"Non è una certezza che genera sicurezza. Colui che è selvaggio arriva sempre." • Osho •
#Osho #laviadelcuore #book #meditation #openmind
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"Non è una certezza che genera sicurezza. Colui che è selvaggio arriva sempre." • Osho •
#Osho #laviadelcuore #book #meditation #openmind
Quanto i corpi inermi bramano l'amore dell'essenza.
personal
Non s'erano ancora mossi. Ricordano ogni minimo dettaglio, come il colore ed il suo eccesso, mi definiscono. Altre parti di me. Il sogno in una nebbia invernale s'era offuscato proiettando parti di se in luoghi non più miei. La paura mi assaliva ancora, avevo corso tanto ed ero già molto lontano, lo ero davvero? M'ero perso ancora una volta in idealità mai comprese, in silenzi magici in sguardi pregni di quel misticismo che nemmen il più alto suono l'avrebbe abbracciata per intero. Non essendo però sbiaditi ancora dal tutto decisi in un altro passo, e mille indugi addietro provai ancora. Ora è il momento del nuovo. Futuribile ed irrealizzabile. Il sogno lo abbraccerò da me. E sarà mio soltanto. Da quella domanda ad oggi. Tangenti proiettate all'infinito. Ero un punto, ora son mille.
personal
Mi resi poi conto che di problema c'è n'era un altro. Una volta mi ero visto in un futuro tanto distante da me da sconcertarmi l'idea che la mia mente potesse proiettarmi tanto avanti nel tempo. Ed ora con te sapevo. Sapevo che nel momento nel quale ti avrei affidato il mio cuore, in quel momento avrei deciso di esalare il mio ultimo respiro fra le tue braccia. Scegliere ebbe così anche per me il blocco della paura.
personal
È stato un attimo. La nebbia mi ha avvolto, l'ho respirata e ne ero parte. Le luci offese e lontane, il blues ha accompagnato i miei passi solo poco dopo. Ma la nebbia è un nulla constatato solo di riflesso ed io ne ero parte. Ancora una volta vedevo riflesso me stesso. Un riflesso le emozioni in luoghi esistenti almeno nove dimensioni fa. Sembravano vivide ancora una volta. E quel ponte che era nel mezzo, mi resi conto che era vigile opera nelle cui circostanze avevo vissuto, nel cui perimetro di osservazione mi ero sentito vivo. C'era quindi qualcosa a collegare il tutto, il luogo. Io li avevo gettato le mie paure ed avevo sentito il cuore nel petto. Ma gli spazi erano finiti il luogo troppo circoscritto. Ed io avevo bisogno di vivere ancora. Ma dove ritrovare me stesso se ne avevo lasciato dei pezzi sparsi? La nebbia nel frattempo se n'era andata, con essa non se n'erano andati i miei pensieri. La nebbia viaggiava fino a quel luogo che un tempo chiamavo casa. Non v'erano pasti ed abbracci caldi ad attendermi. Le mie mani erano troppo fredde, i miei occhi troppo vuoti, il mio cuore una voragine. Mancavo e quindi ero. La mancanza mi definiva. Ed io in essa gettavo tutto, persino me stesso in tempi non remoti. Tutto nella più fervida convinzione che l'avrei riempito. Ma come? Nel frattempo continuavi a scavare. E tutto i era d'intralcio. Sentivo solo il freddo, logica conseguenza ad una mancanza, al calore. A volte esagerato, ma che per l'appunto come nell'amore è l'unica definizione di un abbastanza. Ed io avevo amato, ne ero pienamente certo, forse l'unica certezza, abbastanza da distruggermi e crearmi. Non è depressione, non è negatività, non è pessimismo. Avevo visto quel mondo poco prima, e sfortunatamente mi mancava un altra volta.
