«Io scriverei poesie d’amore anche sulle parti di te che tu non sopporti». Virginia Woolf
The Bowery Presents
Monterey Bay Aquarium
ojovivo
hello vonnie

Product Placement

Kiana Khansmith
Not today Justin

oozey mess

@theartofmadeline
d e v o n
todays bird

PR's Tumblrdome

bliss lane

Discoholic 🪩
official daine visual archive
The Stonewall Inn
"I'm Dorothy Gale from Kansas"
Stranger Things
No title available

tannertan36
seen from France

seen from Colombia
seen from United States

seen from Russia

seen from United States
seen from United Kingdom

seen from Germany
seen from United Kingdom

seen from Colombia
seen from T1

seen from Netherlands
seen from United States

seen from Lithuania
seen from Italy

seen from Hungary
seen from Türkiye
seen from United Arab Emirates
seen from India
seen from Türkiye

seen from Canada
@passatopresente
«Io scriverei poesie d’amore anche sulle parti di te che tu non sopporti». Virginia Woolf
"Bisogna amarsi " e poi…. Bisogna dirselo, e poi… Bisogna scriverselo, e poi… Bisogna baciarsi sulla bocca, sugli occhi… ovunque…
Victor Hugo (via chicazzomelhafattofare)
Imparò l’arte di potare gli alberi (…) l’amore per questo suo elemento arboreo seppe farlo diventare, com’è di tutti gli amori veri, anche spietato e doloroso, che ferisce e recide per far crescere e dar forma.
Italo Calvino Il Barone Rampante (via dreams-in-my-sky)
La teoria degli scrigni
Immagina che in ogni città, quartiere, condominio, ufficio, se ne stiano stipati, uno accanto all'altro, un certo numero di scrigni. Alcuni sono antichi, le serrature sono ossidate, difficili da aprire. Altri, invece si aprono con facilità. Il punto fondamentale, è non tanto lo stato di conservazione della serratura quanto piuttosto la volontà di aprirla. Perché è solo aprendola che si arriva ad assaporare la sostanza ultima di un essere umano; le sue potenzialità, i doni che avrebbe da elargire, i talenti. La mancanza di curiosità impedisce l'apertura dello scrigno. Siamo così arroganti da pensare di saperci procurare da soli quello di cui abbiamo bisogno. Ma non è una cosa che riguarda solo le relazioni amorose. Perché questa mancanza di curiosità, questa completa ignoranza riguardo alle potenzialità degli altri, incide su tutto. Se solo s'imparasse a osservare, se si sapessero interpetrare i sintomi, gli sguardi, le mezze parole. Tutte chiavi che non aspettano che di essere utilizzate. Invece viviamo in una specie di gigantesco supermercato. Non importa che cosa tizio o caio abbia da offrire, siamo diventati tutti dei semplici acquirenti. E allora per l'amore c'è quel reparto, quell'altro per il sesso o per la religione, quell'altro ancora per il lavoro, senza che nessuno sappia più' interpetrare i segni, senza che nessuno li sappia vedere. Abbiamo smarrito la curiosità. Ci siamo convinti che sia una perdita di tempo. Pensiamo di sapere dove andare a cercare quello che ci serve e invece sbagliamo tutto.
L’amore, che è la cosa più naturale al mondo, è anche la più cerebrale. E infatti lo riconosci solo quando entra nel tuo pensiero e ci resta. Un’inesausta immaginazione ragionante senza alcun esito pratico ai fini del piacere, e da cui però non ci si può sottrarre. Ricorda Dante? Amor che nella mente mi ragiona. È per questo che è necessario fare l’amore. Gli unici momenti in cui si smette di pensare a chi si ama è quando si è tra le sue braccia. Un gran riposo, anche fisico. Persi in quel vasto paesaggio che è il corpo amato, ci dimentichiamo delle nostre singolarità corporee, belle o brutte che siano.
