HQ!!, OT4, Polyamory (Matsukawa/Hanamaki/Iwaizumi/Oikawa) - com'è iniziata e come si ritrovano nella più assurda relazione mai concepita dai loro diciassette anni in su. Lime/lemon a tua discrezione ♡
Hajime storce un sopracciglio, dedica a Matsukawa un’occhiata che dura qualche istante di troppo, mentre a pochi passi da loro qualcuno schiaccia una palla in testa a Oikawa, e lui sente il suo piccolo io interiore godere nemmeno troppo silenziosamente. Si china a prendere la palla e la lancia a Kindaichi, che ringrazia con un cenno della testa e si allontana per tornare in campo. Matsukawa si schiarisce la voce, attirando la sua attenzione. “... ti dispiace ripetere?”“Ho detto che mi piaci,” dice, con voce più incerta, adesso. Iwaizumi lascia cadere le braccia lungo i fianchi, accompagnandole a un sospiro più lungo del previsto. Si chiede se non ci sia qualche strano virus nell’aria, il virus che sta facendo ammattire Oikawa mentre tenta di uccidere Kunimi per la pallonata in testa e che adesso sembra essersi impossessato di Matsukawa.Non che Hajime lo abbia mai considerato una persona sana di mente, comunque. Ha idea che l’unico sano di mente, lì dentro, sia unicamente lui.“E quindi...?”“E quindi mi chiedevo se ti andasse di uscire. Qualche volta. Con me, dico.”“Gli allenamenti non bastano?”
“Gli allenamenti non sono appuntamenti.”Silenzio. Alle spalle di Matsukawa, Oikawa manda un bacio a una mandria di oche starnazzanti sugli spazi. Matsukawa parla, ma lui non lo guarda. “Quindi?”“Quindi cosa?”“Quindi usciresti con me?”Oikawa manda baci come se lanciasse coriandoli. Ha appena segnato la fine della sua esistenza, per quanto gli riguarda.“Perché no,” risponde, e prima che possa vedere il sorriso soddisfatto sul viso del suo compagno, ha già battuto una palla dritta sul naso di Oikawa. Coglione.Hanamaki si china a raccogliere un pallone alla fine degli allenamenti, e la stringe con tanta forza quanta quella che i suoi denti hanno contro il suo labbro inferiore. Avanza verso la cesta ignorando, tra le altre voci, quella di Issei che chiacchiera con Iwaizumi in un modo che non gli piace, e che probabilmente a lui non verrà mai rivolto. Sospira e si chiede perché non possano essere fuori dalla palestra, quando Oikawa, avvicinandosi per portare anche lui dei palloni al loro posto, lascia scivolare una mano attorno alle sue spalle e lo distrae per un momento di cui gli sarà grato per tutta la vita. “Va tutto bene, Makki? Mi sembri teso.”Lui scuote la testa in risposta, ma si incanta un secondo di troppo sul pallone, mentre l’odore del suo capitano gli solletica invintante le narici. “No, Oikawa-san. Va tutto bene,” si ferma, trattiene le labbra tra i denti, e quando le libera sospira impercettibilmente, almeno secondo lui. “credo.”Sa benissimo che quel vacillare lo porterà in un’unica direzione, ma al momento vedere Matsukawa parlare così animatamente con Iwaizumi gli provoca una sensazione di nodo allo stomaco che sa benissimo non riuscirà più a cacciare per il resto della serata, e per cui Oikawa finirà a prendersi cura di lui, se la si vuol proprio mettere in questi termini. E’ quasi istantanea, la reazione dell’altro - la mano appena sudata scivola sul suo avambraccio con una delicatezza quasi fuori dal personaggio, per una persona come il suo capitano. Quando Hanamaki solleva lo sguardo, ad accoglierlo trova un sorriso caldo e compassionavole - è il sorriso di chi condivide lo stesso destino, ha imparato a riconoscere. “Vieni con me,” dice Tooru, e Takahiro già conosce il significato implicito di quelle parole, perché non è la prima volta che succede. La mano di Oikawa scivola dall’avambraccio alla mano, e le dita si intrecciano alle sue. Non ha ancora capito perché, ma farsi trascinare nelle docce ormai desolate da quella mano gentile lo fa sentire in qualche modo sollevato - quella stessa mano che poi, nel giro di pochi minuti, scorre sul suo corpo ancora provato dall’allenamento, scivola dentro i pantaloncini che aderiscono fastidiosi alle sue cosce per via del sudore e lo fanno sentire voluto.Oserebbe quasi dire amato.“Non preoccuparti, Makki,” sibila Oikawa al suo orecchio, mentre i loro corpi premono uno contro l’altro e respiri affannati si mischiano tra le loro bocche, “ti tengo io.”
