Forse è arrivato il momento di cambiare tutto. Sono sempre stato fin troppo accomodante con tutti, ho sempre sempre pensato prima agl’altri e poi a me, e cosa mi è rimasto, a cosa è servito tutto ciò, cosa mi aspettavo? Forse ho sbagliato tutto, o forse no, non lo so più, ma so che da ora le cose cambiano, da ora prendo in mano tutto ciò che mi appartiene, riprendo in mano la mia felicità, riprendo in mano la mia libertà; quella di stare un sabato sera a casa sotto le coperte a mangiare una pizza e a vedere un inutile programma televisivo, ma che mi davano tranquillità, è ora di ritornare a fare le mie camminate in solitudine a pensare a me, a ragionare sulle cose che mi accadono, a ragionare sul perché di alcuni atteggiamenti delle persone, a ragionare al perché la gente fa così schifo. Forse era meglio prima, che ero da solo, con due o tre persone al mio fianco. Forse era meglio prima che mi godevo la mia tranquillità data da poche cose. Forse è meglio cambiare aria. Alex, 20 , Napoli. 23-04-14 quando tutto ebbe inizio.
È una guerra tutti i giorni perchè qualcuno tutti i giorni avrà qualcosa da ridire. Perchè una mattina qualcuno si sveglierà e massacrerá un lavoro che tu avrai messo due anni e mezzo della tua vita a tirarlo fuori. Smettila di non farti vedere all'altezza. Non lasciare mai, mai il minimo dubbio di dire ’ forse non è all'altezza.’ Sei tu che decidi quanto sei all'altezza. Sei solo tu!
Tu dammi mille baci, e ancora cento, poi altri mille, poi ancora cento, poi altri mille, poi cento ancora.
Quindi, quando saremo stanchi di contarli, continueremo a baciarci senza pensarci, per non spaventarci e perché nessuno, nessuno dei tanti che ci invidiano, possa farci del male sapendo che si può, coi baci, essere tanto felici.
“Si spogliò mostrandomi le sue nudità. Io accesi una sigaretta e le dissi:“Non cercare di sedurre il mio corpo, ma la mia mente.” Si rivestì e mi parlò di sè. Fu il preliminare più soddisfacente della mia vita.”
“Non ho smesso di pensarti, vorrei tanto dirtelo. Vorrei scriverti che mi piacerebbe tornare, che mi manchi e che ti penso. Ma non ti cerco. Non ti scrivo neppure ciao. Non so come stai. E mi manca saperlo. Hai progetti? Hai sorriso oggi? Cos’hai sognato? Esci? Dove vai? Hai dei sogni? Hai mangiato? Mi piacerebbe riuscire a cercarti. Ma non ne ho la forza. E neanche tu ne hai. Ed allora restiamo ad aspettarci invano. E pensiamoci. E ricordami. E ricordati che ti penso, che non lo sai ma ti vivo ogni giorno, che scrivo di te. E ricordati che cercare e pensare son due cose diverse. Ed io ti penso ma non ti cerco.”
“La verità è che saremo sempre un “e se”. Non sapremo mai come sarebbe andata, semplicemente perché non è andata. Perché abbiamo fatto in modo che non andasse. E quindi ora basta. Inutile piangere sul latte versato. Sono stanca dei dubbi che non vuoi chiarire, delle mezze risposte e dei comportamenti inspiegabili. Sono stufa della mia testa che va letteralmente a puttane per cercare di decifrare le tue azioni, spesso insensate. Sono stufa del tuo orgoglio, del tuo essere così egoista, a volte. Sono stufa addirittura di essere stufa. E quindi basta, getto la spugna. Alzo le mani. Bandiera bianca. Hai vinto: ti lascio perdere.”