Klosterstrasse
Modello stazione: tunnel a 2 binari paralleli Mezzi di sussistenza: distributori automatici Possibilità di sopravvivenza: ALTA (i delinquenti non sanno nemmeno che questa stazione esiste: che volete che vi capiti???) Siate sinceri: avevate mai sentito parlare di questa stazione con il suo vero nome? Di solito è indicata come “quella prima/dopo Alex”. Ma povera Klosterstrasse, che ha fatto per meritarsi questo oblio? La risposta giusta sarebbe invece “cosa ha fatto per NON meritarselo”: qualche bella foto non è in grado di salvarla...
Facciamo così: ve la descrivo io, così vi evitate anche la fatica di visitarla. Intanto un piccolo avvertimento per i viaggiatori più ipocondriaci: non siete diventati improvvisamente daltonici e le altre persone non soffrono tutte di itterizia; le luci sono davvero così gialle. Possiamo solo sperare che almeno si tratti di lampade abbronzanti. Quando l’architetto Grenander (sempre sia lodato) dette inizio alla costruzione di questa stazione evidentemente sprecò tutte le piastrelle colorate che aveva a disposizione per decorare il mezzanino; resosi conto di aver esagerato con il buonumore e l’allegrezza decise di lasciare il livello della banchina immerso in un grigiore angosciante. Il gioioso mezzanino offre anche delle suggestioni che richiamano alla mente “Alice nel paese delle meraviglie”: misteriose porticine di legno sono sparse ovunque e conducono chissà dove... personalmente, preferisco restare con la mia curiosità. Dalle decorazioni circostanti si capiscono gli evidenti problemi dei piastrellatori con la botanica: quelle che vedete dovrebbero essere palme, non razzi di Capodanno.
Sulle pareti a lato della banchina sono ritratti vari modelli di vecchi autobus e vagoni i quali, uniti all’illuminazione dall’effetto seppiato, contribuiscono a farvi sentire immersi in un dagherrotipo. Se siete venuti in visita a Berlino cercando la modernità, Klosterstrasse ha l’ingrato compito di riportarvi ai bei vecchi tempi in cui tutto si curava con le sanguisughe. Altri particolari inquietanti: un vecchio vagone della metro fa capolino alla fine della banchina, incastrato nelle mura della stazione. Ha i fari sempre accesi e ricorda vagamente il tir assassino del film “Duel”. E’ probabile che tale vagone sia posseduto dal demonio: distraetevi un secondo e lui avanzerà fino a voi schiacciandovi senza pietà. Il personaggio: quale personaggio? Io non ci ho mai visto nessuno (dico davvero)


















