“La sensazione più brutta è forse quando capisci che l'altra persona non ci tiene quanto te, e ti senti ridicolo, come una persona disperata che cerca affetto.”
— Itsmyecho

祝日 / Permanent Vacation
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@quattro-ottobre
“La sensazione più brutta è forse quando capisci che l'altra persona non ci tiene quanto te, e ti senti ridicolo, come una persona disperata che cerca affetto.”
— Itsmyecho
Sei stato un dolore inaspettato, come quando ti tagli sfogliando il tuo libro preferito.
Isabel Celima
@itsmyecho
Piccolo principe
«Ti amo» – disse il Piccolo Principe. «Anche io ti voglio bene» – rispose la rosa.
«Ma non è la stessa cosa» – rispose lui. – «Voler bene significa prendere possesso di qualcosa, di qualcuno. Significa cercare negli altri ciò che riempie le aspettative personali di affetto, di compagnia. Voler bene significa rendere nostro ciò che non ci appartiene, desiderare qualcosa per completarci, perché sentiamo che ci manca qualcosa.» Voler bene significa sperare, attaccarsi alle cose e alle persone a seconda delle nostre necessità. E se non siamo ricambiati, soffriamo. Quando la persona a cui vogliamo bene non ci corrisponde, ci sentiamo frustrati e delusi. Se vogliamo bene a qualcuno, abbiamo alcune aspettative. Se l’altra persona non ci dà quello che ci aspettiamo, stiamo male. Il problema è che c’è un’alta probabilità che l’altro sia spinto ad agire in modo diverso da come vorremmo, perché non siamo tutti uguali. Ogni essere umano è un universo a sé stante. Amare significa desiderare il meglio dell’altro, anche quando le motivazioni sono diverse. Amare è permettere all’altro di essere felice, anche quando il suo cammino è diverso dal nostro. È un sentimento disinteressato che nasce dalla volontà di donarsi, di offrirsi completamente dal profondo del cuore. Per questo, l’amore non sarà mai fonte di sofferenza.
Quando una persona dice di aver sofferto per amore, in realtà ha sofferto per aver voluto bene. Si soffre a causa degli attaccamenti. Se si ama davvero, non si può stare male, perché non ci si aspetta nulla dall’altro. Quando amiamo, ci offriamo totalmente senza chiedere niente in cambio, per il puro e semplice piacere di “dare”. Ma è chiaro che questo offrirsi e regalarsi in maniera disinteressata può avere luogo solo se c’è conoscenza. Possiamo amare qualcuno solo quando lo conosciamo davvero, perché amare significa fare un salto nel vuoto, affidare la propria vita e la propria anima. E l’anima non si può indennizzare. Conoscersi significa sapere quali sono le gioie dell’altro, qual è la sua pace, quali sono le sue ire, le sue lotte e i suoi errori. Perché l’amore va oltre la rabbia, la lotta e gli errori e non è presente solo nei momenti allegri.
Amare significa confidare pienamente nel fatto che l’altro ci sarà sempre, qualsiasi cosa accada, perché non ci deve niente: non si tratta di un nostro egoistico possedimento, bensì di una silenziosa compagnia. Amare significa che non cambieremo né con il tempo né con le tormente né con gli inverni.
Amare è attribuire all’altro un posto nel nostro cuore affinché ci resti in qualità di partner, padre, madre, fratello, figlio, amico; amare è sapere che anche nel cuore dell’altro c’è un posto speciale per noi. Dare amore non ne esaurisce la quantità, anzi, la aumenta. E per ricambiare tutto quell’amore, bisogna aprire il cuore e lasciarsi amare.
«Adesso ho capito» – rispose la rosa dopo una lunga pausa.
@itsmyecho
i love growth and changing and learning new things about myself
Proprio come quando uno non riconosce la propria voce incisa su un registratore, mi chiedevo sempre se l’immagine che percepivo di me stesso non fosse un’immagine distorta che mi ero fabbricato su misura.
Haruki Murakami.
Folle colui che s'illude di poter fuggire da ciò che ha dentro la testa.
