Il dramma delle persone forti è che si accollano il dolore di tutti.
il cercatore d'amore (via ilcercatoredamore)

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@piccolaimperfezione
Il dramma delle persone forti è che si accollano il dolore di tutti.
il cercatore d'amore (via ilcercatoredamore)
Mi piacciono gli abbracci, di quelli che ti incatenano, che non ti lasciano spazio per muoverti. Quelli dove il tuo corpo smette di essere uno solo e diventa tutt'uno con l'altro. C'è differenza tra l'abbraccio di chi ti vuole bene, e quello di chi ti ama. Nel primo puoi respirare, staccarti e tornare a casa da solo. Il secondo ti toglie il fiato, non puoi tornare a casa perché sei già a casa.
il cercatore d'amore (via ilcercatoredamore)
Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi dopo la catastrofe, dopo la caduta. Che uno dice: è finita. No, non è mai finita per una donna. Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole.
Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina anti-uomo che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina è un esame, peggio che a scuola. Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno, e questo noviziato non finisce mai. E sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo; che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno s'infiltri nella tua vita. Peggio: se ci rimani presa in mezzo tu, poi soffri come un cane. Sei stanca: c'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto. Così ti stai coltivando la solitudine dentro casa. Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre: “Io sto bene così. Sto bene così, sto meglio così”. E il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasqua. In quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima ed è passato tanto tempo, e ne hai buttata talmente tanta di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio perché non sai più chi sei diventata. Comunque sia andata, ora sei qui e so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi, ci stavi stretta: nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine. Ed è stata crisi, e hai pianto.
Dio quanto piangete! Avete una sorgente d'acqua nello stomaco. Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo. E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance?
E poi hai scavato, hai parlato, quanto parlate, ragazze! Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore. “Perché faccio così? Com'è che ripeto sempre lo stesso schema? Sono forse pazza?” Se lo sono chiesto tutte. E allora vai giù con la ruspa dentro alla tua storia, a due, a quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli. Un puzzle inestricabile.
Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi? E’ da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai. Perché una donna ricomincia comunque, ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti. Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova te. Perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima. Prima della ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente. Innamorarsi di nuovo di se stessi, o farlo per la prima volta, è come un diesel. Parte piano, bisogna insistere. Ma quando va, va in corsa. E’ un'avventura, ricostruire se stesse. La più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende o dal taglio di capelli.
Vi ho sempre adorato, donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo “sono nuova” con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. Perché tutti devono capire e vedere: “Attenti: il cantiere è aperto, stiamo lavorando anche per voi. Ma soprattutto per noi stesse”.
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia. Per chi la incontra e per se stessa. È la primavera a novembre. Quando meno te l'aspetti…
Non lasciare che sia qualcun altro a dirti chi sei. Tu sei la fiamma che non può essere estinta. Sei la stella che non si può smarrire. Sei chi sei sempre stato, e questo basta e avanza. Chiunque ti guardi e veda il buio è cieco.
Jem -le Cronache dell'Accademia Shadowhunters-
Un giorno un bambino ritornò a casa da scuola e consegnò alla madre una lettera da parte della sua insegnante. Lei lesse la lettera ad alta voce davanti al figlio con le lacrime agli occhi “suo figlio è un genio, i nostri insegnanti non sono in grado di insegnargli nulla. Per favore, ci pensi lei.”
Molti anni dopo, dopo la morte della madre, il figlio stava dando un’occhiata ai ricordi di famiglia quando trovò la lettera, l’aprì e lesse: “suo figlio ha una deficienza mentale. Non riusciamo più a seguirlo insieme agli altri, pertanto le suggeriamo di fare le stessa da insegnante a suo figlio.”
Il figlio si chiamava Thomas Edison.
A quel tempo era già diventato un famoso inventore.
Edison scoppiò in lacrime e scrisse a sua volta una lettera: “Thomas Edison era un bambino affetto da un disturbo mentale. Grazie agli sforzi della madre divenne una delle persone più importanti del suo secolo.”