È quasi primavera. Tooru non sa se esserne felice o meno, un po’ perché non è sicuro di essere pronto a perdere la stuola di fan che si porta dietro dal primo anno, un po’ perché magari, ma magari, finalmente Matsukawa si staccherà dal suo amato Iwa-chan e forse - sicuramente - lui potrà avere la possibilità di riportarlo dalla sua parte - ammesso che, dalla sua parte, Hajime ci sia mai stato. Segna i giorni che mancano al diploma con fin troppo entusiasmo, e se a volte il suo sorriso si allarga pieno di buone speranze, nei giorni in cui i suoi occhi incrociano le spalle di Iwaizumi affiancate da quelle di Matsukawa il suo umore diventa così nero che, davanti al calendario, sbuffa come una iena infastidita. Quando Mattsun non c’è, Tooru prova ad approcciarsi a Iwaizumi nella speranza di trovare quel pulsante nascosto sotto la cattiveria che gli rivolge quotidianamente per riuscire a premerlo e far capire a quel tardone che sta sbagliando tutto. Fallisce miseramente ogni volta, comunque.“Iwa-chan.”“Giuro su Dio che se mi stai per chiedere di nuovo di lasciare Matsukawa ti attacco alla parete.”“Iwa-chan! Come potrei mai chiederti una cosa del genere? Io voglio bene a Mattsun e voglio solo la tua felicità,” dice, e per un momento lui stesso è convinto delle sue parole. “... c’è da dire però che sicuramente con me la tua felicità aumenterebbe in maniera esponenz-”Un dolore acuto arriva violento al fianco destro, e sicuramente Tooru non si ritrova attaccato alla parete, ma c’è da dire che non sa se lo avrebbe comunque preferito.“Smetti di ronzarmi attorno e vai dalle tue fan, se hai bisogno di qualcuno che gonfi il tuo ego,” sbotta Iwaizumi, e il dolore di Tooru diventa improvvisamente dolce. Sorride, mentre si tiene il fianco e cerca di mettersi dritto.“Sei geloso, Iwachan?”“Sparisci.”Tooru si ritiene fortunato a non ricevere un altro calcio - si sente anche immensamente triste per questo, perché in fondo a lui va bene ricevere le botte di Iwachan, è un modo come un altro che ha di dimostrargli affetto. Lo guarda mentre si allontana, lo osserva mentre sbatte le mani contro i fianchi e borbotta qualcosa che lui ormai non può più sentire - immagina stia dicendo qualcosa di molto simile a “non vedo l’ora di saltare addosso a Tooru-chan,” ma non potrà mai averne la certezza, per cui…In ogni caso, la sua idea non è così sbagliata. Si sente così vuoto, a non poter essere al posto di Matsukawa, che alla fine decide di andare in palestra anche oggi che non dovrebbe esserci. Sudare fa bene all’anima, si dice.Sicuramente, ci sarà qualcuno a confermare quella sua affermazione.“Dovremmo festeggiare, noi quattro.”La voce di Oikawa attira l’attenzione degli altri tre ragazzi - più o meno, perché Iwaizumi fa comunque finta di non sentirlo. O così crede finché quello non apre bocca.“Festeggiare che non dovrò più avere a che fare con te, finalmente?” “Smetti di fare l’antipatico, Iwachan. Non sei carino.”“Io approvo l’idea,” esclama Hanamaki, cercando con lo sguardo l’appoggio di Matsukawa. “In fondo, il diploma è un traguardo, sarebbe bello se festeggiassimo assieme.”“Vedi? Qualcuno che mi dà retta.”“E che idea avevi, Oikawa-san?”Tooru si ferma, guarda tutti, soffermandosi qualche secondo di troppo sulla mano di Matsukawa attorno alla spalla di Iwaizumi. Sorride, battendo le mani come se fosse un bambino entusiasta davanti al suo giocattolo nuovo. “Il weekend dopo la cerimonia di diploma i miei genitori partono per un viaggio di lavoro. Festeggiamo a casa mia. Possiamo fare un po’ di karaoke, mangiare una pizza…”“Che idea del cavolo-”“A me piace.”“Anche a me.”
