impegni di rappresentante del popolo e di cittadina, visto i tempi dei treni nel sud del nostro Paese. Il vero problema on. Ruggiero è che, nel nostro Paese, c’è sempre uno più onesto di te e più ligio di te.
“Le canzoni non devono essere belle ...” Hai ragione Lorenzo!! Ma non devono nemmeno fare rimpiangere le tue canzoni degli album precedenti! A volte, un bel tacer ...
IL MIO OMAGGIO ALLE DONNE
Quest'anno in occasione della Festa della Donna ne voglio ricordare due: la mia mamma e mia suocera. Mia mamma la piccola staffetta partigiana, colei che ha conosciuto papà in carcere dopo una retata dei fascisti, mamma Laura che festeggiava il suo compleanno con la liberazione di Bologna, la mamma rimasta vedova prestissimo che mi ha perfino fatto da consulente sessuale. Mia suocera Leda, una vera comunista, una vera combattente che mi ha sopportato in silenzio anche quando le spiegavo che il comunismo aveva fallito, e dopo tanti anni di lotte ci siamo ritrovati nello stesso partito e assieme ne siamo usciti. Laura e Leda le mie due donne della mia vita! E la mimosa sulle vostre tombe è un tributo al vostro essere DONNA!!!
SALVINI: andiamo a comandare!
I più hanno pensato che Salvini, ballando il tormentone dell’estate, Andiamo a Comandare, si soffermasse proprio sul titolo della canzone in prospettiva futuro Premier italiano. Invece no. Salvini è rimasto colpito e sbigottito dalla frase della canzone: la mia testa funziona a metà! Cavolo, ha pensato, ma Rovazzi è un genio confronto a me!
p.s. Notare la faccia intelligente
Consiglio Nazionale #Uilca mia relazione . Gli interventi di oggi e domani sono visibili in streaming sul sito www.uilca.it
Lavorano con me
LE INNOVAZIONI TECNOLOGICHE NELLE BANCHE: RIFLESSI OCCUPAZIONALI
La crisi e il default delle 4 banche, sommato alle evidenti difficoltà in cui versano Veneto Banca, Banca Popolare Vicenza, Carige e altre minori, senza contare la “gloriosa e storica” Monte dei Paschi di Siena, impongono operazioni di “salvataggio” o quanto meno di “sostegno” da parte di soggetti possibilmente bancari.
Non è un caso che l’interesse di private equity e di hedge fund verso le 4 banche sia prevalente rispetto ai soggetti bancari tradizionali.
Come conciliare il dirigismo della Banca Centrale Europea con la “digital bank” o ancor di più con i “bitcoin” e i “blockchain”?
Lo sviluppo della “digital bank” porterà la polverizzazione dell’offerta dei servizi bancari fra molti soggetti, ora per la maggior parte venduti da un singolo operatore (banca). Avremo nuovi operatori finanziari e differenti modi per eseguire transazioni. Le aziende della grande distribuzione entreranno nel mercato dei pagamenti, come oggi molte aziende dell’auto offrono finanziamenti ai loro clienti utilizzando la banca del gruppo e non il sistema bancario “classico”.
Rischia di essere precocemente obsoleta l’architettura dell’Unione Europea, che potrebbe in pochi anni essere superata da una realtà che viaggia con tempi e modi differenti da quelli previsti dai banchieri nel novecento. Ne è un esempio, il “sistema bancario ombra” il cui ruolo nell’economia mondiale aumenta ogni giorno e con esso il rischio sistemico, come denuncia il Fondo Monetario Internazionale.
Possiamo dunque affermare che in un futuro prossimo un imprenditore che crea e sviluppa la sua azienda tramite la rete internet, ricerchi in essa la soluzione dei suoi problemi di finanziamento, tramite il crowdfunding, piuttosto che utilizzare il canale bancario tradizionale. Per questo molte banche predispongono piattaforme internet con una serie di servizi per sviluppare una relazione virtuale con il cliente e fidelizzarlo anche nel web. Non crediamo che il nuovo che avanza sostituirà completamente il sistema bancario tradizionale, fondato su sportelli e persone: essi conviveranno e amplieranno l’offerta a disposizione dei clienti.
