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"Cosa resterà degli anni ottanta" Ieri 2 giugno 2026 la nostra Repubblica ha spento ottanta candeline, una giovane istituzione se si guarda
"Caffè corretto"
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"Le Voci di Eva"Venerdì 29 maggio 2026, presso la Sala Luca Giordano di Palazzo Medici Riccardi a Firenze, andrà in scena lo spettacolo "Le voci di Eva" con Donatella Alamprese (voce) e Marco Giacomini (chitarra). Riccardo Rescio
The Paradox of Abandonment: When Homes Exist but No One Lives in Them
Evidentemente le priorità sono altre, dove la precarietà regna sovrana, la repubblica delle necessità non ha ancora diritto di esistere.
Riccardo Rescio
Presidente Assaggia l'Italia ApS
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Abbiamo il piacere di assegnare questo nostro riconoscimento onorifico a Nick Hauser per il volontario, forte, costante, preciso e dettaglia
“Una Sapienza diffusa” di Riccardo Rescio – I&f RotoWeb Illustrato Arte Cultura Attualità
Italia, la meraviglia in cui siamo immersi….. Benedetto Luti (1666–1724) Un immenso, incommensurabile, patrimonio di antichi Saperi e rad
Un immenso, incommensurabile, patrimonio di antichi Saperi e radicate tradizioni, che da sempre si tramandano da padre in figlio, da madre in figlia, da maestro ad apprendista, da precettore ad allievo.
Saperi che ritroviamo ancora oggi nei manufatti dei nostri Artigiani, nelle costruzioni dei nostri Architetti, nelle opere dei nostri Artisti, nei prodotti dei nostri Agricoltori e nelle sapienti preparazioni dei nostri Chef.
Non vi è luogo, nella nostra Penisola delle Meraviglie e nelle sue incantevoli Isole, che non abbia affascinanti Storie da raccontare, bellissimi Posti da far vedere, squisiti Sapori da far assaggiare, coinvolgenti Eventi da far vivere e straordinarie Valenze Professionali da esprimere.
Tante di queste capacità stanno facendo molto restando in Italia, altrettante sono in giro per il mondo, per comunicare e far comprendere nei fatti e non solo nelle parole, quanto realmente vale e quanto veramente merita il nostro straordinario Paese.
Una Sapienza diffusa di antichi Saperi e impareggiabili Sapori, equamente distribuiti nelle Terre Uniche delle 20 straordinarie Regioni d’Italia.
Riccardo Rescio I&f Arte Cultura Attualità
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Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Ministero delle Imprese e del Made in Italy Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Ministero dello sviluppo economico e del commercio Ministero del Turismo Ministero della Cultura ENIT – Agenzia Nazionale del Turismo
"Visceralita Primitiva" Dal 26 febbraio al 24 maggio 2026, la Fondazione POMA Liberatutti di Pescia ospita Visceralità primitiva, personale
"Affitti, la mossa della Curia che immette alloggi e calmiera il mercato" di Riccardo Rescio Il gesto concreto della Chiesa fiorentina dive
"Affitti, la mossa della Curia che immette alloggi e calmiera il mercato"
di Riccardo Rescio
Il gesto concreto della Chiesa fiorentina diventa lezione di urbanistica e politica, senza aumento dell'offerta qualsiasi discorso sulla casa resta vuota retorica.
Continua ........
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I "Coniugi Ubu" al Teatro di Rifredi
La grottesca e divertente rappresentazione delle miserie umane. Nella cornice familiare e vibrante del Teatro di Rifredi, tempio fiorentino
A Bertrand Russell è attribuita la celebre considerazione “Come inizia il fascismo? Prima affascina gli sciocchi, poi mette la museruola agl
"Il paradosso che unisce sciocchi e sapienti"
A Bertrand Russell è attribuita la celebre considerazione "Come inizia il fascismo? Prima affascina gli sciocchi, poi mette la museruola agli intelligenti" L'analisi di Bertrand Russell sul meccanismo di affermazione dei regimi autoritari rimane una lente di straordinaria potenza per decifrare non solo la storia politica, ma dinamiche più sottili e pervasive della vita collettiva.
Il filosofo individuava un processo in due atti.
Il primo passo vede la formazione, attorno a un leader carismatico, di un nucleo di individui dotati di «una percentuale di tempo libero, brutalità e stupidità superiore alla media».
Il secondo passo, quello decisivo, si compie «affascinando gli sciocchi e mettendo a tacere gli intelligenti, con l’eccitazione emotiva da un lato e il terrorismo dall’altro».
Questa descrizione, spesso citata in forma abbreviata, contiene il nucleo del paradosso che lega le due categorie in un destino comune.
L’autoritarismo non trionfa per la forza bruta dei primi e nemmeno per il genio dei secondi.
Avanza invece sul duplice binario del consenso acritico e del silenzio complice, dell’adesione entusiasta e dell’abdicazione ponderata.
La fascinazione degli sciocchi si nutre della semplificazione, della promessa di identità e rivalsa, della sostituzione del pensiero complesso con lo slogan emotivo.