Patrizia CavallI (via ninopoli)
Quando incontri qualcuno ricorda che è un incontro sacro. Come lo vedi, Ti vedi. Come lo tratti, Ti tratti. Come lo pensi, Ti pensi. Ricorda che attraverso di lui o ti perderai o ti ritroverai.
Franco Battiato (via kidamas) (via dreams-in-my-sky)
L’amore fa belli gli uomini, sagge le donne, l’amore fa cantare le allodole, dolce la pioggia d’autunno e vi dico che fa viaggiare, sì, illumina le strade, fa grandi le occasioni di credere e di imparare. Cose che fanno ridere, l’amore fa cose che fanno piangere…
Ivano Fossati (via dreams-in-my-sky)
Così continuiamo a vivere la nostra vita, pensai. Segnati da perdite profonde e definitive, derubati delle cose per noi più preziose, trasformati in persone diverse che di sé conservano solo lo strato esterno della pelle; tuttavia, silenziosamente, continuiamo a vivere.
Siamo chi se ne va. La numerosa nuvola che si disfa all’occidente è nostra effigie. Incessantemente la rosa si tramuta in altra rosa. Sei nuvola, sei mare, sei l’oblio. Sei anche tutto quello che hai smarrito. Jorge Luis Borges, “Nubi”
Ho messo la mia anima fra le tue mani. Curvale a nido. Essa non vuole altro che riposare in te. Ma schiudile se un giorno la sentirai fuggire. Fa' che siano allora come foglie e come vento, assecondando il suo volo. E sappi che l'affetto nell'addio non è minore che nell'incontro. Rimane uguale e sarà eterno. Ma diverse sono talvolta le vie da percorrere in obbedienza al destino.
Margherita Guidacci
Tu profumi di qualcosa Che non è facile da dire Di stelle Pensavo... G. Catalano
Sul grande orologio del tempo c’è scritta una parola sola: ora.
Devo molto a quelli che non amo. Il sollievo con cui accetto che siano più vicini a un altro. La gioia di non essere io il lupo dei loro agnelli. Mi sento in pace con loro e in libertà con loro, e questo l’amore non può darlo, né riesce a toglierlo. Non li aspetto dalla porta alla finestra. Paziente quasi come una meridiana, capisco ciò che l’amore non capisce, perdono ciò che l’amore non perdonerebbe mai. Da un incontro a una lettera passa non un’eternità, ma solo qualche giorno o settimana. I viaggi con loro vanno sempre bene, i concerti sono ascoltati fino in fondo, le cattedrali visitate, i paesaggi nitidi. E quando ci separano sette monti e fiumi, sono monti e fiumi che trovi su ogni atlante. E’ merito loro se vivo in tre dimensioni, in uno spazio non lirico e non retorico, con un orizzonte vero, perché mobile. Loro stessi non sanno quanto portano nelle mani vuote. «Non devo loro nulla» - direbbe l’amore su questa questione aperta. Wislawa Szymborska
"Non consiglierei a nessuno d’essere come me: troppa sensibilità, troppo provare, troppo sentire, troppo percepire, troppo immaginare, troppo desiderio. Non consiglierei a nessuno d’essere come me: troppo fiduciosa, ingenua, spontanea, impulsiva. Desidererei guardare le cose secondo la loro misura, senza il bisogno di ingigantire sempre tutto. Perché, per quelle come me, è un guaio. Quelle come me, e non consiglio di esserlo,si sentono mancare l’aria ogni giorno per un’attenzione in meno, per una carezza in meno. Quelle come me sopportano e si tengono tutto l’amaro dentro. Quelle come me implodono ogni giorno e poi mostrano il loro più bel sorriso. Quelle come me sono difficili, complesse, inseguono sogni immaginari. Parlano da sole, nel silenzio della notte, sperano e hanno gli occhi lucidi al sorgere di una nuova alba. Quelle come me sono così: forti nel corpo da possedere la fragilità dell’anima. E fanno finta di credere alle bugie, alle speranze, ai sorrisi di circostanza, quelle come me . Ma più di tutto, le riconosci dagli occhi. Sono il portale della vita, sono pensieri, parola, cuore, felicità, chiarore, buio, ansia, malinconia." T.C.
