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Se dovessi cercare una parola che sostituisce “musica” potrei pensare soltanto a Venezia. (Friedrich Nietzsche)
Aquatic Watercolor Paintings by Rachel Tyler
Creator of The Colorful Cat Studio, Rachel Tyler graduated with a BS in Art Education from Messiah College. Now a full-time artist, she embraces every opportunity to seek inspiration and beauty in life. She loves to use watercolour due to its versatile and ethereal sensibility. She says,
“The most beautiful washes and blooms come about when you give more control to the movement of the water. I find freedom and calm in painting as it allows me to wander. Green is my absolute favorite color. Sap green and phthalo green almost always work their way into each of my paintings. My inspiration comes from nature. I like to study and recreate the gorgeous masterpieces found in the sea and sky.”
Find her work in her Etsy shop.
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Io non ho paura di quelle che il mondo chiama “belle donne”. Io ho paura delle altre. Ho paura di quelle che escono di casa con un filo di trucco. Di quelle che capisci subito se hanno passato una nottata in bianco dalle occhiaie che si portano dietro. Di quelle che si legano i capelli con una matita. Di quelle che si guardano allo specchio e sorridono perché non hanno nemmeno un capello al posto giusto. Ho paura di loro. Di quelle che si fermano sui dettagli, su particolari tuoi che nemmeno tu stesso pensavi di avere. Di quelle che sanno stare accanto agli altri, ma non sanno come stare accanto a se stesse. Di quelle che le basterebbe trovare un messaggio con scritto “Buongiorno”, ogni giorno, appena sveglie per rallegrarle tutta la giornata. Di quelle che sono sempre di corsa, ma si fermano ad ascoltare. Uno sconosciuto, un amico, un bambino. Ho paura di loro. Di quelle mai banali, che parlano il doppio di me, senza per questo parlare del niente, anzi ti fanno sorridere rompendoti le scatole ripetendoti di quanto siano belli i loro nipotini. Di quanto siano dolci quando la chiamano zia. Di quelle che vorrebbero avere una famiglia tutta loro per prendersene cura, anche se a volte non sanno prendersi cura nemmeno di loro stesse. Ho paura di loro. Di quelle che ad un “Sei bellissima”, arrossiscono, s'imbarazzano perché nessuno glielo ha mai detto. Di quelle che custodiranno gelosamente il Girasole che le hai regalato finché l'ultimo petalo non si sarà seccato e rompendosi cadrà sul pavimento, perdendosi tra la polvere, sotto l'armadio. Di quelle che non appaiono, non si vedono, non si notano. Il mondo sempre in primo piano. E loro dietro. Sullo sfondo. Ho paura di loro. Di quelle che sorridono alla vita, tutti i giorni, nonostante abbiamo migliaia di motivi per non farlo. Di quelle che ti ascoltano davvero. E, quando parlano, ti guardano come a dire “Anche a me. È successo anche a me.” Di quelle che non ti diranno mai un "Ti Amo”, anche quando saranno innamorati di te. Di quelle che non sono mai state scelte. Nemmeno una volta. Ho paura di loro. Di quelle che ogni giorno ti sussurreranno “Credo di amarti”, perché hanno paura di non essere scelte. Perché loro non sono “belle donne”. Loro non scelgono. Di quelle che amano essere belle, solo ogni tanto. Solo per qualcuno. Di quelle che sanno piangere. Anche quando sono ad un concerto. Anche quando intorno ci sono ottantamila persone, loro piangono. Anche se a farle piangere è una canzone e tu, con un leggero sospiro, le guardi senza capire. Ho paura di loro. Di quelle che credono nell'Amore vero. Di quelle che ci credono anche quando gli altri fuggono l'amore per colpa dei troppi chilometri. O per paura. Di quelle che per passare un'ora con te, passerebbero anche otto ore in treno. Ho paura di loro. Di quelle che cercano di capire perché non resti mai. Di quelle che non sanno restare. Di quelle per cui vale la pena restare. Una volta. Restare. E ho paura di loro, soprattutto, quando, senza dire una parola ti scelgono, restano e tu sei troppo distratto per accorgertene, troppo concentrato a fuggire da non sai cosa per restare. Una volta. Ho paura di loro perché di belle donne il mondo è pieno. Una donna del genere, invece, se te la lasci scappare non saprai mai in quale parte del mondo la ritroverai. Se mai la ritroverai. Abdou Mbacke Diouf _
