Le braccia protese. I miscoli contratti in cerca di un qualsiasi appiglio. Il volto graffiato dall'aria pungente. Non c'è nulla di saldo. Precipito in questo bararto senza poter afferrare niente, senza poter vedere niente: mi circonda un candore accecante e l'unica cosa che voglio è poter chiudere gli occhi, ma come? Come fare? Ho bisogno di guardare ad occhi spalancati e fissare il lembo di terra sul quale atterrero sfracellandomi. Cosa ne resta di me?