La museruola imposta agli intelligenti, tuttavia, non è solo una conseguenza esteriore del terrore.
Spesso è un’autolimitazione dettata da scetticismo, disprezzo o dalla comoda illusione di potersi salvare da soli, rifugiandosi in una torre d’avorio di sapere specialistico.
Il paradosso risiede proprio in questa complementarietà passiva.
Gli uni, privi degli strumenti critici per discernere la menzogna, applaudono alla propria sventura.
Gli altri, pur possedendo quegli strumenti, scelgono di non usarli, negando a se stessi l’evidenza dei fatti fino a quando non è troppo tardi. Insieme, inconsapevolmente alleati, creano il vuoto in cui il potere illiberale si espande. La riflessione di Russell, radicata nell’osservazione dei totalitarismi del Novecento, travalica i confini della pura scienza politica per diventare una metafora della condizione sociale moderna.
La sua critica alla stupidità non era un mero esercizio di stile, ma un’osservazione lucida della tendenza umana a seguire il conformismo e a preferire le certezze facili.
Il «trionfo della stupidità» di cui scrisse con ironia non è l’apoteosi dell’idiozia, ma il prevalere di quelle logiche che premiano l’adesione immediata rispetto al dubbio metodico, l’istinto tribale rispetto all’analisi razionale.
Questo meccanismo, oggi, si riproduce in forme meno violente ma non meno insidiose.
Si manifesta nell’economia, quando un modello di sviluppo miope e predatorio guadagna il consenso popolare perché promette benessere immediato, mentre gli esperti che ne mettono in guardia contro gli effetti di medio termine vengono ignorati o tacciati di catastrofismo.
Si palesa nella trasformazione urbana, quando la retorica del decoro o del progresso nasconde processi di gentrificazione che svuotano i centri storici della loro vita sociale, con il consenso di chi ci guadagna in quiete e il silenzio rassegnato di chi ne viene espulso.
Si ripete nella sfera digitale, dove l’entusiasmo per la connessione totale e l’intrattenimento perpetuo copre la progressiva erosione della privacy e del dibattito civile, con la complicità passiva di chi, pur comprendendone i rischi, accetta il trade-off, la scelta di compromesso, per mera convenienza o senso di inevitabilità.
In ogni caso, il male, inteso come degrado della qualità collettiva, come erosione delle basi di una convivenza complessa, prolifica esattamente su quel doppio binario.
Non ha bisogno che tutti siano fanatici.
Gli basta l’entusiasmo rumoroso di una parte e il silenzio calcolatore dell’altra.
L’essere umano, sia esso individuo o gruppo, si prende sempre e solo lo spazio che la comunità gli concede, attraverso atti di commissione o di omissione. La risposta a questo paradosso non può essere solo intellettuale.
Deve essere culturale e civile.
Implica il superamento di quella che Russell stesso vedeva come una pericolosa separatezza degli intellettuali, spesso chiusi in un milieu accademico lontano dalle preoccupazioni della gente comune.
La sfida è rompere l’incantesimo che paralizza i due poli del paradosso.
Per gli uni, significa coltivare con ostinazione quell’«ozio» non pigro ma fecondo che il filosofo elogiava, inteso come spazio per una educazione libera e per il pensiero critico.
Per gli altri, significa abbandonare l’indifferenza e comprendere che nessuna competenza settoriale è una giustificazione per l’irresponsabilità sociale.
La lezione ultima è che la difesa della complessità, della libertà e della dignità umana non è un compito delegabile a una casta di sapienti.
È un patto di corresponsabilità che richiede il coraggio di dire no alla fascinazione delle narrazioni semplici e il coraggio, altrettanto grande, di uscire dal silenzio per denunciare, proporre, costruire.
Il paradosso che unisce sciocchi e intelligenti nella genesi del male si scioglie solo quando l’intelligenza smette di essere uno spettatore e diventa protagonista attiva della vita comune, e quando la passione popolare si educa a discernere.
Solo allora il consenso smette di essere il terreno di coltura dell’autoritarismo e diventa il fondamento di una libertà matura e consapevole.
Riccardo Rescio Firenze 28 gennaio 2026 / Nella immagine : Bertrand Russell (1872-1970) Filosofo, logico, matematico, saggista e attivista sociale britannico, uno dei pensatori più influenti del XX secolo.
"Identità" di Riccardo Rescio
Non è stato detto ieri, eppure molti non si accorgono di ciò che fanno, mentre lo fanno e neanche dopo di fronte alla evidenza dei fatti. L’
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Lo "spessore umano", dunque, si misura nella forza del proprio pensiero indipendente, nella capacità di resistere alle pressioni esterne e di perseguire la verità, anche quando questa è scomoda o difficile da raggiungere.
Firenze 11 novembre 2024
Articolo di Riccardo Rescio pubblicato sulla Rivista “Idee di Governo” n° 24 novembre/dicembre 2022 Dissertare su come potrebbero o dovrebb
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