Quali riflessi sull’occupazione nel settore bancario?
I processi di fusione tra istituti di credito previsti dai legislatori e lo sviluppo della “digital bank” sono processi che a prima vista comportano una riduzione di personale, se s’ipotizza che il mondo bancario del futuro sia quello del passato.
Nel futuro una banca assomiglierà più a GOOGLE o a FACEBOOK o a APPLE come modello di business; per questo saranno richieste nuove professionalità: avremo molti più consulenti, analizzatori di dati, informatici. Il vero valore della banca sarà l’informazione.
I dipendenti bancari dovranno essere avviati a percorsi di riconversione, pena la fuoriuscita dal settore finanziario. Un paese non può risolvere le crisi occupazionali attuando solo prepensionamenti o contratti di solidarietà. Deve investire in formazione per preparare le persone ai nuovi profili occupazionali che saranno richiesti dal mercato del lavoro. Si deve aumentare il tasso di occupazione, non attuare una sostituzione generazionale fra lavoratori, riducendo il reddito disponibile di chi esce e tenendo basso quello di chi entra nel mercato del lavoro.
La tabella rappresenta in maniera chiara e precisa l’andamento occupazionale nel settore del credito, andando oltre alla media del sistema bancario europeo.
Il numero delle filiali sta calando in maniera moto più forte e significativa rispetto alla tabella che alleghiamo in quanto i piani industriali presentati da quasi tutte le banche prevedono chiusure che in fasi molto accelerate nel corso del 2016. Inoltre moltissime banche, alla faccia della concorrenza e della loro tipicità e diversità, come riportato falsamente da tanti spot televisivi, con la creazione delle filiali “hub and spoke” o per dirla nella nostra lingua, nelle filiali leggere, il numero delle filiali e, soprattutto, la qualità del servizio offerto alla clientela viene, di fatto, subordinato ed identificato rispetto alla proprie esigenze di razionalizzazione dei servizi.
Troppo grandi per fallire? Qualche valutazioni sul sistema bancario italiano
Il sistema bancario italiano ed europeo continua a trasformarsi più per imposizioni normative che per evoluzione endogena, come dovrebbe avvenire in un sistema economico di mercato. In Italia le leggi sulla trasformazione in spa delle Banche Popolari e della riforma delle Bcc sono atti significativi di questo processo.
In Europa si disegna un mercato bancario dove le decisioni dell’autorità di vigilanza fissano i ricavi degli istituti di credito, aumentano i loro costi amministrativi e informatici a causa dei continui aggiornamenti normativi, e influenzando anche in questo modo lo sviluppo dell’economia dei vari paesi. Il caso delle richieste, a volte incomprensibili, della BCE sulla fusione fra BPM e Banco Popolare, è emblematico della prevalenza della burocrazia rispetto all’esigenza dei territori, delle imprese e delle famiglie.
Tutto questo dirigismo è attuato in nome della libera concorrenza. Gli azionisti, unici proprietari della banca, infatti, non possono decidere quale piano industriale predisporre, né deliberare o meno una fusione societaria, né decidere se avere un nuovo azionista rilevante senza il gradimento della Banca Centrale e neppure come strutturare la governance.
Siamo convinti che il sistema bancario sia oggi fondamentale per sviluppare l’economia dei paesi e vada tutelato in una logica di rispetto di tutti gli stakeholder. Riteniamo che il bail-in sia un processo, seppur concepito per evitare “l’azzardo morale” di certi banchieri, inconcepibile rispetto al quadro normativo sopra delineato, dove gli stakeholder poco o nulla decidono, e se vi è crisi pagano.
La legislazione nazionale con la riforma delle banche popolari e la Banca Centrale Europea con le sue raccomandazioni, stanno attuando un processo, che riteniamo involontario, di concentrazione in pochi soggetti dei player del credito, favorendo la creazione di mega banche dove, con partecipazioni azionarie molto piccole, si contribuisce a influenzare le economie nazionali.
L’idea che meno banche siano un vantaggio per un paese o per un continente è come affermare che meno giornali creino più democrazia e maggior pluralismo (Turchiadocet).