@ragazzo-fenice
Damon & Elena 😍
Si scattano fotografie agli scalatori quando arrivano in cima alla montagna. Mentre sorridono, estasiati, trionfanti. Non si scattano foto durante la scalata, perchè chi vuole ricordarsi il resto? Ci impegniamo al massimo perchè dobbiamo, non perchè ci piace. L'incessante scalata, il dolore e l'angoscia per arrivare al livello successivo, nessuno fotografa questo. Nessuno vuole ricordarlo. Vogliamo solo ricordare il panorama dalla vetta, quel momento in cima al mondo che ci toglie il fiato. E' quello che ci spinge a salire e vale la pena soffrire. E' questa la cosa più assurdo, vale la pena a qualunque costo.
Grey's Anatomy
“ Il segreto, cara Alice, è circondarsi di persone che ti facciano sorridere il cuore. È allora, solo allora, che troverai il Paese delle Meraviglie. ”
Mi sarei preso una pallottola per loro, e furono i primi a spararmi.
Mostro, Imparerai da me
Flight or fight?
Anonimo
Ogni respiro di Enrico era per Anna. Ogni sospiro di Anna era per lui. I loro corpi amoreggiavano, si sfioravano, si toccavano. Ballarono come se fossero soli nella sala, senza accorgersi degli occhi che li guardavano, dei commenti sussurrati, delle congetture.
I Tudors -Anne Gracie-
Hai mai...
1. Hai mai ricevuto una proposta di matrimonio? 2. Hai mai urlato in un locale pubblico? 3. Hai mai dato informazioni erronee solo per il gusto di farlo? 4. Hai mai insultato qualcuno fino a farlo piangere? 5. Hai mai partecipato a una manifestazione? 7. Hai mai bevuto per tutta la notte? 8. Hai mai piantato un albero? 9. Hai mai incendiato qualcosa? 10. Hai mai sentito dolore fino a piangere o urlare? 11. Hai mai baciato qualcuno del tuo stesso sesso? 12. Hai mai fatto un tuffo da un'altezza di almeno di 10 m? 13. Hai mai assaggiato un cibo coreano? 14. Hai mai pensato seriamente al suicidio? 15. Hai mai odiato? 16. Hai mai avuto esperienze sadomaso? 17. Hai mai lavorato in un bar? 18. Sei mai stato in un sexy shop? 20. Ti sei mai perso in una città sconosciuta? 21. Hai mai tirato dei bidoni? 22. Ti sei mai innamorata/o di un amico/a? 23. Hai mai fatto yoga? 24. Hai mai fatto esercizi tantrici? 25. Hai mai assistito ad un incidente stradale? 26. Sei mai stato legato? 27. Hai mai giocato a squash? 28. Hai mai avuto un colpo di fulmine? 29. Hai mai fatto un video hard? 30. Hai mai sentito la mancanza di un ex? 31. Hai mai giocato a briscola? 32. Hai mai tenuto un diario segreto? 33. Hai mai fatto sci fuori pista? 34. Hai mai fatto jungle trekking? 35. Sei mai stata/o con uno/a più piccolo di te? 36. Ti sei mai spacciato/a per qualcun altro? 37. Ti sei mai arrampicata/o su un albero? 38. Hai mai desiderato che una notte non finisse mai? 39. Hai mai fatto una pazzia per amore? 40. Hai mai fatto il bagno di notte? 41. Hai mai fumato il narghilè? 42. Hai mai scritto una lettera d'amore? 43. Sei mai stato/a sospeso/a da scuola? 44. Hai mai perdonato? 45. Hai mai fatto un incidente in macchina? 46. Sei mai stato vittima di uno scherzo? 47. Sei mai stato alle terme? 48. Sei mai stato a vedere un gran premio di formula uno? 49. Hai mai fatto parasailing? 50. Hai mai mentito spudoratamente? 51. Hai mai fatto un murales? 52. Hai mai visto la barriera corallina? 53. Hai mai fatto la/o stronza/o? 55. Hai mai ricevuto i complimenti per qualcosa che sai fare molto bene? 56. Sei mai stato in un campo nudisti? 57. Hai mai scoperto che qualcuno a cui tenevi ti sputtanava di nascosto? 58. Hai mai rotto degli oggetti per rabbia? 59. Sei mai stata/o al telefono più di 2 ore? 60. Sei mai scappato/a di casa? 62. Hai mai partecipato a un rave nei boschi? 63. Sei mai stata/o a casa di uno sconosciuto? 