Meglio una figlia "svintata" o una impiccata?
Cosimo Galluzzi

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Meglio una figlia "svintata" o una impiccata?
Sempre.
“Voi lo trovate stupido. Io e lui non siamo nient'altro che amici , ci vediamo pochissime volte e per quel poco che possiamo stare insieme , soprattutto se è lui a darmi attenzioni , l'attrazione cresce sempre di più. Quindi se un pò del suo profumo rimane sui miei vestiti e io non posso fare a meno di annusarlo , per me è naturale , poichè anche se non c'è materialmente , una sua parte è lì con me e colma quel vuoto che c'è per tutto il periodo della sua assenza.”
—
E' che io forse la vivo diversamente da come la vive lui. Per me è un suo messaggio vuol dire tanto, una sua gentilezza pure, una sua attenzione ancora di più.
Ma forse per te non è cosi, forse tu mi vedi solo come una grande amica.
Non sapete di che parlate quando parlate di suicidio e di ciò che porta una persona a compierlo.
Vi chiedete se nessuno è stato vicino alla persona che è morta, incolpate gli altri che non se ne sono accorti.. Ma voi, voi vedete se una persona accanto a voi lo sta pensando anche? Vi dò io la risposta:NO. PERCHÉ NON VE NE FREGA UN CAZZO DELLA VITA DEGLI ALTRI. Questa persona potrebbe essere chiunque, potreste amarla poco o tanto, e non ve ne accorgereste nemmeno. VOI perché nenessuno capisce veramente l'altro. Nessuno capisce chi vuole togliersi la vita, quindi fatemi un favore evitate TUTTI i commenti.
Il serpente morse la gallina, e con il veleno che le bruciava dentro, cercò rifugio nel suo pollaio.
Ma le altre galline decisero di scacciarla, temendo che il veleno potesse contagiarle.
La gallina uscì zoppicando, piangendo di dolore. Non per il morso, ma per l’abbandono e il disprezzo della sua stessa famiglia, proprio nel momento in cui aveva più bisogno di loro.
Se ne andò... febbricitante, trascinando una zampa, vulnerabile alle gelide notti.
Ad ogni passo, una lacrima cadeva.
Le galline nel pollaio la guardarono allontanarsi, osservando mentre spariva all’orizzonte. Alcune commentavano tra loro:
— Che se ne vada... Morirà lontano da noi.
Quando la gallina scomparve definitivamente nell’immensità dell’orizzonte, tutte furono certe della sua morte. Alcune alzarono lo sguardo al cielo, aspettandosi di vedere i corvi.
Passò il tempo.
Molto più tardi, un colibrì arrivò al pollaio e annunciò:
— Vostra sorella è viva! Vive in una grotta molto lontana da qui.
Si è ripresa, ma ha perso una zampa a causa del morso del serpente.
Fa fatica a trovare cibo e ha bisogno del vostro aiuto.
Seguì un silenzio. Poi iniziarono le scuse:
— Non posso andare, sto deponendo uova...
— Non posso andare, sto cercando mais...
— Non posso andare, devo prendermi cura dei miei pulcini...
Una dopo l’altra, tutte rifiutarono la richiesta. Il colibrì tornò alla grotta senza aiuto.
Passò altro tempo.
Molto dopo, il colibrì tornò con una notizia dolorosa:
— Vostra sorella è morta... È morta sola nella grotta... Non c’è nessuno che la seppellisca né che pianga per lei.
In quell’istante, un peso cadde su tutte. Un profondo lamento riempì il pollaio.
Chi deponeva uova, si fermò.
Chi cercava mais, lasciò i chicchi.
Chi accudiva i pulcini, li dimenticò per un momento.
Il rimorso era più doloroso di qualsiasi veleno. Perché non siamo andate prima?, si chiedevano.
Senza badare alla distanza né allo sforzo, partirono tutte verso la grotta, piangendo e lamentandosi. Ora avevano un motivo per vederla, ma era ormai troppo tardi.
Arrivate alla grotta, non trovarono la gallina... Solo una lettera:
"Nella vita, molte volte le persone non attraversano la strada per aiutarti quando sei vivo, ma attraversano il mondo per seppellirti quando muori.
E la maggior parte delle lacrime ai funerali non sono di dolore, ma di rimorso e pentimento."
Autore ignoto.
Voglio vivere, non funzionare.
— Flannery O'Connor, Diari
Gli errori più grandi li ho commessi quando pensavo di aver capito.
maury
“Ti ricordi? Il giorno prima di lasciarmi mi amavi, dicevi. Io ti ho perdonato tutto, davvero, tranne questo. Perché vedi, adesso, ogni volta che lui mi dice “ti amo” io mi chiedo quando se ne andrà. Questo non te lo perdono, perché io non ero così, io non avevo paura. Il terrore di essere abbandonata proprio mentre sembra vada tutto bene. No, non te lo perdono.”
— Susanna Casciani
Ma quanta verità ho scritto qui in questi mesi..
Sono il figlio che non ha dato problemi e ora mi è difficile riposare o chiedere aiuto. Mi è difficile esprimere le mie emozioni, perché fin da bambino ho imparato ad ignorarle. Sono il figlio che è stato molto maturo per la sua età, ho imparato a stare attento la maggior parte del tempo, risolvendo i problemi degli adulti. E ora la maggior parte del tempo voglio controllare tutto. Nel corso degli anni ho normalizzato la vita: stanco, preoccupato, stressato e in allerta. Oggi voglio abbracciare il me bambino interiore, voglio prendermi cura di lui, proteggerlo e dirgli che mi dispiace molto per tutto quello che ha vissuto
"Piangevo di rabbia perché ero costretta a vivere."
Assedio e Tempesta — Leigh Bardugo
Ti va qualche giorno di parlare? Voglio dire davvero, e mi racconti cosa ti tormenta e mi dici che cosa ti spaventa e mi racconti perché sei sempre di fretta, mi dici come mai ti sembra che di ogni cosa per te ci sia solamente una fetta, mi dici dove vorresti essere e perché e mi dici come mai sei ancora qui.
Le persone non si rendono conto
di quanto poco basti per farti stare male
anche se all'apparenza sembri essere dura,
non si rendono conto che quella è la tua corazza,
la tua piccola armatura che sì, ti rende forte,
ma al suo interno ci sei tu insieme alle tue fragilità.
"Resti bella anche se incasinata" - Leonard Robert