Delle prime cose che imparai da solo ricordo questa: imparai a non attendere. […] Come poteva uno stare in pace in attesa di qualcosa, anche se questa cosa non arrivava? […] Volevo sapere perché, quando gli eventi tardano, uno è in attesa. Pensavo alla tua caduta in una stizza, in una tensione che trasformava d’improvviso tutta una porzione di tempo in una fissità, in un indurimento di nervi, in un’attesa. Chiesi perciò attraverso la porta socchiusa del bagno: ‘Perché esiste l’attesa?’ ‘L’attesa di che cosa?’ Feci una pausa. Riprese con tono più gentile: L’attesa di cosa? ‘Se mamma non viene, tu l’aspetti?’ ‘Certo’ ‘Se manca la luce aspettiamo che torni?’ ‘Non riesco a seguirti, ma non fa niente. Si, aspettiamo che torni’ ‘Per ogni cosa che fa tardi e bisogna aspettare, noi siamo sempre in attesa?’ A questo punto la mia dizione si fece più incespicata. ‘Papà, se io non voglio stare in attesa e voglio stare senza attesa, posso?’ Allora interruppe di radersi, aprì del tutto la porta e, come se avesse capito una cosa, non so quale, disse solo così: ‘Se tu sarai capace di stare senza attesa, vedrai cose che gli altri non vedono.’ Poi aggiunse ancora: ‘Quello a cui tieni, quello che ti capiterà, non verrà con un’attesa.’
Non ora, non qui, Erri De Luca
(via dimitja)
In fondo e' tutto qui: ammazzare il tempo prima che il tempo ammazzi te.
"Mia nonna, quand'ero bambino, mi raccontava sempre questa storia: Sai, Cuore mio, nel mio petto batte il mio cuore...ecco, lo senti? Nel mio cuore c'è una stanza segreta piccola piccola, al centro di quella stanza piccola piccola c'è una seggiola piccola piccola, e seduto su quella piccola seggiola ci sei tu. Quello è, e sempre sarà, il tuo posto, solo il tuo, qualunque cosa accadrà, qualunque cosa farò, qualunque cosa farai, ovunque io sarò, ovunque tu sarai, tu resterai lì, seduto sulla Tua piccola seggiola nel mio cuore. Mia nonna non è mai venuta meno a quella promessa. Perchè quando sono vere certe promesse, non si ritrattano in un gioco di diplomazia del cuore che svilisce ogni sentimento, annodandolo labilmente alle condizioni dell'hic et nunc. Questo m'ha insegnato, con la cura che mi ha riservato sempre, riempendo così di sostanza quelle parole talmente delicate, che altrimenti sarebbero rimaste mere vacuità. Ecco, il senso. Tutto il resto è nulla, altisonanti dichiarazioni di intenti, coraggiosi slogan presi in prestito o rubati da muri o poesie, rigorose prese di posizione, strenua difesa di confini, propri ed altrui, che in fondo in fondo non si vogliono superare, perchè considerati Libertà. Ebbene, quelle libertà altro non sono se non identità vecchie una vita, che si vogliono a tutti i costi, a qualunque prezzo, difendere. E alla fine, ciò che difendiamo, ostinatamente e fermamente, è tutto ciò che ci resterà. E ci dovrà bastare. E tutto ciò che invece abbiamo abbandonato, più e più volte, senza attenzione, nel silenzio, immaginando di ritrovarlo intatto come l'avevamo lasciato, non ci sarà quando ci aspetteremo e spereremo di ritrovarlo. E scandalizzarci per questo sarà solo una inutile manifestazione d'orgoglio".