Tooru sorride, guardando Hajime che invece non lo degna di uno sguardo. Lui allunga la mano, accarezzandogli il dorso della mano. “Non preoccuparti, Iwa-chan. Ci divertiremo.”
E ci crede davvero, a quelle parole.
In verità, Tooru non pensava che avrebbe avuto tutta quella fortuna sfacciata. Lui sarebbe stato già felice con il karaoke e la pizza, ma quando ha notato tre bottiglie tra liquore al cioccolato e vodka nella dispensa ha sentito il suo cervello accendersi e l’entusiasmo diventare quasi incontenibile.“Alcool.”“Non cominciare con la solfa del siamo minorenni, Iwachan. Almeno per oggi riesci a non essere noioso e divertirti un po’? Prendi esempio da Makki.”Iwaizumi alza un sopracciglio, mentre guarda la scena davanti a sé: Hanamaki ha il microfono da una parte e la vodka dall’altra, troppo preso a cantare qualcosa che fa sinceramente fatica a capire. Perché si sia fatto trascinare lì non lo sa, forse è solo colpa di Matsukawa che ha trovato l’idea geniale.A lui nemmeno piace davvero, Matsukawa.“Non voglio prendere esempio da uno che va giù dopo mezzo bicchiere di vodka.”
Tooru ridacchia, mentre gli passa un bicchiere. “Fammi vedere cosa sai fare tu, allora, Iwachan.”
Non sa se sia colpa dell’idiozia che dilaga, ma Hajime non ci pensa due volte a prendere in mano quel bicchiere di plastica e a stringerlo come se volesse romperlo, più che portarlo alle labbra. Manda giù la vodka di getto, lui che non ne ha mai bevuto, lui che fino a quel momento non aveva idea potesse bruciare così tanto in fondo alla gola. Si trattiene dal tossire, cercando di mandare giù quanta saliva possibile, e gli viene d’istinto tirar fuori la lingua e lasciare il suo viso a contrarsi in un’espressione che definire disgustata sarebbe eufemistico. “Allora? Ti piace?”“Non ho mai bevuto niente di più disgustoso,” “Non ci credo, lo sciroppo per la tosse fa mille volte più schifo,” ride in risposta, prendendo il braccio di Hajime e obbligandolo a prendere posto davanti al tavolo. “Sono sicuro che entro la fine della serata ci avrai fatto l’abitudine.”Hajime non sa se quella sia una rassicurazione o una minaccia. Suona comunque terrificante.
