CUSCO
"La storia dell’origine della città di Cuzco e del popolo inca è mitica e affonda le sue radici nelle cosmogonie di quel popolo: secondo la tradizione, il capo inca Manco Capac e sua sorella e sposa Mama Ocllo, per ordine della divinità solare Inti, partirono dal lago Titicaca, alla ricerca di un luogo prescelto dove il cuneo d’oro che portavano con loro, sarebbe affondato nella terra senza sforzo. Viaggiando verso nord raggiunsero la valle di Cuzco, qui il cuneo sprofondò e scomparve per sempre inghiottito dalla Pachamama, la madre terra. Questo è il mitologico inizio della civiltà inca e della sua maestosa capitale, “l’ombelico” (di fatto in lingua quechua Cuzco signfica ombelico) del grandioso impero".
Ai giorni nostri la città risulta essere un autentico covo di gringos e turisti a caccia della foto più pittoresca e del bar più di moda. Non per niente da sempre Cusco è la patria dei cosiddetti BRICHEROS o cacciatori di gringas, pronti a conquistare qualsiasi persona pur di guadagnarsi la possibilità di un viaggio all'estero.
I resti del grande impero inca giacciono schiacciati sotto il peso delle chiese e dei palazzi costruiti durante la colonia (meglio detto il saccheggio). Le enormi pietre con cui era edificata praticamente l'intera città restano oggi solo nella parte bassa di edifici in adobe e legno dell'epoca coloniale.
Nonostante la nostra grande smania di conoscere finalmente la grande Cusco, restiamo amaramente delusi nello scoprire di essere arrivati in un centro turistico carissimo (l'accesso alle rovine è più caro dell'entrata al Louvre), ben "ripulito" ma senza anima, inospitale e elitario.
Le strade e i meravigliosi portici sono solo per i turisti (ricchi), mentre la gente comune adesca clienti fuori dai ristoranti, si traveste da guerriero inca per farsi scattare una foto o vende massaggi erotici a buon prezzo. Una stupida ordinanza comunale, e delle ancor più stupide e arroganti guardie municipali ci rendono praticamente impossibile il nostro innocuo mestiere di portare il teatro in strada.
Tutto qui rispecchia il modello europeo, ci sembra di essere a Roma; Cusco, l'omelico del mondo, culla di una civiltà di cui ora restano solo alcune pietre stanche, simulacro di una cultura che un tempo fu, un tempo meno lontano fu annichilata e che oggi agonizza cercando di sopravvivere in un contesto sociale e culturale sterile e fine a se stesso.
Se, detto questo, non riuscite a trovare attinenza tra le foto e il testo, se avvertite una certa frattura, vuol dire che vi state sentendo un po' come noi durante la nostra visita a Cusco.
TUTTE LE FOTO DI CUSCO
"La historia del origen de la ciudad del Cuzco y de los incas es mitica y posa sus raices en las cosmogonias de aquel pueblo: segun la tradicion, el jefe inca Manco Capac y su hermana y esposa Mama Ocllo, por orden de la deidad solar Inti, salieron del lago Titicaca en busqueda de un lugar escogido donde el calce de oro que llevaban con sigo pudiese entrar en la tierra sin esfuerzo. Viajando hacia el norte llegaron a la valle del Cuzco, aquì el calce se hundiò y desapareciò para siempre, tragado por la Pachamama, la madre tierra. Ese es el mitologico inizio de la civilizacion inca y de su majestuosa capital, el "ombligo" (de hecho en quechua Cuzco significa ombligo) del grandioso imperio". Hoy en dia la ciudad resulta ser un cubil de gringos cazando la foto mas pintoresca o el bar mas a la moda. No es para nada que desde siempre el Cusco es la patria de los BRICHEROS o cazadores de gringas, dispuestos a conquistar cualquier persona para ganarse la posibilidad de un viaje al exterior. Los restos del grande imperio inca yacen aplastados bajo el peso de las iglesias y los edificios edificados durante la colonia (mejor dicho el saqueo). Las enormes piedras con las cuales estaba construida praticamente toda la ciudad quedan hoy solo en la parte baja de edificios en adobe y madera en estilo colonial. A pesar de nuestra grande ansiedad de conocer for fin al grande Cusco, quedamos amargados y sorprendidos en descubrir haber llegado en un centro turistico muy caro (la entrada a los sitios archelogicos es mas cara que la del Louvre de Paris), bien "limpio" y sin alma, inhospitalario y elitista. Las calles y los lindos porticos solo existen para los turistas (ricos), mientras que la gente comun embauca clientes fuera de los restaurantes, se viste de inca para hacerse sacar fotos o vende masajes eroticos a poco precio. Una estupida ordenanza municipal, y unas todavia mas estupidas y arrogantes guardias municipales nos hacen casi imposible nuestro inocuo oficio de llevar el teatro el la calle. Todo acà refleja el modelo europeo, nos parece estar en Roma; Cusco, el omligo del mundo, cuna de una civilizacion de la cual hoy solo quedan piedras cansadas, efigie de una cultura que un tiempo fue, otro tiempo mas cercano fue aniquilada y que hoy agoniza tratando sobrevivir en un contexto social y cultural esteril y ensimismado. Si, dicho esto, no pueden encontrar referencia entre las fotos y el texto, si advierten una cierta fractura, significa que se estan sintiendo mas o menos como nosotros al visitar el Cusco.
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