64. Hai mai detto una cosa e subito dopo hai fatto il contrario? 65. Hai mai fatto abitualmente spuntini di mezzanotte? 66. Hai mai fatto sesso in chat? 67. Hai mai spiato dal buco di una serratura? 68. Hai mai origliato a una porta? 69. Hai mai camminato su un tetto? 70. Hai mai conosciuto un travestito o una trans? 71. Hai mai letto più libri in un giorno? 72. Hai mai fermato qualcuno per strada per conoscerlo? 73. Sei mai stato/a in un tempio buddista? 74. Hai mai fatto la sauna? 75. Hai mai avuto modo di tradire? 76. Hai mai preso una multa? 77. Sei mai stato/a inseguito/a da cani inferociti? 78. Hai mai ricevuto delle proposte oscene? 79. Hai mai fatto un provino televisivo? 80. Hai mai fatto di tutto per rendere felice una persona? 81. Hai mai fatto break dance in mezzo a una strada? 82. Sei mai stato/a ai Caraibi? 83. Hai mai incontrato qualcuno conosciuto in chat? 84. Sei mai stato/a ad un concerto? 85. Hai mai guidato senza essere in grado di farlo? 86. Hai mai fatto giochi alcolici? 87. Hai mai visitato più posti all'estero che in Italia? 88. Sei mai stato/a ad una festa della birra? 89. Sei mai andato/a da qualche parte dicendo a tutti che andavi da un'altra? 90. Sei mai stato/a ricoverato/a? 91. Hai mai suonato in un gruppo? 92. Hai mai corrotto qualcuno (anche per poco)? 93. Sei mai stato/a raccomandato/a? 94. Sei mai stato/a iscritto/a ad un partito? 95. Sei mai stato/a tradito/a? 96. Hai mai desiderato una persona per mesi senza riuscire a dichiararti? 97. Hai mai avuto una “storiella” in vacanza? 98. Hai mai desiderato di andare a vivere all'estero? 99. Hai mai viaggiato senza biglietto? 100. Sei mai stato/a single per scelta? 101. Sei mai stato con qualcuno per passatempo? 102. Hai mai volato? 103. Hai mai avuto incubi ricorrenti? 104. Hai mai girato nudo/a per casa?
Fatemene qualcuna daaaai🙏
Dai per favore
per favore, sono triste e vorrei distrarmi un po’…
Se vi annoiate fanciulle, mi fate una domanda? 💎
La mia missione
Penso che ognuno di noi abbia una missione; a volte può essere una missione grandiosa come quella degli eroi modermi che combattono contro le ingiustizie dei più forti, o di coloro che combattono per proteggere la loro patria.
Mi guardo allo specchio e mi chiedo, io che missione posso avere? Non sono particolarmente coraggiosa, non sono brava in qualcosa, e forse sono come tante altre persone. Ma poi pensandoci bene ho capito che io ho una cosa che non tutti hanno… io credo nella MAGIA. Certo non quel tipo di magia che ti fa tirare fuori dal cappello un coniglietto, ma quella magia di profonda, più pura che c'è in ognuno di noi: io la chiamo MAGIA DELLE PICCOLE COSE. E’ quel tipo di magia che ti fa vedere le cose più banali come grandi tesori, come quando cerchi le conchiglie sulla spiaggia e anche il sassolino più piccolo ti sembra il più grande dei tesori ! Credo nella magia del mare, nella magia dei bambini che ridono e in quelli che muovono i loro primi passetti nel giardinetto dietro casa. Ma soprattutto credo che in ciascuno di noi ci sia un universo intero pieno di sole e calore, bisogna solo stare attenti ed osservarlo. E se uno crede nella magia non può che credere anche nella fantasia che ti porta a viaggiare in mondi favolosi, magici e bellissimi, e questa fantasia è parte di me quando penso, quando racconto le fiabe e quando scrivo. E quindi ho capito che la mia missione è quella di far vedere a più persone possibili le piccole cose, fare vedere che il volo di un gabbiano su un cielo azzurro senza nuvole è un dono grandissimo che ci viene fatto, fare vedere come quando il cielo è pieno di nuvole sia pieno anche di storie da inventare, di forme nascoste che devono solo essere cercate e raccontate.