La scena vista dall’esterno ha un non so che di esilarante. Hanamaki sembra essere stato colto da un attacco di ridarola che probabilmente lo ucciderà nelle prossime ore. Matsukawa non sembra essere triste della cosa: il più delle volte se la ride con lui, se non addirittura di più. A salvarlo da una morte certa per asfissia è la pausa continua che prende per mandare giù un sorso di vodka - il fatto che probabilmente gli provocherà danni ingenti al fegato beh, quella è ben altra storia. Oikawa, dei quattro, sembra quello con più resistenza - nessuno dentro quella stanza sa che ha passato metà della sua adolescenza a rubare alcool dalla dispensa personale di suo padre puramente per noia. E ne è estremamente felice, della sua resistenza, perché altrimenti sarebbe impossibile godere di quel momento in cui Iwaizumi ha la testa poggiata sulla sua spalla e non sembra esserne cosciente - o per lo meno infastidito, visto che non si è ancora lamentato.“Iwachan?” lo chiama, e quello risponde con un verso che sembra il grugnito di una bestia ferita, più che il verso di un essere umano. Tooru gli scosta quei pochi capelli corti che si ritrova sulla fronte e gliela bacia, sentendola appena umida. “Hai esagerato con la vodka, eh?”“Non ho esagerato proprio con nulla,” bofonchia, e in fondo al tavolo Mattsun ride, e Makki lo segue. Iwaizumi è certo che nemmeno sappia perché stia ridendo , lo fa unicamente per riflesso condizionato. Una persona con una faccia così stupidamente persa nell’altro non può sapere cosa sta facendo.“Se lo dici tu ci credo, Iwachan.” “Smetti di darmi fastidio.”“Sì, smetti di dargli fastidio, Oikawa,” sbotta Matsukawa, alzando un braccio. Che l’altro stringa istintivamente il corpo di Hanamaki a sé non è rilevante. “Stai ronzando intorno al mio ragazzo un po’ troppo spesso, ultimamente.”“Beh, mi pare ovvio,” ed è inquietante come, apparentemente, Tooru appaia davvero sobrio (per lo meno, rispetto agli altri), “non è un segreto che a me piaccia Iwachan. O forse non ve ne siete mai accorti?”“Io non ti piaccio, a te piacciono quelle stronze del tuo club di merda.”“Iwachan! Non essere volgare, e non dire bugie, non ti si addice.”“Che accidenti è questa storia? Io pensavo che tu e Hanamaki-”“Makki non mi ama,” sospira teatrale Tooru, “ma è innegabile che al mio fascino non si possa resistere. Makki aveva bisogno di qualcuno, e io sono sempre pesente per gli amici.”“Vai col primo che te lo chiede,” sbotta Hajime, e Tooru in risposta gli pizzica la spalla.“Iwachan, Makki non me lo ha chiesto, mi sono offerto io.”“Non migliora-” si ferma, Hajime, come se per un momento avesse perso le parole. “Non migliora la tua situazione.”“Io non sto capendo più nulla,” e Matsukawa abbassa la testa su un Hanamaki che è rosso in viso e non capisce se sia colpa dell’alcool o dell’imbarazzo, ma in un barlume di lucidità ha l’impressione che saperlo o meno non avrebbe poi chissà quale rilevanza. Makki guarda in basso, cerca l’appoggio di Tooru, e poi prende fiato e stringe le mani sulla camicia di Matsukawa, strizzando gli occhi come se stesse soffrendo chissà quale dolore.“A me piaci tu, mi piaci tu!” e mentre la sua voce è troppo alta per tutti, Iwaizumi grugnisce di nuovo, e Tooru applaude deliziato. Matsukawa, d’altra parte, sembra abbia appena visto qualcosa di sovrannaturale e di dubbia natura. “Sei serio.”“Certo che è serio, non vedi che sta per piangere?”“Sei serio!”