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Sweet Seals For You, Always
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Love Begins

@theartofmadeline
d e v o n
Game of Thrones Daily
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❣ Chile in a Photography ❣
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he wasn't even looking at me and he found me
cherry valley forever
trying on a metaphor

JVL
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@morganeri
Mamma
Una bambina mai cresciuta.
Innocente, pura, inconsapevole, testarda, incosciente a volte, e profondamente empatica.
Non ha mai avuto un soldo in tasca.
Si è dedicata alla vita degli altri, mai davvero a se stessa.
Non si è mai concessa una vacanza, non ha mai cercato il superfluo.
Ha dovuto accontentarsi dell’essenziale.
Ha amato tutto e tutti.
Ha sbagliato vita, forse ha sbagliato pianeta.
Donna bellissima, dentro e fuori.
Da bambina non sopportava le scarpe.
E quello stare scalza è diventato l’emblema della sua vita: libera, semplice, vera.
E ora, sul letto di morte, ride e dà forza a tutti.
Non smette di essere forte per gli altri.
Non smette di essere lei.
Ha incontrato la persona sbagliata.
Meritava altro.
Meritava di essere amata, protetta, scelta.
E invece ha ricevuto troppo spesso trascuratezza, tradimenti, solitudine.
Eppure ha sempre portato avanti tutto.
Una vita pesante, impossibile da accettare per qualsiasi persona normale.
Ma l’amore per i suoi figli e per il suo nipote adorato l’ha sempre tenuta in piedi.
“Nonna, sai la strada per venirmi a prendere?”
“Sì, amore mio.”
“Allora nonna, vienimi a prendere.”
Forse è stata questa frase a portarla avanti.
A farle sopportare undici anni di malattia.
E ora te ne stai andando, bimba.
Te ne stai andando via con quel sorriso stampato sul viso, lo stesso che non ti ha mai abbandonata nemmeno nei periodi più bui.
Con quella dolcezza che hai sempre avuto.
Con quella dispensa d’amore che sembrava non finire mai.
Bimba, sono felice di lasciarti andare.
Perché so che non meritavi tutto questo.
Sono felice di non vederti più soffrire.
E voglio pensarti così:
scalza, libera, nel tuo giardino in Selva.
E forse, da qualche parte, tra l'erba alta e il sole dell'estate, si sente ancora una voce di bambina che canta:
"Gri gri gri, salte fûr di lì!
To mari ae muarte, to pari su la puarte,
to nono sul barcon cal mole un pedeon!"
Till the end…..beautiful
Mi vergogno di questi anni.
Mi sento un perfetto imbecille decerebrato, con l’unico dono della stupidità, ad avere fatto tutto quello che ho fatto per le persone e per le persone soltanto.
Per degli sconosciuti a cui non dovevo nulla.
Non devo più nulla, perché ho già dato tutto quello che potevo dare.
Mi sento che non ho più tempo.
Sento il tempo che scorre via, quel freddo che mi vibra dentro e addosso, come se mi stesse strappando e sgretolando lentamente la pelle.
E la cosa che mi fa più male è sentire di stare buttando via la vita.
Guardo indietro e mi chiedo: cosa ho fatto davvero per me?
Cosa ho costruito per me?
Cosa, in tutti questi anni?
Cosa?
Ho vissuto per il lavoro, per i problemi, per le responsabilità, per le emergenze, per le aziende, per i clienti, per degli sconosciuti ai miei occhi che avevano necessità di me.
Non ho mai avuto necessità di dipendere da qualcuno e non riesco a farlo.
Ho costruito cose, risolto problemi, portato avanti situazioni impossibili, sacrificato tempo, energie, salute mentale e vita personale.
E quando penso a tutto questo me ne vergogno tremendamente.
Mi sento un imbecille.
Stupido.
Inutile per me stesso.
Ho lasciato andare l’amore che avevo trovato dentro un cuore vuoto.
Ho voluto lasciarlo andare perché sentivo di starle facendo perdere tempo.
Ho scelto di stare male io pur di non fare male a lei.
Per quale motivo?
Dentro sento un freddo e un vuoto enorme.
Mi sento un imbecille ad aver fatto tutto questo per nulla.
Per nulla.
E me ne vergogno.
Perché alla fine mi guardo dentro e non vedo una vita.
Non vedo più un dopo, un domani.
Vedo anni consumati a reggere pesi, tensioni e situazioni che ormai non sento più mie.
Non mi sento di appartenere a questo mondo.
Non mi sento parte della mentalità delle persone, della superficialità, delle maschere, dei rapporti vuoti, delle convenienze.
Non riesco ad abituarmici.
Da anni mi sento come un astronauta o un palombaro, chiuso dentro una dimensione diversa, distante da tutto e da tutti.
Come se guardassi il mondo da dietro un vetro, senza riuscire più a sentirmene parte davvero.
E più passa il tempo, più sento il bisogno di allontanarmi per sempre da tutte le situazioni che mi disturbano, che mi consumano e che mi fanno sentire lontano da me stesso.
Chiudere questo capitolo è la sola cosa che voglio.
Ho bisogno di una spiaggia nuova.
Ho bisogno di respirare.
Ho bisogno di smettere di sognare e basta.
I will
frase: galeffi
IG: fumettiverdieblu
acqua sopra e acqua sotto
Medusa