Questa credo che sia la mia missione… e la vostra qual'è?
Me ne sto seduta sulla fredda panchina ad aspettare l'autobus 250, un ammasso blu che non arriva mai in orario ed è sempre troppo pieno per potersi permettere un posto a sedere. Sono arrivata in anticipo, quindi so già che passerò molto tempo ad aspettare. Eppure, qui da sola, sorrido, perché sto bene. Un anno fa non mi sarei immaginata qui, coi capelli raccolti in una coda alta, perché non temo di far vedere il mio viso, e con addosso vestiti non del solito nero. Un anno fa, semplicemente, non riuscivo ad immaginarmi felice. Ero una ragazza estremamente chiusa; avevo difficoltà nel relazionarmi con gli altri, anzi, non ci parlavo proprio, perché ero convinta che qualunque cosa avessi detto sarebbe risultata stupida o inadeguata al contesto. Preferivo essere ignorata. Serrare le labbra e guardare a terra. La scuola, perciò, era un vero inferno per me. Odiavo andare alla lavagna, sentivo il peso di tutti gli sguardi dei miei compagni addosso a me, pronti per vedermi fallire, ancora. Ecco, ero terrorizzata all'idea di sbagliare. Sapevo che non sarei mai stata in grado di rimediare ai miei errori. Ero troppo debole. I miei capelli erano molto lunghi e perennemente sciolti, in modo tale da coprirmi, coprire i miei occhi neri, come le mie felpe. All'epoca prendevo il treno, e c'era sempre un gruppo di ragazze che appena passavo iniziavano a ridermi dietro, a indicarmi e affibbiarmi terribili soprannomi. Sapevano trovare un difetto in tutto ciò che facevo, dal modo in cui camminavo al mio tono di voce. Mi facevano sentire così sbagliata. E iniziai a vedermi come loro mi vedevano, senza pregi, con un carattere insopportabile, un fisico che era meglio nascondere sotto abiti di due taglie più grandi e un'autostima inesistente. Detestavo essere me, volevo cambiare… ma non ne avevo idea di come fare. Il mio umore iniziava ad essere sempre più instabile; qualche volte ero così arrabbiata da trattare male chiunque, altre volte così triste che temevo di sprofondare nelle mie stesse lacrime… C'era un negozio, sempre aperto, dove vendevano fiori di tutti i tipi, e io ogni mattina ci passavo davanti, perché era nel mio tragitto stazione-scuola. Quanto ho odiato quel posto. Era sempre pieno di persone sorridenti e ragazzi che uscivano con enormi bouquet, e io non potevo fare altro che odiarli, e odiarli, perché sapevo che nessuno avrebbe mai regalato a me anche solo una semplice rosa. Perciò acceleravo sempre il passo, i miei occhi fissi sul cemento screpolato del marciapiede, la musica a tutto volume nelle mie orecchie. Avevo deciso; volevo tagliare tutti fuori dal mio piccolo mondo. Sapevo che se non mi sarei affezionata a nessuno, non avrei sofferto… eppure stavo già malissimo. Ricordo ancora perfettamente quel giorno; era una tiepida mattinata di marzo, e mi stavo dirigendo a prendere il treno. I miei capelli erano completamente sulla mia faccia ed ero immersa nei miei pensieri, ecco perché non mi accorsi che davanti c'era qualcuno, e gli andai a sbattere contro. Due grandi mani m'afferrarono per le spalle, impedendomi di cadere. Distinto, cercai di divincolarmi, ma non ci riuscì. I miei capelli vennero fermati dietro un orecchio e una voce roca mi domandò se stessi bene. Abituati a quella luminosità, i miei occhi misero a fuoco un ragazzo dai capelli scuri e un sorriso gentile. Aveva un incarnato chiaro e uno sguardo dolce. Mi ridomandò se stessi bene. Io scossi il capo in segno di si. «qual é il tuo nome?» «non parlo con gli sconosciuti», in realtà non parlavo a nessuno. «io sono