“Oddio, ma siete tutti andati fuori di testa per due bicchierini di vodka?” Oikawa abbassa lo sguardo verso Hajime, che al momento sembra perso nel nulla. Guarda Matsukawa e Hanamaki come se fossero due alieni, mentre balbetta a mezza voce “che cazzo sta succedendo” senza un minimo di inflessione. Sta per chiedergli se stia bene, Tooru, quando all’improvviso vede la sua mascella bloccarsi, e la sua voce morire in un sibilo. Si volta per vedere cosa stia succedendo e - oh beh, non che non se l’aspettasse.Quasi si emoziona, davanti a un tale gesto: Makki stringe il collo della camicia di Matsukawa come se avesse paura di vederlo allontanarsi da un momento all’altro, mentre preme contro le sue labbra, cerca di aggrapparsi coi denti. Matsukawa ci impiega un po’ a capire cosa stia succedendo, ma quando il messaggio arriva il cervello le sue labbra si incurvano in un sorriso, prima di dischiudersi. Gli viene spontaneo emettere un verso deliziato, ma non dura a lungo: qualcosa sta tirando il collo della sua maglia, e prima che si renda conto di cosa stia davvero accadendo, la bocca di Iwaizumi cozza sulla sua e sporca le sue labbra della vodka che ha mandato giù poco prima. Un sogno che si avvera? Forse anche lui è un tantino ubriaco. Eppure, la lingua di Iwaizumi preme per entrare e lui è terribilmente sicuro che quella sia la realtà. Tooru non può perdere l’occasione della sua vita; in fondo, è stato Hajime a dare il via al tutto, e chi è lui per tirarsi indietro? Lascia fare a Hajime quello che vuole, lo lascia libero di aggrapparsi ai suoi vestiti e spingere contro il suo corpo. L’unica libertà che si prende è di dischiudere le labbra e di invitare l’altro ad entrare. Per un momento che dura decisamente troppo, nessuno dei quattro pensa a quello che sta effettivamente accadendo - nessuno di loro pensa e basta, semplicemente. Hajime spinge contro il corpo di Oikawa mosso dall’istinto, finché la schiena dell’ormai ex capitano della Seijou non cozza contro quella di Matsukawa. In un’altra situazione Tooru avrebbe sicuramente detto qualcosa per dare fastidio a Mattsun, ma ora come ora è certo che, qualunque cosa fuoriuscisse dalle sue labbra, non farebbe nessun effetto. Per cui, a ben pensare, gli conviene sfruttare la sua situazione e lasciarsi cadere a peso morto sulla schiena di Issei, così che alzare le braccia per avvolgerle al collo di Iwaizumi non sia un’azione troppo scomoda. “Iwachan,” sussurra sulle sue labbra, separandosi per qualche istante e a malincuore, “la vodka è molto più buona, sulle tue labbra.”“Abbi la decenza di star zitto, almeno,” e Tooru fa in tempo a vederlo, il rossore sulle guance dell’altro farsi più intenso, prima che l’altro riprenda a baciarlo con più sicurezza. C’è una confusione di mani, di pelle che sfrega contro altra pelle, di vestiti che, nemmeno troppo all’improvviso, dai loro corpi scivolano senza speranza sul pavimento. Ci sono momenti in cui Hanamaki bacia Matsukawa, e altri in cui invece le labbra che morde sono quelle di Tooru; ci sono momenti in cui Iwaizumi stringe la spalla di Mattsu, ma la sua gamba è tra le cosce di Oikawa, i suoi occhi sulla bocca di Tooru che viene baciata da un’altra che non è la sua. Hajime sente il sangue ribollire all’altezza dello stomaco, e il desiderio pulsare nelle vene con una forza che non ha mai sentito prima di quel momento. Mattsun lo guarda, avvolge una mano attorno al suo collo e lo attrae a sé per baciarlo, mentre la sua mano scivola tra le gambe di Hanamaki e accarezza, risale lenta, segna un percorso che non si sarebbe mai aspettato di tracciare fino a quel momento.“Ragazzi,” e la voce di Tooru li interrompe, “non sarebbe meglio andare sul letto? Non è il massimo della comodità, qui.”Nessuno di loro si oppone.