personal
C'è qualcosa di stupendo a questo mondo. È li. Ad un passo da te. Non vedi? C'è l'hai sempre avuto davanti. C'è un muro, l'hai costruito per paura, non sapendo che non risiede in te nemmeno questa. Abbatti il muro abbatti le regole, fa il passo il più e corri verso il vuoto. Oltre un passo, che farai miglioni di volte nella tua vita c'è tutto ciò che cerchi. Tutto ciò che non sai ancora di volere. Non c'è fine a nulla in un universo che muta in maniera perpetua.
personal
Non riuscivo più a coglierli con lo sguardo esemplificatore dell'abitudine. Ogni cosa mi frazionava, e ogni parte ancora in altre parti, e nulla più si lasciava imbrigliare in un concetto. Una per una, le parole fluttuavano intorno a me; diventano occhi, che mi fissano e nei quali io a mia volta dovevo appuntare lo sguardo. Sono vortici, che a guardarli io sprofondo con un senso di capogiro, che turbano senza sosta, e oltre i quali si approda nel vuoto.
personal
Uno di quei sogni vividi, quelli che ti fanno tremare. Dopo un anno che quasi non succedeva. Sconvolge la mia realtà alla quale manca troppo di quell'allegria. Era quello un sogno o questo un incubo? Fatto sta che mi butta nel fango un altra volta, ed io fatico a prendere aria. Perché qui di ossigeno ce ne sempre poco. Mi sono svegliato o mi ridesto nel sonno?
personal
No un altra, c'è stata dopo, era forse l'unica in grado di risollevarmi. Mi ha perdonato per altro, mi ha detto che mi vuole ancora bene nonostante tutto. Senza spiegazioni, mi fa che se ho agito così avevo dei motivi e mi rispetta. Mi ha abbracciato. Ho tremato. Poi ho visto l'altra, e la mia incapacità d'esser fermo, di lasciarla andare, di non pensare a lei che sorride e gode di altri. La mia incapacità di rincominciare, anche rispetto al perdono dell'altra mi hanno fatto sentire piccolo ed impotente. Con loro. Ma in particolare rispetto a me stesso. Ed ora mi sento privo di ciò che caratterizza il leone, sento tutto pesante. Perfino me stesso.
personal
Così piccolo e così forte. Mi fece tremare come una foglia in una tempesta autunnale. Ma non era più, era un inverno senza neve ove il freddo risiedeva in fondo. Ma era li, ancora appesa, senza ragione apparente. Qualcosa la teneva ancora aggrappata. I sogni pulsavano nel castano e lasciavano allibito il mio essere. Come avrei potuto diversamente difronte a cotanta maestosità? Per quanto mi ero posto la questione, quanta superbia, sicurezza, cinismo a riguardo. In realtà anch'io.
personal
Rimane che avevo ragione quella volta a dire che eravamo simili, non avevo visto male! Anche tu hai un vuoto, solo che a situazioni simili abbiamo fatto scelte diverse, e per questo a volte ci capiamo a volte no... Rimane anche un altro fatto, che ti servono i disegni, o le palle per dirmi le cose in faccia. Io almeno ci provo quando noto qualcosa, tu quasi mai. E nonostante tutto, data la situazione e gli occhi che abbiamo... Siamo stupidi un po entrambi. Ognuno a modo suo. Ma lo siamo, c'è poco altro da dire. Vediamo e non facciamo, decidiamo e rimaniamo sempre fermi. Le emozioni le stesse, il dolore pure. È le parole e gli sguardi...che senso avrebbero sennò! Che senso avrebbe tutto ciò? È che ci piacciono le spiegazioni, ci piace star bene, trovar scuse stupide, comportarci da stupidi. Perché stiamo male e non lo diciamo mai. Perché vorremmo aprirci, vorremmo star meglio, vorremmo sentirci mancar il fiato, non capir più nulla, non sentire più nulla se non quello che bramiamo nel profondo. E rimaniamo ancora qui, più o meno inconsciamente nella comodità. Proiettandoci ad altro, ma mai abbastanza da farlo. Mai abbastanza