Io sono difficile, non parlo molto e osservo tutto. Sono molto critica, non solo nei confronti degli altri, ma anche e soprattutto verso me stessa. Non lascio avvicinare troppo le persone e preferisco allontanarmi in silenzio piuttosto che espormi. Mi sono sempre salvata da sola e so che alla fine sarò sempre sola, anche se a volte fa male ricordarlo. Scrivo le cose che non riesco a dire a voce alta per fare ordine e chiarire con me stessa, anche perché non vedo il vantaggio di esprimermi con qualcun altro. Sono pragmatica, ragiono, frammento la realtà e spesso mi ritrovo a notare il vuoto dietro alle cose. Sono sfuggente, cerco sempre il posto singolo sul treno e non mi piacciono i posti affollati. Non lascio entrare nessuno veramente. Le cose che prima mi ferivano sto imparando a farmele scivolare addosso, mi sono costruita un muro di cinismo attorno. Non accetto le mie cadute e non voglio che altri le vedano. La vera forza però non è rifiutare l'errore, ma trasformare l'errore stesso in forza, anche alla luce del sole.
quattro-ottobre
Something i needto remember for myself
Mi sento proprio come te; fuori posto e vuoto. Insoddisfatto di ciò che la vita rappresenta
Il cambiamento deve nascere sempre all’interno di noi stessi, lo sto capendo sempre di più. Ritrovati, prenditi del tempo, non è sempre tutto buio. Non c’è bisogno di grandi rivoluzioni fuori, tu devi essere la tua rivoluzione, soltanto allora sarai forte.
Ho letto un tuo post sul tuo essere insicura e timida in molte occasioni tanto da bloccarti nel fare le cose , mi sono ritrovata molto in ciò che hai detto e volevo sapere se in qualche modo la tua situazione è migliorata perché io vorrei fare lo stesso con la mia
Ti ringrazio per questa domanda, è una reazione che speravo di ricevere da quello che avevo scritto. Scrivere aiuta a sfogare, ma bisogna anche saper reagire e il confronto può essere di grande aiuto. Ognuno ha le proprie reazioni e non ho la chiave per risolvere il problema, perché ancora non l’ho risolto nemmeno io, ma ti posso dire che ci sono cose che mi ripeto spesso e che aiutano me. Mi sento meglio. Spero possano aiutare anche qualcun altro.Quel post risale a un po’ di tempo fa ormai, ogni tanto lo rileggo perché continua ad essere condiviso molto, credo perché quando si è giovani si è tutti un po’ insicuri e timidi. La mia era (è ancora?) un’insicurezza forte, anche nonostante alcuni fatti della vita che potevano dimostrarmi di non valere poco come credevo. Credo che quella sarà sempre una parte di me, purtroppo non c’è un manuale su come amarsi di più. E ci sto ancora lavorando. Forse aiuta relativizzare: ci facciamo problemi nella nostra testa più grandi della realtà e poi cosa vuoi che importi se per una volta (due, tre…) dici una cosa sbagliata, fai una scelta sbagliata, ti comporti nel modo sbagliato? Sbagliare è importantissimo, anche se continuo ad averne paura. Parlare è importantissimo, anche se continuo ad averne paura. Quando lo fai, poi, capisci che non succede niente, anzi a volte può succedere di tutto, in senso positivo. Magari una cosa che per noi sembra gigantesca da qualcun altro è già stata dimenticata come una sciocchezza. Gli insicuri ingigantiscono, si fanno domande, pensano troppo. Bisogna buttarsi, tentare, dire le cose che abbiamo voglia di dire, cercare le persone che abbiamo voglia di cercare. Pirandello diceva che non bisogna affondarsi troppo nelle cose, perché altrimenti non si va avanti. Non bisogna prendere le cose con superficialità, ma con un po’ più di tranquillità. Io continuo a pensare molto, a farmi qualche problema, ma ci sto lavorando veramente. Guardo le cose dal punto di vista degli altri.E ci faccio una risata su. Non è un cambiamento che avviene da un giorno all’altro, ma avviene. Tu sei importante, hai una voce. Usala.Devi volerlo, accettare le tue paure e affrontarle. Non si smette di avere paura del buio tenendo sempre la luce accesa.
“Come può uno sconosciuto entrarti tanto nel cuore, senza averti nemmeno mai parlato?”
(via ilmioparadisoseitu)
Io avevo solo la spietata e dolce voglia di rivedere quegli occhi e tenerli ancora un po’ con me.
Charles Bukowski (via ilsentierodellamore)
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Capita a volte di incontrare persone totalmente sconosciute, di cui cominciamo a interessarci al primo sguardo, all'improvviso, prima ancora di dire una parola.
Fëdor Dostoevskij, Delitto e castigo. (via subirealinfierno)
ciao, come stai?
di solito dico che va tutto bene