La dodicesima notte dopo il solstizio invernale si celebrava la morte e la rinascita della natura attraverso la figura di madre natura che si rinnovava, veniva rappresentata come una donna vecchia che lasciava il passo ai suoi doni, i semi della nuova vita. Da qui il mito della befana. Il mito narra che questa vecchietta rugosa che volava sulla scopa si preparava a rinascere giovane e florida. La befana era una fata e una strega ma soprattutto rappresentava l' essenza di madre natura . Le date non corrispondono più, i riti pagani sono stati tutti stravolti dalla chiesa ma chissà l'essenza potrebbe ancora vibrare. Nei tempi andati si celebravano riti per madre terra questa notte, la dodicesima ( numero del sole) concentrandosi sulla bellezza e potenza di madre terra. Era un rito di abbondanza, di buon auspicio per i raccolti e la fecondità della terra. Buon lavoro cara befana, aiutaci ad amare di più la nostra meravigliosa madre terra❤️
"T'amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l'ombra e l'anima. Ti amo come pianta che non fiorisce e reca dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori, e grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo il denso aroma che sale dalla terra. Ti amo senza sapere come, né quando, né da dove, ti amo direttamente senza problemi né orgoglio, ti amo così perché non so amare altrimenti che in questo modo in cui non sono e non sei, tanto vicino che la tua mano sul mio petto è mia, tanto vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno." Pablo Neruda
NON CONTIAMO I RESPIRI CHE FACCIAMO IN UN ATTIMO. MA QUANTI ATTIMI RIUSCIRANNO A TOGLIERCI IL RESPIRO. DI CUORE BUON ANNO
Non un'ombra di trasalimento, non un bisbiglio di eccitazione; questo rapporto ha la stessa passione di un rapporto di nibbi reali. Voglio che qualcuno ti travolga, voglio che tu leviti, voglio che tu canti con rapimento e danzi come un derviscio! Voglio che tu abbia una felicità delirante! O almeno non respingerla. Lo so che ti sembra smielato ma l'amore è passione, ossessione, qualcuno senza cui non vivi. Io ti dico: Buttati a capofitto! Trovati qualcuno che ami alla follia e che ti ami alla stessa maniera! Come trovarlo? Be', dimentica il cervello e ascolta il cuore. Io non sento il tuo cuore perché la verità, tesoro, è che non ha senso vivere se manca questo. Fare il viaggio e non innamorarsi profondamente, beh, equivale a non vivere. Ma devi tentare perché se non hai tentato non hai mai vissuto.
Mi vuoi sposare?
Manca qualcosa ... ci sono quei momenti o quelle stagioni in cui manca qualcosa o forse qualcuno...
Un giorno Alice arrivò ad un bivio sulla strada e vide lo Stregatto sull’albero. – “Che strada devo prendere?” chiese. La risposta fu una domanda: – “Dove vuoi andare?” – “Non lo so”, rispose Alice. – “Allora, – disse lo Stregatto – non ha importanza”. (Lewis Carroll)
"In India si dice che l'ora più bella è quella dell'alba, quando la notte aleggia ancora nell'aria e il giorno non è ancora pieno, quando la distinzione fra tenebra e luce non è ancora netta e per qualche momento l'uomo, se vuole, se sa fare attenzione, può intuire che tutto ciò che nella vita gli appare in contrasto, il buio e la luce, il falso e il vero non sono che due aspetti della stessa cosa. Sono diversi, ma non facilmente separabili, sono distinti, ma non sono due. Come un uomo e una donna, che sono sì meravigliosamente differenti, ma che nell'amore diventano Uno." Tiziano Terzani
"Dal profondo della notte che mi avvolge, Nera come un pozzo da un polo all'altro, Ringrazio qualunque dio esista Per la mia anima invincibile. Nella feroce morsa delle circostanze Non ho arretrato né gridato. Sotto i colpi d’ascia della sorte Il mio capo è sanguinante, ma non chino. Oltre questo luogo d'ira e lacrime Incombe il solo Orrore delle ombre, E ancora la minaccia degli anni Mi trova e mi troverà senza paura. Non importa quanto stretto sia il passaggio, Quanto piena di castighi la vita, Io sono il padrone del mio destino: Io sono il capitano della mia anima". William Ernest Henley
E io pensai a… quella vecchia barzelletta, sapete… Quella dove uno va dallo psichiatra e dice: "Dottore mio fratello è pazzo, crede di essere una gallina", e il dottore gli dice: "perché non lo interna?", e quello risponde: "e poi a me le uova chi me le fa?". Be’, credo che corrisponda molto a quello che penso io dei rapporti uomo-donna. E cioè che sono assolutamente irrazionali, ehm… e pazzi. E assurdi, e… Ma credo che continuino perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova." W.A.
Per le donne il miglior afrodisiaco sono le parole. Il punto “G” è nelle loro orecchie. Chi lo cerca più in basso sta sprecando il suo tempo. Isabel Allende
"Il mondo è pieno di vittime delle passioni non sincronizzate."
Ernest Hemingway
«Era troppo amore. Troppo grande, troppo complicato, troppo confuso e azzardato e fecondo e doloroso. Era tutto quello che potevo dare, più di quanto mi convenisse, per questo si infranse. Non si esaurì, non finì, non morì, semplicemente si infranse, crollò come una torre troppo alta, come una scommessa troppo alta, come un’aspettativa troppo ambiziosa». Almudena Grandes, “Troppo amore”