da rivoluzionare veramente tutto. Mai abbastanza per star meglio. E sentire che non solo c'era quello, ma che quello ci ha portato a qualcosa di meglio, qualcosa di più. Non vogliamo sentirci stupidi perché abbiamo pensato che non potesse essere. Ed arrivare al punto che pensiamo "ma perché non l'ho fatto prima" E magari in una vita intera arrivare a non farlo mai. La paura ci condiziona. Continua a farlo che vogliamo o no. Ma io sono capace di questo, di vomitarti addosso le mie verità. Il sono consapevole delle mie mancanze, forse è per questo che li consideri folle. Rimane che sia buffo, ci guardiamo e facciamo finta di nulla, anche se alla fine è chiaro. Io è te, noi, non abbiamo le palle di far ciò che vorremmo. Attendiamo molto Più di quanto magari siamo in grado di raccontare, e parliamo tanto. Ed io non vorrei, ma dalla paura in parte mi faccio condizionare anche io, anche se mi dico di no e provo. Non sono castelli in aria ma speranza. E senza non si può vivere. Ma entrambi facciamo sempre poco e non rischiamo mai. Per questo non li definisco mai felice, perché non salto, e se lo faccio non ho riscontro. Fatto sta che nel profondo, ove anche noi stesso facciamo fatica ad arrivare, li c'è altro. E noi quello non lo ascoltiamo, e la voglia di nuovo si ferma davanti ad una paura. E noi non sorrideremo mai come abbiamo sorriso. E nelle foto vecchie ci vedremo sempre piccoli e spensierati. E ci vedremo meglio nel ieri che nell'oggi. Perché oggi non abbiamo coraggio. Perché oggi non è quell'ieri che vorremmo. Ed il dubbio ci precluderà anche chi vorremmo. Anche quella persona che un giorno potremmo definire giusta. Perché non stata mai con noi. E noi con nessun'altro. Siamo persi, e nell'esserlo non abbiamo abbastanza forza nel scegliere, duramente l'oggi. E di capire che ora non è ieri, che ora ti scelgo e mi scegli, poi vai, poi torni. E che amare è essere libero come non mai. Più l'obero c'è con te stesso. Perché scegli e vieni scelto di volta in volta. Perché i passi in avanti ed indietro si anno assieme, ma in due. Perché solo in die si combatte. Solo in due si vive. Se la vuoi a parole tue...solo in due si spacca! Buongiorno e buone pare.
personal
Un cazzo...vedi che non ci capiamo? Io quando dormo mi sveglio, non sogno nulla, quasi mai. I miei sogni lo vedo con gli occhi e con il cuore. Poi si infrangono in pezzi tanto piccoli da essere assimilati dal mio organismo, abbastanza quindi da divenirne parte. Ed io brucio tutto, brucio me stesso ed i miei sogni, divento cenere e rinasco. Come l'inchiosto che ho addosso. Per sempre, sempre nuovo. Non muoio mai, perché muoio sempre. Ma io so nascere libero ancora una volta. Ia Ancora.
personal
Ognuno ha i suoi perché d'altronde, per svegliarsi, per vivere e per come vive. Siamo le nostre esperienze. E non le rinnegò, nemmeno te.
personal
Le illimitate possibilità del caos. Concentrarsi su un idea significa isolarla dal suo humus e arrestarne la sua crescita, i riflettori abbaglianti dell'attenzione impediscono quei fecondi processi semi consci che possono farla maturare. Un idea conquistata con la seduzione risulterà molto più feconda d'una posseduta con la violenza, verrà a farsi avanti, imbarazzante, inesistente, ma non ci darà possibilità di sfuggirle.
personal
La mancanza è la concretizzazione, non un emozione.
personal
Quando la causa è l'arma con la quale ricerchiamo soluzione
personal
Così ci nasciamo, siamo qualsiasi cosa ed allo stesso tempo persone qualsiasi. Abbiamo però in mano qualcosa, la scelta del volere. Se vuoi puoi fare. Tanti verbi per descrivere ciò che il mondo si nega.
personal