A scuola di magia
Non è facile parlare di magia,
Una volta avevo un mazzo
Di carte truccate, ero bravo sai?
E parlavo tanto, era quello il trucco.
Ci sono le carte, c'è la mano del mago
E gli occhi del pubblico, ecco, gli
Occhi non devono mai guardare
La mano, facile dici? Stupore.
Le colombe dal cappello?
Oh, non lo so, questo dovresti
Chiederlo alle colombe.
Poi c'è una notte di primavera,
Anche se era ottobre,
C'è un giardino segreto,
Un trucco che non avevo mai visto,
L'attesa e lo stupore di un bacio,
Quel piccolo brivido di paura,
Riuscirà quella mano vecchia
E stanca a far riapparire la
Regina di cuori?
Anche questa sai, è magia,
Quella vera.
Vieni con me nel bosco,
Non avere paura del buio
Perché farò apparire mille
E mille luci nella notte,
Si, lo so, si chiamano stelle,
Ma tu non guardare la mano,
Ascolta la voce, quelle sono fate
E sono io a chiamarle qui
E sono qui, solo per te.
Magia.
SM













