“La vita più intensa è raccontata in sintesi dal suono più rudimentale: quello dell'onda del mare che da quando si forma muta ad ogni istante.”
— Italo Svevo, La coscienza di Zeno

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“La vita più intensa è raccontata in sintesi dal suono più rudimentale: quello dell'onda del mare che da quando si forma muta ad ogni istante.”
— Italo Svevo, La coscienza di Zeno
La vita attuale è inquinata alle radici. L'uomo s'è messo al posto degli alberi e delle bestie ed ha inquinata l'aria, ha impedito il libero spazio.
Ogni metro quadrato sarà occupato da un uomo. Chi ci guarirà della mancanza d'aria e di spazio? Solamente al pensarci soffoco!
Qualunque sforzo di darci la salute è vano. Questa non può appartenere che alla bestia che conosce un solo progresso, quello del proprio organismo.
Ma l'occhialuto uomo, invece, inventa gli ordigni fuori del suo corpo e se c'è stata saluta e nobiltà in chi li inventò, quasi sempre manca in chi li usa. Gli ordigni si comperano, si vendono e si rubano e l'uomo diventa sempre più furbo e più debole. Anzi si capisce che la sua furbizia cresce in proporzione della sua debolezza.
Ed è l'ordigno che crea la malattia con l'abbandono della legge che fu su tutta la terra creatrice. La legge del più forte sparì e perdemmo la selezione salutare. Altro che psico-analisi ci vorrebbe: Sotto la legge del possessore del maggior numero di ordigni prospereranno malattie e ammalati.
Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s'arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo.
Ci sarà un'esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie.
Italo Svevo - La coscienza di Zeno
“La vita non è né brutta né bella, ma è originale”
- Italo Svevo
“Vorrei morire sano dopo di esser vissuto malato tutta la vita?”
— Italo Svevo, La coscienza di Zeno (via @nenadaicapelliricci)
“La legge naturale non dà il diritto alla felicità, ma anzi prescrive la miseria e il dolore. Quando viene esposto il commestibile, vi accorrono da tutte le parte i parassiti e, se mancano, s'affrettano di nascere. Presto la preda basta appena, e subito dopo non basta più perché la natura non fa calcoli, ma esperienze. Quando non basta più, ecco che i consumatori devono diminuire a forza di morte preceduta dal dolore e così l'equilibrio, per un istante, viene ristabilito. Perché lagnarsi? Eppure tutti si lagnano. Quelli che non hanno avuto niente della preda muoiono gridando all'ingiustizia e quelli che ne hanno avuto parte trovano che avrebbe avuto diritto ad una parte maggiore. Perché non muoiono e non vivono tacendo? È invece simpatica la gioia di chi ha saputo conquistarsi una parte esuberante del commestibile e si manifesti pure al sole in mezzo agli applausi. L'unico grido ammissibile è quello del trionfatore.”
— Italo Svevo, La coscienza di Zeno
"Io sto analizzando la sua salute, ma non ci riesco perché m'accorgo che, analizzandola, la converto in malattia. E, scrivendone, comincio a dubitare se quella salute non avesse avuto bisogno di cura o d'istruzione per guarire." Svevo, La coscienza di Zeno
Arriva il momento in cui, dopo mesi, senti il bisogno di tornare alle origini, di cercare pace alla tua malattia, che così come conclude Zeno, o per meglio dire Italo Svevo, è la scrittura e la letteratura.
Una malattia che hai, che sei consapevole di avere ma a cui non trovi cura se non tramite le tue stesse parole, il fallimento totale di tutte le strategie messe in atto per evitare di renderlo evidente, quando in realtà lo sbugiardamento è alla riga dopo.
Siamo tutti un libro già scritto ma ancora non pubblicato cui possiamo ogni giorno modificare le pagine, decidere a nostro piacimento quale strada scegliere, ma ci sono decisoni che costruiscono lentamente un filo che conduce irrimediabilmente ad un destino prestabilito, fino a quando non si trovi il coraggio di tagliarlo, quando ormai senti di non appartenergli più.
È quello che succede al neonato, risultato della scelta di due persone intente ad unirsi per procreare, il filo invisibile in realtà è fisico e reale, è il cordone ombelicale che poi verrà reciso nel momento in cui il feto, troppo grande, non riuscirà più a stare all'interno della sacca e sentirà il bisogno di uscire, tagliando il primo filo della propria vita.
È il momento di prendere una decisione, serve coraggio e forza di volontà ora quasi introvabili. Sento la pressione addosso di chi vorrebbe fosse e fossi completamente diversa, e di chi invece non ci crede e vede solo un destino nero, senza luce,come se non ci fosse speranza per me.
Non so se lo faccio per dimostrare qualcosa a me stessa o se lo faccio per gli altri, non so dove mi condurrà tutto questo, forse ora vorrei essere un po' Mattia Pascal, un individuo che percorre strade differenti senza alcuna identità stabile ma il bisogno di essa, o forse ancora meglio Vitangelo, ah, come deve essere bello capire che essere nessuno non è un dramma come si pensa, si è talmente tante persone per gli altri, che provare solo a stare dietro a tutte quelle definizioni rende se stessi qualcun altro, provare addirittura a unire tutte le immagini di se' conduce unicamente alla pazzia, che forse al giorno d'oggi è sicuramente meglio di questa follia a cui veniamo indotti.
Non so se sta sera io abbia sentito fischiare il treno o finalmente io sia uscita dalla carbonaia e abbia finalmente visto la luna, so solo che vedo cose che nella loro semplicità sono meravigliose, cose di cui snobbavo l'esistenza sono emerse più luminose che mai, forse è giunto il momento di apprezzare a pieno tutto questo, per rendermi migliore.
🌙🌻💚 Green witch living aesthetics 💚🌻🌙
“Ma io ho cercato la sete.
Non l’acqua.”
Dimitris Kosmòpulos
Lasciate cadere
ciò che vuole cadere;
se lo trattenete,
vi trascinerà con sé.
Carl Gustav Jung
#appunti
E quando ti ami tu.
“Normality is a paved road. It’s comfortable to walk along, but no flowers grow on it.”
—
Night is purer than day; it is better for thinking and loving and dreaming. At night everything is more intense, more true. The echo of words that have been spoken during the day takes on a new and deeper meaning.
— Elie Wiesel, Dawn
Youth is happy because it has the capacity to see beauty. Anyone who keeps the ability to see beauty never grows old.
— Franz Kafka, The Metamorphosis
You can hide memories, but you can't erase the history that produced them.
— Haruki Murakami, Colorless Tsukuru Tazaki and His Years of Pilgrimage
“Each one has to find his peace from within.”
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“Non accontentarti, mai e poi mai. Cerca sempre il meglio, perché sei il meglio, perché lo meriti.”
— Ross, Il sentiero dell'amore.