un po’ fuori posto, tutto qui
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KIROKAZE

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occasionally subtle

if i look back, i am lost

seen from United States
seen from Greece
seen from Germany
seen from Japan
seen from Malaysia
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seen from United Arab Emirates
seen from Kenya
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seen from United Kingdom
seen from United States
@necrozona
un po’ fuori posto, tutto qui
learn to be done. not mad, not bothered, just done. protect your peace at all costs
There is supposed to be a place where no one can reach you. Traditionally, the home, but now we settle for the ocean, the airplane, the summit of a mountain, the middle of a lake, the shower, the womb, the grave
communication is good, but understanding is everything.
the right people hear you differently.
triste, arrabbiata, delusa e sfinita,
me ne andai
Portami ancora per mano, papà.
come fanno, quelli che non sono incrinati? gli imperturbabili di cosa sono fatti?
sei diversa, nuova, non piangi più.
e i ricordi non ti fanno più male, anche se li pensi forte.
Il tempo è galantuomo
e a me
deve più di un favore.
C’è dolore.
Anche quando le cose funzionano, anche quando pensi di esser guarito.
we need to go deeper
being loved on your worst days is the best love of all
Se non creo problemi, potrei chiederti come si chiama il libro di cui hai postato la foto nei post precedenti?? Grazie mille e scusami il disturbo
Babini, Liberi tutti. Manicomi e psichiatri in Italia: una storia del Novecento, 2009
Preciso che non è un romanzo e, se ti interessa la tematica, un altro titolo che può interessarti può essere: Basaglia, L’istituzione negata. Rapporto di un ospedale psichiatrico, 1968.
sto ancora guarendo dalle cose di cui non parlo.
una dei primi pazienti affetti da dissociazione multipla sottoposta ad una vera e propria diagnosi per un lasso di tempo di due anni:
elena f. parla e si rivolge al dottore con un fluente francese seppur lo abbia studiato approssimativamente durante la sua adolescenza, e quando le viene fatto notare risponde in italiano con “non mi dica sciocchezze, io non ho mai saputo quella lingua!”, sostiene di sentire uno psichiatra “su in soffitta” che le rivolge terribili accuse, vede un “pupazzo” che le risponde solo di “sí” e di “no” con la testa ed altre due figure indefinite che le rivolgono all’orecchio destro insulti spregevoli. accusa rigidità alla gamba destra e al braccio sinistro, cammina zoppicando, parla di musica e poesia recitando interi versi e/o brani a memoria seppur sostiene di non averli mai studiati. in seguito affermerà più volte di sentire altre voci, che provengono sempre dall’alto, che le dicono cosa fare, cosa dire, come rispondere, il motivo del suo autoricovero è la convinta affermazione che il padre sia morto suicida dopo esser venuto a conoscenza della malattia mentale della figlia (il padre, si scoprirà attraverso successivi dialoghi e diagnosi, era ancora in vita). la diagnosi completa avverrà dopo due anni di terapia quando riemerge, dal passato tramortito di elena, la figura del padre con cui ha sempre avuto dei dissapori e che in un evento specifico ha provato a baciarla: erano sdraiati sul letto, lui alla destra di lei, e quando con la forza schiacciò elena, lei per difendersi lo bloccò con la gamba destra mentre lui le afferró il braccio sinistro. la paziente ricorda con disgusto e disprezzo, ma nei minimi particolari, la sensazione delle labbra del padre sulla sua bocca: da qui l’uso della lingua francese seppur mai studiata, la quale rispetto all’italiano non richiede una apertura fonico-sillabica così evidente, anzi, tende a “tener nascosta la bocca” di più rispetto alla lingua italiana.
elena morì pochi anni dopo, si pensa di morte suicida, ma non venne mai accertato del tutto.
me: i’m sad
therapist: here are pills that make it impossibile to cum or lose weight
me: perfetc