Jack, e lavoro qui, al negozio di fiori più grande della città. Bene, ora mi sono presentato, quindi non sono più uno sconosciuto. É il tuo turno »disse incurvando ancora di più le labbra verso l'alto. «jess. Io sono jess» e mi sorprese il tono della mia voce. Poi mi ricordai che era passato davvero tanto, tanto tempo, dall'ultima persona che voleva conoscermi davvero. Iniziammo a parlare, o meglio, iniziai a spiaccicare qualche parola in quanto jack riempiva tutti i possibili silenzi imbarazzanti della nostra conversazione, cercando di farmi parlare attraverso una serie di domande, alle quali non ero obbligata a rispondere, in quanto erano solo per conoscermi meglio. Eppure, volevo farmi conoscere da lui. Notai subito il suo spiccato senso dell'umorismo, per non parlare del suo carattere così allegro e travolgente. Ed era davvero bello. Fui così presa da lui che mi dimenticai del treno. Cavolo, il treno! Non ho idea di come mi convinse ad accettare un passaggio in macchina da lui, probabilmente deve avermi detto una battuta e fatto ridere. Dopo quel giorno, ogni volta che uscivo da scuola, jack si presentava sull'uscio del negozio di fiori, con una margherita in mano. Voleva il mio numero, ma io ero troppo diffidente, perciò mi promise che finché non glielo avessi dato, lui mi avrebbe aspettato sempre, per tormentarmi con le margherite. Mantenne la promessa. E la cosa più bella fu che una volta che glielo diedi, il giorno dopo, al posto delle margherite, aveva in mano girasoli. «il nostro rapporto sta crescendo, così ho pensato che anche i fiori si devono adeguare!» Iniziò a telefonarmi e invitarmi a uscire. E io ne avevo voglia. Mi piaceva passare il tempo con lui. Amavo i suoi discorsi e il suo modo di pensare. Lentamente, iniziai a cambiare. Ero più… spensierata, tranquilla… felice. Jack mi dava l'amore che non avevo mai ricevuto prima. Mi insegnò ad apprezzare ciò che mi circondava e a trovare il lato positivo in ogni cosa «e se non riesci a trovarlo» mi ripeteva « ricordati sempre che ci sono io. E lo cercheremo assieme. E se non lo troveremo, beh, lo creeremo». Con questa frase capii che é fantastico avere qualcuno che, nonostante tutto, rimane al tuo fianco, sempre. E non ti abbandona quando ti senti perso. E ti sta accanto quando ti senti sbagliato. Divenni un'altra persona. Inizia ad aprirmi di più agli altri. Inizia a non vergognarmi del mio aspetto e del mio carattere, perché a jack piacevano. E iniziarono a piacere anche a me. Come si dice, mi fece innamorare prima di lui, poi di me stessa. Decisi di prendere il tram al posto del treno, così da non rivedere più quelle ragazze, nonostante non facessi più caso ai loro insulti da molto, molto tempo. Tutti dicono che quando le persone cambiano, diventano talmente diverse da perdere tutti. Eppure, se qualcuno cambia in meglio, allora le persone che ti lasciano significa che volevano solo il tuo peggio… Ora, ogni volta che vado a scuola, scendo una fermata prima, per poter camminare, lentamente, davanti al negozio di fiori e sbirciare dalla vetrata lui che vende e da consigli alla clientela dagli sguardi sognanti. Ora so cosa si prova. E adoro immaginare a quale ragazza siano destinati quei bouquet, perché magari é una proprio come me, che non se lo immaginerebbe mai di riceverli. E in quanto a te, si, proprio a te che stai leggendo, spero che anche tu un giorno troverai quella persona che farà crescere dei fiori… Nelle parti più tristi di te. -Alessia Alpi (Volevoimparareavolare on Tumblr)
Scritta da me (via
volevoimparareavolare
)
Hai molto talento, complimenti!
