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Il grande ritorno
Tanto amore sprecato.
Forse ora mi sento più leggera
SorPrendimi.
Te ne sei andato. Anzi no, non sei mai stato. Non mi hai mai tenuta. Non mi hai mai voluta veramente. Ciò che volevi erano i viaggi i letti sfatti le cene migliori le risate forse. Non i miei sorrisi infondo. E scusami se mi permetto di dirti, neppure i tuoi sorrisi. I sorrisi che sgorgano dal cuore, quelli reali, quelli che hanno radici nel nulla eppure fioriscono giacchè potente è la luce solo dopo l'ombra. Ma tu non potrai sapere quanto potente sia. Quei sorrisi enormi nati dalla sola presenza di una persona. Che ti tenga. Che ti stringa. Che del mondo nulla se ne importi giacchè la vita, la vita, è solamente tra quelle braccia. Persino la vita perduta lì si riassaporerebbe. Lì si ricucirebbe. Sboccerebbe. Risorgerebbe. Per poi portarsi fuori, poi, ricostruiti e raccoltisi l'uno con le braccia dell'altro. Instancabili e pronte. Non hai avuto tempo di costruire in me la fiducia. Non hai voluto sprecare il tuo tempo per stare insieme e insieme prenderci e costruirci e splendere. Non c'è stato tempo nè tempo hai creato, Tu, affannato nella rincorsa di una vita che non posso che ritenere fittizia e poco concludente. Corri. Verso un orizzonte felice. Verso un tramonto risonante di chitarre, vivo. Questa è la vita che desideri, così tanto da non attenderla, da non attendere di viverla con me. Questa è la vita che aneli e cerchi d'afferrare e che disvalora e rende inetto e sciocco tutto il resto. Un resto inopportuno. Quel resto dove sono anch'io: fatto di affetti lenti, di attenzioni dettagliate, di presenza pur se sfiancante, di lenzuola ancora non completamente sfatte ma da disfare sempre più, di poesie, di baci rubati insieme ad attimi rubati a notti insonni a lettere lunghe, canzoni stonate, melodie commoventi, suoni che oscillano come gli alti e bassi d'una vita non leggera, non limpida, ma strabordante di voglia e straboccante d'affetto puro. Un attesa comunque riempita: da sogni, da impossibili da realizzare, da variopinte elucubrazioni per averci più vicini, da viaggi ancora brevi ma colorati di albe nuove. Sempre nuove e sempre potenzialmente piene di nuovi giorni, di nuove notti. Di nuove vicinanze. Di incastri, tra di noi. Chè avrei volato più di te. Chè avrei avuto battiti di cuore e d'ali forti, forti da disincatenarmi e così scatenarci. Io, quella vita troppo romantica e perduta. Io: quel resto da scartare.
Vuoti.
"Ti volevo scrivere, ma non l’ho fatto, ti volevo dire che si puo’ tornare indietro, ma se non torni vuol dire che non vuoi, ti volevo dire che si può sperimentare, che possiamo avere un’occasione, ti volevo dire che le cose possono cambiare, che basta volerlo, si può ricominciare. Ti volevo dire che qui c’hai sempre due braccia che t’aspettano, che non faccio niente, non mi faccio sentire, ho accettato silenziosamente le tue scelte, non ho smosso il mondo non l’ho fatto. E non chiedermi perché, non te lo saprei dire. Ti volevo dire che anche se non ti cerco, se non ti scrivo, se non ti chiamo, ti penso. Ti volevo dire che a volte mi viene da prendere quel telefono e scriverti, e perdonami se non ho il coraggio di farlo. Ti volevo dire che a volte vorrei lottare, ma non so se ci sia qualcosa per cui lottare. Ti vorrei convincere che ne vale la pena, che potresti buttare tutto all’aria, ricominciare, e potresti non pentirtene."
Scrivere a qualcuno è l'unico modo di aspettarlo senza farsi male.
La mia pelle è carta bianca per il tuo racconto, scrivi tu la fine, io sono pronto.
«Ecco – pensò – quei due, così come sono, sono reciprocamente necessari. E pensò: ecco, questo modo d’essere è l’amore. E poi: l’umano arriva dove arriva l’amore; non ha confini se non quelli che gli diamo.» – Italo Calvino. (Ritratto, Amedeo Modigliani).
Happy birthday
[...] Io ho un attrazione congenita per chi non sa apprezzarsi e tu non sai apprezzarti come dovresti perché sei molto più bella e speciale di quanto credi. Non provo più a stare dietro ai tuoi folli sbalzi di umore ma mi preoccupo tanto per te quando hai i tuoi momenti un po così. Io so di essere totalmente incapace di dirti bene quello che vorrei ed è un caso strano perché ho sempre le parole, di solito. Ma con te non le trovo perché renderebbero tutto banale e non è tanto banale. Spero che il tuo compleanno sia una giornata priva delle ombre che spesso hai e che anche se sono una parte di te spesso ti fanno del male perché in definitiva sei bella e speciale quando sei aperta e felice con gli altri. Il mio è un pallido, goffo tentativo di augurarti tutta la felicità possibile. Meriteresti di essere trattata ogni giorno come se fosse il tuo compleanno. Augurissimi. Ti voglio parecchio, parecchio bene.
