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@pleasebenakedx
i like being alone but i want someone to be alone with, if that makes sense
Sono stata così a lungo nelle tenebre che ho dimenticato quanto fosse bello il chiaro di luna.
La Sposa Cadavere
Ungaretti, Poesie
non so come fate a riempire i vuoti con chiunque
Esiste una parola gallese, si chiama “Cwtch” ed è intraducibile in altre lingue. Significa l'abbraccio in cui ci sentiamo protetti, il posto sicuro che ci dà la persona che ci ama. È un posto in cui niente ti turba, niente ti ferisce, niente può colpirti. È un posto speciale, un posto unico che puoi trovare solo tra quelle braccia. Si chiama Cwtch.
Devi legarti
a quelle persone
che quando ti guardano
sorridono
che vogliono che sorridi
anche tu
e se si accorgono
che tu non stai sorridendo
fanno di tutto
per farti ridere,
quelle persone
che non scappano
come tutte le altre
e ti cercano sempre,
anche quando sbagli,
devi legarti
a chi ti prende
per mano
e non importa dove andare
l’importante è andarci
insieme,
chi ti riaccende lo sguardo
quando si è perso
e riempie quel casino
che ti fa casino dentro
non legarti
a quelli che fuggono
davanti ai problemi,
ma lega il tuo cuore
a quelli che combattono
per il tuo cuore.
-Marco Polani
Miento cuando digo que estoy bien y mi corazón no lo está.
Ozuna
Le persone che mollano non sono deboli,
sono stanche.
hanno il cuore triste,
gli occhi lucidi
e la mente consumata.
La mente consumata.
l’attrazione mentale è per pochi.
Quant'è bella l'idea di te
Mi riesce bene la parte dell'indifferente ma sappi che non è ciò che provo
“Sono una persona estremamente insicura, non mi piace mai quello che faccio, ma credo sempre che sia troppo poco, perché mi sento troppo poco. Questo mi porta ad essere fredda e a restare sola. Mi chiudo in me stessa e penso, penso fino a farmi male. Per quanto cerchi di non interessarmi del giudizio altrui, questo mi influenza fin troppo e mi sento giudicata anche solo quando chiedo un cappuccino al bar, nonostante mi ripeta che non vale niente. Sono molto timida, alcuni lo scambiano per mancanza di interesse o freddezza, ma non é cosí. Ho un problema ad esprimermi, non riesco a dire quello che penso o provo a voce alta e anche questo mi distrugge. Quante volte avrei voluto correre tra le braccia di qualcuno e dire tutto quello che mi passava per la testa. Non mi lascio andare, penso troppo e prendo troppo poche iniziative. Mi sento come se il mondo si aspettasse qualcosa da me, ma non ne fossi all'altezza. Ho paura del futuro. Ho paura di fare scelte sbagliate, tanto che a volte ci metto una vita a scegliere, anche solo il gusto del gelato. Passo da momenti di eccessiva riflessione ad altri di folle, definitiva impulsività. Anche quando le persone dicono di tenere a me, per me é impensabile, non riesco a crederci fino in fondo, come se fosse impossibile pensare ad una come me. Non credo che un mio messaggio cambierebbe l'umore a qualcuno, mai. Ho sempre paura di disturbare, di sbagliare. Mi blocco anche quando vorrei fare nuove amicizie, esperienze. Penso troppo alle conseguenze e rimango ferma dove sono, senza rischiare, anche se a volte lo vorrei tanto. Rileggo mille volte quello che scrivo prima di inviarlo (come adesso). Mi sento fuori posto, inadeguata, non mi vado mai bene. A volte mi sento misantropa ai massimi livelli, non sopporto nessuno, ma avrei tremendamente bisogno di sentirmi meno sola. Quante cose sarebbero diverse se non fossi cosí paralizzata, ma lo sono spesso. Non so mai cosa rispondere quando mi chiedono se ho un libro, una canzone, un film preferito. Penso sempre che ci sia qualcosa di sbagliato in me, dentro e fuori. Dicono: “É l'adolescenza”, ma quanto dura questa adolescenza? Ho bisogno di novità, di qualcosa che renda le mie giornate diverse, meno monotone, ma mi sveglio la mattina e non ho niente da aspettare, che mi dia un motivo per alzarmi dal letto. Ed é colpa mia. Io, che non ho niente di speciale, se non il superpotere di fare confusione. Vorrei fregarmene di tutto e a volte ci riesco. Altre volte meno. Vorrei sciogliermi, uscire dalle regole che mi autoimpongo anche senza criterio e liberarmi da me stessa.”
— quattro-ottobre
Così vicini ma mai abbastanza, come gennaio e dicembre.
Isabel Celima