(via mattiacelletti00)
L’ho trovata quella persona
(via iovivodite)
“Eppure, volevo farmi conoscere da lui.”🍂
(via signo-rinaa)
finalmente, l'ho trovata quella persona.
(via ilovehimevenmore)
Cavolo, quanto è bella!!!
(via starwithoutskynewera)
Harry Potter call sheets.
Me ne sto seduta sulla fredda panchina ad aspettare l'autobus 250, un ammasso blu che non arriva mai in orario ed è sempre troppo pieno per potersi permettere un posto a sedere. Sono arrivata in anticipo, quindi so già che passerò molto tempo ad aspettare. Eppure, qui da sola, sorrido, perché sto bene. Un anno fa non mi sarei immaginata qui, coi capelli raccolti in una coda alta, perché non temo di far vedere il mio viso, e con addosso vestiti non del solito nero. Un anno fa, semplicemente, non riuscivo ad immaginarmi felice. Ero una ragazza estremamente chiusa; avevo difficoltà nel relazionarmi con gli altri, anzi, non ci parlavo proprio, perché ero convinta che qualunque cosa avessi detto sarebbe risultata stupida o inadeguata al contesto. Preferivo essere ignorata. Serrare le labbra e guardare a terra. La scuola, perciò, era un vero inferno per me. Odiavo andare alla lavagna, sentivo il peso di tutti gli sguardi dei miei compagni addosso a me, pronti per vedermi fallire, ancora. Ecco, ero terrorizzata all'idea di sbagliare. Sapevo che non sarei mai stata in grado di rimediare ai miei errori. Ero troppo debole. I miei capelli erano molto lunghi e perennemente sciolti, in modo tale da coprirmi, coprire i miei occhi neri, come le mie felpe. All'epoca prendevo il treno, e c'era sempre un gruppo di ragazze che appena passavo iniziavano a ridermi dietro, a indicarmi e affibbiarmi terribili soprannomi. Sapevano trovare un difetto in tutto ciò che facevo, dal modo in cui camminavo al mio tono di voce. Mi facevano sentire così sbagliata. E iniziai a vedermi come loro mi vedevano, senza pregi, con un carattere insopportabile, un fisico che era meglio nascondere sotto abiti di due taglie più grandi e un'autostima inesistente. Detestavo essere me, volevo cambiare… ma non ne avevo idea di come fare. Il mio umore iniziava ad essere sempre più instabile; qualche volte ero così arrabbiata da trattare male chiunque, altre volte così triste che temevo di sprofondare nelle mie stesse lacrime… C'era un negozio, sempre aperto, dove vendevano fiori di tutti i tipi, e io ogni mattina ci passavo davanti, perché era nel mio tragitto stazione-scuola. Quanto ho odiato quel posto. Era sempre pieno di persone sorridenti e ragazzi che uscivano con enormi bouquet, e io non potevo fare altro che odiarli, e odiarli, perché sapevo che nessuno avrebbe mai regalato a me anche solo una semplice rosa. Perciò acceleravo sempre il passo, i miei occhi fissi sul cemento screpolato del marciapiede, la musica a tutto volume nelle mie orecchie. Avevo deciso; volevo tagliare tutti fuori dal mio piccolo mondo. Sapevo che se non mi sarei affezionata a nessuno, non avrei sofferto… eppure stavo già malissimo. Ricordo ancora perfettamente quel giorno; era una tiepida mattinata di marzo, e mi stavo dirigendo a prendere il treno. I miei capelli erano completamente sulla mia faccia ed ero immersa nei miei pensieri, ecco perché non mi accorsi che davanti c'era qualcuno, e gli andai a sbattere contro. Due grandi mani m'afferrarono per le spalle, impedendomi di cadere. Distinto, cercai di divincolarmi, ma non ci riuscì. I miei capelli vennero fermati dietro un orecchio e una voce roca mi domandò se stessi bene. Abituati a quella luminosità, i miei occhi misero a fuoco un ragazzo dai capelli scuri e un sorriso gentile. Aveva un incarnato chiaro e uno sguardo dolce. Mi ridomandò se stessi bene. Io scossi il capo in segno di si. «qual é il tuo nome?» «non parlo con gli sconosciuti», in realtà non parlavo a nessuno. «io sono Jack, e lavoro qui, al negozio di fiori più grande