Confessioni di una ragazza che ha perso la sua gatta
Due settimane fa è morta la mia gatta.
Non mi sento normale da allora. E la mia unica arma è scrivere, e questo lo posso fare.
Aveva 19 anni e per tutta la sua vita il suo mondo siamo stati io e le poche altre persone che andavano e venivano.
Io di anni ne ho 28 e non ricordo una vita prima di lei.
È strano, il lutto per un animale. Non è che se ne parli molto. Non ci sono ferie che puoi prenderti dal lavoro, dopo i primi due giorni i messaggi smettono di arrivare e dopo una settimana ci si aspetta che insomma, la vita va avanti. Ed hanno ragione, la vita va avanti.
Sono dissociata a lavoro. Performo per colleghi e studenti senza neanche rendermene conto.
Esco con amici, si beve una cosa. Lavo i piatti, metto in lavatrice la coperta su cui ha passato i suoi ultimi giorni. Porto in gattile il cibo comprato appositamente perché mangiasse qualcosa, i pannolini che poi non ho mai usato perché non volevo si sentisse scomoda, piuttosto mi mettevo 3 sveglie durante la notte.
La vita va avanti.
Però ogni notte ti cerco con i piedi in fondo al letto.
Ogni giorno tornando a casa mi aspetto di vederti venirmi incontro. E con la coda dell'occhio, mi sembra di vederti, in un'ombra, in un angolo.
Uso la tua coperta anche ora che fa caldo, come una bandiera bianca, fatemi respirare.
Si muove tutto, ma io sono rimasta ferma là. A quando sedevo per ore accanto alla tua cuccia per non farti sentire sola. A quel sabato sera, quando ho capito che sarebbero stati i tuoi ultimi momenti. Ai tuoi occhi spenti, che speravo mi vedessero, mi sentissero, in modo da dare un senso al trauma del vederti andare via.
Se fosse un film, staremmo tutti alzando gli occhi al cielo, alla ragazza (adulta) di 28 anni che non riesce a superare la morte del suo gatto. Che privilegiata, diremmo, che il suo più grande dolore è questo.
E forse lo sono.
Lo sono sicuramente stata, ad averti come compagna di vita per 19 anni.
L'amore ti cambia in maniere che non avresti pensato possibili. Dopo una vita passata a rincorrere le luci, ora mi ritrovo a riposare nelle ombre, sperando che per un attimo, quell'angolo, mi ricordi te.