È naturale, spontaneo, il modo in cui i loro corpi si incastrano sopra il letto: Hajime, con le gambe aperte, lascia a Oikawa lo spazio per sdraiarsi sopra di lui, Tooru che gli offre costantemente il collo come in sacrificio. Sopra il capitano, Hanamaki si stringe alle sue spalle e sospira costantemente, quando sente Mattsun ondeggiare contro di lui alle sue spalle. È così un continuo muoversi si mani che ci sono attimi in cui nessuno capisce chi sta toccando chi, ma non ha poi davvero tutta quella importanza. Sopra le loro teste si accumulano sospiri su sospiri, ansiti sollecitati da un bacio troppo profondo, da una carezza delicata sopra il petto. Hanamaki è rosso dalla punta dei capelli e fino alle spalle, forse ancora troppo intontito dall’alcool, forse intontito dall’intensità delle sensazioni che sta provando. Oikawa lo guarda, mentre la mano di Mattsun scivola lungo la linea degli addominali. Lo guarda e gli prende il viso tra le mani, sorridendogli prima di prendere tra i denti il suo labbro inferiore e succhiarlo leggermente. Makki sospira contro la sua bocca, e quando Tooru sente il braccio di Hajime stringersi con più forza attorno alla sua vita ridacchia, schioccando un bacio sulle labbra dell’altro prima di separarsene. “Non essere geloso, Iwachan. Bisogna condividere,” bisbiglia con voce bassa, senza voltarsi, limitandosi ad accarezzare l’avambraccio. Lo sente sbuffare contro la sua schiena, ma poi a quello si sostituisce subito un bacio, per cui non può davvero lamentarsi. Si prende qualche istante per sospirare, Tooru, per chiudere gli occhi e lasciarsi andare a quel tocco appena ruvido contro la sua pelle - le labbra di Hajime sono sempre state così rovinate, non c’è un giorno nella sua vita in cui ricordi una bocca perfetta (e sinceramente, non ne ha mai sentito la mancanza). Quando riapre gli occhi, le nocche di Matsukawa lo sfiorano appena, mentre la sua mano scivola tra il suo corpo e quello di Hanamaki. Le sue dita si stringono attorno alla sua erezione, scivolano appena umide per tutta la sua lunghezza strappando un sospiro a Makki, e un sorriso a lui.“Mattsu,” sussurra Tooru, come se il suo intento fosse di non spezzare quell’equilibrio precario che si è venuto a creare tra i quattro. “Fai così, gli piace un sacco,” continua, e si solleva appena per lasciar scivolare una mano tra le gambe di Hanamaki, e l’altra sopra quella di Mattsun. È un sospiro caldo, alto, quello che si scioglie nella gola di Takahiro, che gli fa stringere le gambe e aggrapparsi a Issei, che fa tremare l’erezione di Iwaizumi contro la schiena di Oikawa. Quello strizza l’occhio a Mattsun, ammicca ad entrambi e sposta le mani sulle spalle di Makki per farsi cadere tra le mani di Hajime. Abbandona la testa contro la sua spalla, lasciando a Iwaizumi campo libero. È solo questione di minuti, prima che la stanza si riempia del rumore umido dei baci, prima che gli ultimi stralci di remora si dissipino nel calore dei loro corpi a contatto. È tutto un mordere di labbra, un accarezzare corpi mai visti così nudi, posti che nessuno di loro avrebbe mai pensato di poter toccare negli altri. Nessuno di loro ha idea di dove andrà a finire questo macello, ma di sicuro non se ne preoccupa, almeno al momento.
“Non posso crederci.”“A cosa?”Tooru si sdraia sulla schiena di Hajime, riempiendo il suo collo di baci mentre l’altro non si muove di un passo, i gomiti poggiati alla ringhiera del balcone e lo sguardo perso nell’orizzonte bagnato di colori caldi. Oikawa guarda le orecchie dell’altro tingersi di rosso e sorride, baciando la conchiglia.“A quello che è successo,” dice secco. Tooru ride e gli cinge le braccia attorno alla vita, poggia il mento sulla sua spalla. “Iwachan, mi lusinghi. Non pensavo che l’idea di fare l’amore con me ti scuotesse fino a questo punto. Se solo lo avessi saputo prima…”“Taci, idiota. Non è quello-” risponde, ma si ferma un momento, come a pensarci, e poi lascia andare tutta l’aria che ha nei polmoni. “Non solo, almeno.”“E cosa?”“”Non si può stare insieme in quattro!” e mentre sbotta si volta appena per guardare Tooru, ma appena incrocia il suo sguardo si volta di nuovo e sembra quasi trattenere l’aria.“Iwachan, non esiste non si può. Sei tu che ti poni un limite, e non dovresti. Lascia andare la barca, se poi ci sarà bisogno di pensarci, ci penseremo.”Mentre parla, Oikawa si volta verso la porta semi-aperta della camera da letto e osserva come Matsukawa e Hanamki siano attorcigliati uno addosso all’altro, ancora addormentati. Iwaizumi risponde con un verso che Tooru non sa capire se sia di approvazione o meno, ma non importa. Nessuno di loro ha idea di dove andrà a finire questo macello, ma di sicuro non se ne preoccupa, almeno al momento.