della città. Bene, ora mi sono presentato, quindi non sono più uno sconosciuto. É il tuo turno »disse incurvando ancora di più le labbra verso l'alto. «jess. Io sono jess» e mi sorprese il tono della mia voce. Poi mi ricordai che era passato davvero tanto, tanto tempo, dall'ultima persona che voleva conoscermi davvero. Iniziammo a parlare, o meglio, iniziai a spiaccicare qualche parola in quanto jack riempiva tutti i possibili silenzi imbarazzanti della nostra conversazione, cercando di farmi parlare attraverso una serie di domande, alle quali non ero obbligata a rispondere, in quanto erano solo per conoscermi meglio. Eppure, volevo farmi conoscere da lui. Notai subito il suo spiccato senso dell'umorismo, per non parlare del suo carattere così allegro e travolgente. Ed era davvero bello. Fui così presa da lui che mi dimenticai del treno. Cavolo, il treno! Non ho idea di come mi convinse ad accettare un passaggio in macchina da lui, probabilmente deve avermi detto una battuta e fatto ridere. Dopo quel giorno, ogni volta che uscivo da scuola, jack si presentava sull'uscio del negozio di fiori, con una margherita in mano. Voleva il mio numero, ma io ero troppo diffidente, perciò mi promise che finché non glielo avessi dato, lui mi avrebbe aspettato sempre, per tormentarmi con le margherite. Mantenne la promessa. E la cosa più bella fu che una volta che glielo diedi, il giorno dopo, al posto delle margherite, aveva in mano girasoli. «il nostro rapporto sta crescendo, così ho pensato che anche i fiori si devono adeguare!» Iniziò a telefonarmi e invitarmi a uscire. E io ne avevo voglia. Mi piaceva passare il tempo con lui. Amavo i suoi discorsi e il suo modo di pensare. Lentamente, iniziai a cambiare. Ero più… spensierata, tranquilla… felice. Jack mi dava l'amore che non avevo mai ricevuto prima. Mi insegnò ad apprezzare ciò che mi circondava e a trovare il lato positivo in ogni cosa «e se non riesci a trovarlo» mi ripeteva « ricordati sempre che ci sono io. E lo cercheremo assieme. E se non lo troveremo, beh, lo creeremo». Con questa frase capii che é fantastico avere qualcuno che, nonostante tutto, rimane al tuo fianco, sempre. E non ti abbandona quando ti senti perso. E ti sta accanto quando ti senti sbagliato. Divenni un'altra persona. Inizia ad aprirmi di più agli altri. Inizia a non vergognarmi del mio aspetto e del mio carattere, perché a jack piacevano. E iniziarono a piacere anche a me. Come si dice, mi fece innamorare prima di lui, poi di me stessa. Decisi di prendere il tram al posto del treno, così da non rivedere più quelle ragazze, nonostante non facessi più caso ai loro insulti da molto, molto tempo. Tutti dicono che quando le persone cambiano, diventano talmente diverse da perdere tutti. Eppure, se qualcuno cambia in meglio, allora le persone che ti lasciano significa che volevano solo il tuo peggio… Ora, ogni volta che vado a scuola, scendo una fermata prima, per poter camminare, lentamente, davanti al negozio di fiori e sbirciare dalla vetrata lui che vende e da consigli alla clientela dagli sguardi sognanti. Ora so cosa si prova. E adoro immaginare a quale ragazza siano destinati quei bouquet, perché magari é una proprio come me, che non se lo immaginerebbe mai di riceverli. E in quanto a te, si, proprio a te che stai leggendo, spero che anche tu un giorno troverai quella persona che farà crescere dei fiori… Nelle parti più tristi di te. -Alessia Alpi (Volevoimparareavolare on Tumblr)
Scritta da me (via
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)
Hai molto talento, complimenti!
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L’ho trovata quella persona
(via iovivodite)
“Eppure, volevo farmi conoscere da lui.”🍂
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finalmente, l'ho trovata quella persona.
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