Quando mi guardi cosa vedi?
Vorrei che a qualcuno facesse male, facesse male vedermi così. Soffrire senza parlare. Buttarmi via. Bere per dimenticare, che grande stronzata. Farmi del male per non riceverne altro in cambio. Andare avanti strisciando.
Vorrei che qualcuno se ne accorgesse. E che mi portasse via, senza chiedermi niente, senza tante parole, senza spiegazioni, solo via, al mare, d'inverno, o con il sole, che picchia forte, e accende in me l'ultima, sola fiamma di vita.
Vorrei che qualcuno si accorgesse del mio desiderio di andare via, lontano.
Vorrei che qualcuno mi proteggesse da tutto il male, mi salvasse da tutto il vuoto.
Sono stanca di persone che non scelgono, di uomini senza coraggio e donne piatte, segnate da un'esistenza infelice.
Sono stanca di essere trasparente, di essere inutile, presenza assente, voglia ardente mai ascoltata, vita vera sprecata.
this gets me so hard
apparently this was johnny and winona meeting for the first time since they broke up or something
افتح فمك فقط إن كان ما ستقوله أجمل من الصمت {Parla solo se quello che stai per dire è più bello del silenzio}
(via megliosolichemalamati)
La prima cosa che la lettura insegna è come stare da soli.
Jonathan Franzen (via letaschepienedicose)
la seconda cosa che la lettura insegna è che “Soli” è un punto di partenza. La tazza ama sentirsi vuota perché ama l’idea di potersi riempire, quando vuole, di ciò che vuole.
(via rollotommasi)
Santo cielo, la persona sopr di me mi ha fatto venire i brividi…
(via hopeinfate)
La terza è che non sarai mai veramente solo se avrai una storia in cui perderti
(via 960kilometers)
La quarta é che quando tutti se ne vanno, tu puoi ancora rifugiarti in loro e vivere le vite che non vivrai mai, perché è quello che ti resta.
(via attraversoilcielo)
La quinta è che anche se il libro, purtroppo, finisce, può sempre riniziare.
(via lameravigliadelmare)
La sesta è che puoi rivivere a tuo piacimento e sempre quello che ti piace e saltare il resto
La settima è che quando vuoi puoi chiudere il libro ed iniziare a vivere davvero.
(via maybe-love-is-not-enought)
L’ottava è che siamo tutti libri da leggere, alcuni più interessanti, altri meno, alcuni più tristi, altri più felici
(via cielidisettembre)
La nona è che voi che state leggendo siete tutti libri che varrebbe la pena leggere.
(via 12settembre)
La decima è che anche se la copertina magari non ti piace, poi quello che leggi dentro è comunque fantastico.
(via vorrei-essere-salvata)
L’undicesima è che nulla è mai come sembra e che ognuno può essere lo scrittore, o meglio, l’autore, della propria vita. Una storia che non sarà mai noiosa.
(via downhilldeep)
La dodicesima, leggere salva.
(via esetidicessitiamo)
La tredicesima è che non a tutti piace lo stesso libro e che ce ne sarà sempre uno che ti piace più di un altro. Devi trovare il tuo, quello che ti resterà dentro per sempre. E solo continuando a leggere, continuando a cercare senza aspettative, troverai quello giusto. (via toccamilemaniamore)
La quattordicesima che ogni libro che scegli con attenzione diventa quasi sempre uno dei tuoi preferiti!
(via dearbeckyj)
Commento solo per fare il badboy e interrompere la catena. Ciao.
(via assenzadiemozioni)
Dio ragazzi siete l’amore. Vale la pena leggere solo per i commenti, seriamente.
(via occhiluccicantiemanifredde)
Io continuo. La quindicesima è che grazie ai libri, impari a vivere.
(via invernodentroleossa)
La sedicesima è che grazie ai libri puoi immaginare una seconda vita.
(via adorava-la-neve-sulla-pelle)
La diciassettesima, che le pagine di alcuni libri sono utili come carta igienica. Solo per culetti delicati.
(via withoutwhere)
penso non ci sia frase più bella.
Dio
Chiudo il mondo fuori. Nessuno sa più nulla di me. Ma se quello che voglio è solo esser scoperta, come si fa a scappare da tutto e tutti senza crollare?
Non mi succede niente di che. Sono solo un po’ stanco e stanco di parlare male di me. Di dire come sto, e di sapere cosa ne penso e cosa non ne penso.
Vasco Brondi. (via toanywhere)
Dio.
(via allweareisafallingstar)