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Shoval Faibish
La gente sembrava avercela con lei. Ma cos'aveva fatto lei di così tanto sbagliato da provocare tutta quest'ira? Non era mai riuscita a trovare una risposta a questa domanda. Lei. Era così bella. Così delicata, quasi pensavo di poterla spezzare semplicemente sfiorandola. Aveva la forza di un'uragano lei. Continuava a ripetere a tutti che niente, ormai, poteva buttarla giù. Ma io li vedevo i suoi occhi. Li vedevo quando lei si aspettava di più, ma non lo riceveva mai, quando lei sperava che accadesse qualcosa che, puntualmente, non accadeva mai. Li vedevo i suoi occhi, io. Quando urlandomi addosso mi diceva ‘lasciami in pace! Da sola sto molto meglio!’ E certo che stava molto meglio. Nessuno avrebbe potuto ferirla in quei momenti (in quel modo). Se la guardavi sembrava quasi una leonessa, ma di quelle buone, che, in fondo, non farebbero male ad una mosca. Ma a lei si. A lei, la gente, faceva del male. E neanche se ne accorgeva. ‘Passerà ’, si (mi) ripeteva. E quasi ci credevo anch'io. Come sempre. Come si può non credere alle parole di una dolce fanciulla così fragile e forte allo stesso tempo? ‘Si, certo. Passerà ’, le ripetevo io, facendole da eco. Ma non passava. Non passava mai. E come fai quando qualcosa non passa mai? Anche a distanza di anni, rimane lì, immobile, esattamente dove l'hai lasciata. Come sopravvivi a certe assenze? Lei non lo sapeva. Non lo sapeva mai. Ma intanto sorrideva. Andava avanti come sempre. ‘La vita è bellissima. Bisogna solo concentrarsi sulle cose giuste’, mi ripeteva. Spesso ci ho provato. Volevo davvero anch'io concentrarmi sulle cose giuste. Lei ci riusciva. O almeno, così faceva (ci faceva) credere. O almeno, così faceva credere a se stessa. Spesso la vedevi crollare, però. Si, perché anche le persone come lei crollano. La vedevi crollare, in silenzio, senza chiedere aiuto. Ma ne aveva un bisogno disperato. Lo faceva da sola, in disparte, in silenzio, nell'esatto momento in cui tutti erano felici, un po’ grazie a lei, lei crollava. Così, di colpo. Era lì. Ma non la sentivi più. Non la percepivi più. E gli altri, ovviamente, presi dalla loro felicità, perché mai avrebbero dovuto accorgersi che lei non c'era più? È così che andava ogni volta. Non crollava mai quando qualcuno stava giù, perché subito cercava di farlo stare bene. E ci riusciva anche. Non immaginate neanche quanto era bella. Quanto era bella anche mentre crollava. (Così, quasi come le foglie d'autunno, o una stella cadente). E chi l'avrebbe mai detto? Alla fine, nonostante tutto, si rialzava sempre. Più forte di prima. Più ammaccata di prima. Ma si rialzava. L'avrebbe sempre fatto. Nonostante tutto. E dio, quanto era bella quando sorrideva, alla fine, dopo essersi rialzata. Quanto era bella, quando alla fine ti guardava e ti diceva ’ ce l'ho fatta di nuovo, vedi? Doveva passare per forza’. E aveva ragione. Eccome se ne aveva. Doveva davvero passare per forza.
Non togliete la fonte. L'ho scritta io. Ci tengo. (via ecadonolefoglie)
sext: you are ruining my life because I thinking about fucking you all the time
sexualtexts (via sexual-texts)
You ruin your life by desensitizing yourself. We are all afraid to say too much, to feel too deeply, to let people know what they mean to us. Caring is not synonymous with crazy. Expressing to someone how special they are to you will make you vulnerable. There is no denying that. However, that is nothing to be ashamed of. There is something breathtakingly beautiful in the moments of smaller magic that occur when you strip down and are honest with those who are important to you. Let that girl know that she inspires you. Tell your mother you love her in front of your friends. Express, express, express. Open yourself up, do not harden yourself to the world, and be bold in who, and how you love. There is courage in that.
Bianca Sparacino (via perrfectly)
La vera eleganza è restare indifferenti di fronte a gente che vale poco.
(via h0use-of--balloons)
Mad World - Gary Jules
Some people create their own storms, then get upset when it rains.
unknown
late night thoughts
(via serious)