Donne. Distanza. Potenziale.
Avevo 14 anni quando ho conosciuto Laura in vacanza. Abitavamo molto lontani, ci siamo tenuti in contatto per mesi, ma alla fine la distanza ha avuto la meglio sulle nostre buone intenzioni e sui sentimenti che credevamo di provare.
Avevo 16 anni quando stavo con Sofia. Con lei è finita perché sono andato in vacanza, lontano da lei, e ho conosciuto Elena. Di nuovo, la distanza si è messa in mezzo.
Con Elena è finita e ripartita più volte. La prima volta perché abitavamo troppo lontani, e io non tolleravo la distanza. La seconda volta perché lei non la tollerava. La terza volta perché abbiamo provato ad azzerare la distanza, e abbiamo scoperto di non saper stare vicini. La quarta volta perché eravamo in vacanza in due posti diversi, e la distanza ha spinto entrambi a fare cose che non ci saremmo perdonati. L’ultima volta è finita perché mi ha visto con Viktorija, che era venuta da molto lontano per passare del tempo con me.
Avevo 22 anni quando Viktorija è venuta a trovarmi, ma tra me e lei non ha mai funzionato. Abitavamo in due paesi diversi.
In quello stesso periodo ho conosciuto Marika, che anche abitava lontano. Per lei avrei lottato contro ogni cosa, ma lei ha ceduto alla paura, alla difficoltà della distanza. “Ho visto del potenziale, talmente tanto che rinunciare mi sembra un’offesa nei confronti della vita”, le ho detto. Non ha cambiato le cose.
Avevo 24 anni quando ho conosciuto Amanda. Ci siamo trasferiti insieme in un’altra città, ma abbiamo scoperto che non funzionavamo bene come quando eravamo nella nostra città natale, essere lontani da lì ci aveva resi persone diverse.
25 anni, ora. Un’altra donna. Il tempo di conoscerla, di perdere la testa come un ragazzino al primo amore, solo per scoprire che a breve probabilmente dovrà trasferirsi altrove. Anche qui ho visto del potenziale, talmente tanto che rinunciare mi sembra un’offesa nei confronti della vita.
Ho dovuto sempre lottare per ottenere qualcosa di bello. A volte ci sono riuscito, a volte no. E sento una paura sconfinata quando penso che un giorno mi dirà che andrà via, e l’unico modo che avrò per lottare sarà guardarla negli occhi e dirle “resta qui.”