Il sistema bancario oggi è legato a doppio filo al sistema economico e per questo la politica monetaria, seppur importante per stimolare la ripresa economica, non può da sola compiere miracoli se non vi è una politica economica che aumenti la domanda aggregata con maggiori consumi, spesa pubblica, investimenti. Se non vi è questo, difficilmente il sistema bancario, non solo in Italia ma anche in Europa, potrà essere immune da crisi, nonostante si aumentino le dotazioni di capitale.
Il rafforzamento dei sistemi bancari non si contrasta solo aumentando la dimensione degli istituti di credito, perché sovente sono la fotografia del tessuto economico del paese, ed è questo che si deve cambiare se si vuole aumentare la dimensione degli istituti di credito. Non coesistono a lungo banche efficienti con imprese inefficienti e viceversa.
Il volume del business è fondamentale per disegnare il sistema bancario. In Italia la diffusione della piccola impresa, orientata a produzione per conto terzi e per il mercato locale, richiede prodotti bancari molto semplici e facilmente vendibili anche da piccoli operatori bancari. Di norma solo le medie o grandi aziende ricercano banche di dimensioni nazionali e internazionali che li favoriscano nei loro affari, soprattutto all’estero. Noi in Italia abbiamo poche grandi aziende. Dobbiamo chiederci se fissare la dimensione delle banche per legge sia efficiente rispetto all’economia nazionale.
E’ indubbio che l’imprenditoria italiana non sia favorevole a processi di aggregazione e questo aumenta la debolezza delle nostre imprese e banche, soprattutto nei periodi di crisi, e questo limita le possibilità di innovazione e di occupazione.
La registrazione completa la potete ascoltare su www.uilca.it oppure sulla pagina Favebook Uilca Network
L'ultima rosa dei socialisti francesi? Non vorrei che, questa rosa l'ultima di dicembre, fosse anche l'ultima rosa del Partito Socialista francese. Stretto tra il fascismo delle LePen e la destra dell'antipatico Sarkozy! Ma quando la sinistra non fa la sinistra...
METTI UNA SERA ... CON STEFANO FASSINA .. ALLA RICERCA DELLA SINISTRA PERDUTA
Giovedì sera, in casa del Popolo di Bologna, con Stefano Fassina alla ricerca della sinistra perduta in Italia. In semicerchio, attorno a lui. Come le riunioni degli Alcolisti Anonimi viste e riviste in tanti film americani. C’era il greco che parlava con commozione dello stato in cui versa il suo Paese a causa della Troika, c’era la giovane consulente del lavoro, c’era il vecchio sindacalista Fiom, c’era l’iscritto al PD che non si rassegna, c’era la non più iscritta al PD che si è rassegnata. C’ero anch’io, naturalmente. Tanti piccoli Alcolisti (detta da me che sono notoriamente astemio...) alla ricerca di una parola, di una novità, di sentire ancora parlare di valori, ideali. Una riunione di reduci? Una riunione di ex? Forse. Ma almeno ci dobbiamo provare. E allora dai Stefano!!! Proviamoci!!!
Non mi sento maschilista oggi! Solamente trovo questa immagine semplicemente vera! Infatti le donne posseggono molti più neuroni di noi uomini!!! Ma una domanda mi sorge spontanea!! Ma chi ha scritto questo tomo?
Se non fosse troppo abusato l'aggettivo storico sarebbe appropriato agli accordi raggiunti in IntesaSanpaolo. Mentre nelle altre categorie non si rinnovano i contratti nazionali nei bancari non solo il ccnl e' stato firmato ma ora si passa alla fase della contrattazione di secondo livello che va a premiare la professionalità dei lavoratori. L'esempio di IntesaSanpaolo dovrà essere recepito non solo dalle altre banche italiane ma anche dagli altri settori produttivi! Fare i contratti vuol dire fare occupazione e migliorare la produttività! È questo il messaggio che la prima banca italiana e il sindacato dei bancari mandano al Paese Italia
Massimo Masi segretario generale UILCA
Mia video intervista sui temi sindacali del momento (via https://www.youtube.com/watch?v=Ys9hvxFAlN0)