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@minoredi3
Selfie.
Gregory Colbert
Piovono petali di rosa.
Si riparte da qui.
“Cos'è che rende un uomo grande, ammirato dal creato, gradevole agli occhi di Dio? Cos'è che rende un uomo forte, più forte del mondo intero; cos'è che lo rende debole, più debole di un bambino? Cos'è che rende un uomo saldo, più saldo della roccia; cos'è che lo rende molle, più molle della cera? È l'amore! Cos'è che è più vecchio di tutto? È l'amore. Cos'è che sopravvive a tutto? È l'amore. Cos'è che non può essere tolto, ma toglie lui stesso tutto? È l'amore. Cos'è che non può essere dato, ma dà lui stesso tutto? È l'amore. Cos'è che sussiste, quando tutto frana? È l'amore. Cos'è che consola, quando ogni consolazione viene meno? È l'amore. Cos'è che dura, quando tutto subisce una trasformazione? È l'amore. Cos'è che rimane, quando viene abolito l'imperfetto? È l'amore. Cos'è che testimonia, quando tace la profezia? È l'amore. Cos'è che non scompare, quando cessa la visione? È l'amore. Cos'è che chiarisce, quando ha fine il discorso oscuro? È l'amore. Cos'è che dà benedizione all'abbondanza del dono? È l'amore. Cos'è che dà energia al discorso degli angeli? È l'amore. Cos'è che fa abbondante l'offerta della vedova? È l'amore. Cos'è che rende saggio il discorso del semplice? È l'amore. Cos'è che non muta mai, anche se tutto muta? È l'amore, e amore è solo quello che mai si muta in qualcos'altro.”
Søren Kierkegaard
Just Green Nature Photo via Tumblr
La meraviglia del cielo.
Looking for Care Bears.
Giulietta dev'essere passata a Skype.
Poesia metropolitana.
Meraviglia di colori, tessuti, sfarzo di gioielli, gli sguardi alteri di donne qualunque modelle bellissime per un giorno, l'odore dei panini con la salsiccia, le sediette pieghevoli portate da casa, le scritte "sant'efisio ci fai emozionare", i balconi fioriti e agghindati per il santo, la gente che arriva da tutta l'isola per devozione o per curiosità, i canti, i rosari intrecciati nelle mani, i cavalli con i loro cavalieri dai visi equini, i buoi che più grandi non potrebbero essere, i fotografi quelli veri e quelli come me, i bambini vestiti a festa che sembrano piccoli nani, le tzie che pregano sul serio e non sono mascherate per la festa anche se lo sembrano, le facce brutte delle persone, i vestiti bellissimi, la religione, la devozione, la storia, il voto, la leggenda. E io me la godo, con il cuore da cagliaritana e gli occhi della turista. Perchè a Cagliari oggi non è la festa del lavoro ma la festa di Sant'Efisio.
Questa è primavera.
Psycho.
"He’s wonderful in bed."
Waiting for spring.
La Sardegna è la terra del miele amaro, d’un miele cioè che al primo gusto riesce asprigno e ruvido e poi si mitiga e diventa gradito stemperandosi nel palato con un suo segreto aroma. Come se quell’amaro fosse quasi uno schermo alla sua naturale bontà. A somiglianza del suo miele anche l’Isola, sotto una scorza indocile e qualche volta scostante, nasconde un midollo nobile e gentile. Chi voglia intenderla, dunque, non disarmi al primo incontro o alla prima delusione. Segua, se mai, il costume dei sardi, che è tutto fondato sulla pazienza e sull’attesa. Si provveda perciò di queste armi e attenda anche lui con certo fatalismo, senza precipitare gli eventi e le chiarificazioni. La Sardegna non è una terra per turisti frettolosi: essa è un’isola ritrosa e il suo popolo non si comunica facilmente. I suoi sentimenti si sciolgono solo per calore naturale e in un clima di reciproca confidenza.
Marcello Serra -Mal di Sardegna-