Io mi chiamo Naike.
Qualche anno fa, per le strade del mio paese, ho conosciuto una persona. Abbiamo quasi la stessa età anche se apparteniamo a due anni diversi. L'ho conosciuto per caso in un gruppo di amici. Mi sono accorta subito che in lui c'era qualcosa di diverso, non sapevo se in senso positivo o negativo ma è diventato presto un obbiettivo scoprirlo. La prima cosa che mi era saltata all'occhio erano stati dei piccoli segnetti bianchi che gli costellavano le braccia. Avevo un po' di timore a chiedere, sopratutto perché non c'era ancora tanta confidenza. Forse, quella rivelazione, quella sera, ha cambiato il corso della nostra amicizia. Dall'essere nulla l'uno per l'altro siamo diventati quasi come ossigeno.
Non passava giorno in cui non ci vedessimo. Il nostro era un rapporto strano, ma veramente speciale. Mi sono legata a lui in poco tempo ed anche questo era strano per me. Avere un amico era strano, non ero abituata neanche a quello. Piano piano, nonostante tutte le difficoltà abbiamo provato a darci il meglio l'uno per l'altro.
Mi ricordo una volta, era inverno, ed io erano due settimane che ero ricoverata in ospedale, un ospedale lontano duecento chilometri. Un abisso per noi. Non sapevo quando sarei uscita e non sapevo neanche in che condizioni ne sarei uscita.
Una sera era venuta una dottoressa a dirmi di preparare tutte le cose perché il giorno dopo finalmente me ne sarei andata. Non gli ho detto nulla. Sprizzavo gioia da tutti i pori. Il giorno dopo non passavano più i minuti. Con una piccola scusa l'ho fatto andare qui dove sono adesso e a sua insaputa mi sono presentata davanti ai suoi occhi. La sua espressione non la dimenticherò mai e con gli occhi e il cuore pieno di felicità mi ha dato l'abbraccio più sincero e profondo del mondo.
Con questo voglio dire che, dopo tutto quello che è successo, lui ha saputo vedere ciò che c'era in me. Credo che non riuscirò più a trovare un amicizia come quella che avevo con lui. Ma si sa, il tempo passa e le cose cambiano

















