di storie che non si possono raccontare
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di storie che non si possono raccontare
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Di malattia e di ampiezza di sguardi.
Si parte sempre da un posizionamento autobiografico, che tocca una pluralità di questioni, perché ciò che è autobiografia si situa storicamente, culturalmente, socialmente, si definisce anche in termini di genere, età, status, lavoro, formazione. Come ultimamente accade, adotto e dichiaro alcuni posizionamenti e sguardi, grazie a quanto leggo ed apprendo dai con-testi del femminismo…
Di malattia e di ampiezza di sguardi.
Si parte sempre da un posizionamento autobiografico, che tocca una pluralità di questioni, perché ciò che è autobiografia si situa storicamente, culturalmente, socialmente, si definisce anche in termini di genere, età, status, lavoro, formazione. Come ultimamente accade, adotto alcuni posizionamenti e sguardi mutuati dai contesti del femminimo internazionale perchè mi aiutano a ripensare i…
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Incorpare i saperi
Ho qualche dubbio sul titolo perché il focus non è solo sul rapporto tra il sapere e la necessità che in qualche modo sedimenti e diventi corpo ma anche su pensiero arborescente e neurodiversità. Ora serve una necessaria premessa: l’approccio narrativo è una delle possibilità date all’interno dell’ermeneutica pedagogica, nella fattispecie un blog, in cui tratta le biografie, le autobiografie, le…
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gli Albi (non illustrati) dell’educazione professionale e della pedagogia
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Le domande ineludibili che anticipano L’agorà di Animazione Sociale 2024 - la cooperazione cos’è
Leggendo tutto quello che scrivono, grazie a questi post di Animazione Sociale, i colleghi e le colleghe mi rendo conto che forse è importante riprenderci il merito di quanto è stato. C’è una narrazione abbastanza distorta che vuole e richiama, quando ripensiamo al passato, una connotazione sicuramente malinconica, ci tocca il rimpianto, come dettame dell’età.Come se questa dimensione anagrafica…
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cosa insegnano i genitori
Qualche giorno fa ho trovato un video di una psicologa alle prese con una narrazione sui genitori , o per meglio dire una elencazione delle crisi che attanagliano la “genitorialità moderna”. La definizione genitorialità moderna la sto introducendo in questo momento per fare una sorta di generalizzazione. Comunque nel video venivano indicate: la difficoltà a gestire i propri ruoli, l’insufficiente…
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senza domanda - saper stare (a scuola)
senza domanda – saper stare (a scuola)
SOOTOTITOLO: contesti diversi e di quella domanda che non viene centrata fino in fondo. Nel corso del Worksop tenuto da me e Anna Gatti di Metas, nella cornice della collaborazione che abbiamo in essere con l’Università degli Studi di Milano Bicocca per i Tirocini Formativi e Orentativi della C.d.L Magistrale di Scienze Pedagogiche dell’Università Milano Bicocca abbiamo incontrato alcune…
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Senno, senso, e narrazioni collettive
Senno, senso, e narrazioni collettive
Ho un dovere narrativo verso alcune professioniste che ho incontrato nei cicli di supervisione Metas di quest’anno, perciò voglio di restituire pubblicamente un aspetto prezioso, accolto in questo spazio generativo di cura attorno ai pensieri professionali, già pensati o da pensare. Ecco quanto. Ci sono servizi socio educativi e sociosanitari che hanno dovuto continuare a rimarcare confini…
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Scritture educative professionali
La scrittura professionale delle educatrici professionali e degli educatori professionali è ancora un capitolo sconosciuto ai più, almeno quanto lo è la professione stessa, rappresentata o misconosciuta attraverso una serie di stereotipi. Ma la scrittura può aprire questo sipario e mostrare il senso collettivo che questa professione genera e apre, non solo a livello interprofessionale ma anche…
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Abitare organizzazioni incolte
Mai come quest’anno ho incontrato, nel corso delle supervisioni che fatto, operatrici e operatori che lavorano in tante organizzazioni diverse, e che a vario titolo (e ruolo) hanno portato negli incontri la fatica di lavorare in servizi e organizzazioni “incolte”, per questo incapaci di comprendere ed utilizzare il setting pedagogico che educatrici ed educatori professionali, pedagogiste e…
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In maschera
Anche parlare di educazione non può più prescindere dal Coronavirus, è necessaria una distillazione della esperienza che comporta vivere e agire tenendo conto del virus, anche nel modo in cui guardiamo al nostro lavoro.
Inizierei dal corpo, primo motore dell’esplorare, dell’incontrare il mondo, nelle interazioni con gli altri, è e sa prima della nostra consapevolezza, della nostra elaborazione. S…
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dal farsi testo alla parola mondo - appunti
dal farsi testo alla parola mondo – appunti
“Tu ti fai troppo testo” è una considerazione che mi ha offerta una delle formatrici che ho incontrato negli ultimi 15 anni.
Cosa voleva dire? Una affermazione curiosa, l’ho rifiutata e ripresa più volte negli anni, cercando di farla mia, trovandola sempre stretta e troppo larga, incapace di soddisfarmi, facendomi sentire sbagliata. Cosa non sono capace fare nel mio esser formatrice, nel…
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State distanti
Abbiamo da fermarci, e non solo per stare distanti, per meglio comprendere come sia la distanza che dobbiamo praticare nel lavoro educativo.
Noi, oggi, educatori professionisle o pedagogisti come viviamo, cogliendola ogni giorno, la prossimità. Quale sensazione che ci rimanda il corpo quando un corpo altrui entra nel nostro spazio vitale? Come suonano i nostri passi che “vanno verso? ….?
Ci piace…
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Quando andavo ad arrampicare ho imparato come fosse importante “fare sicurezza” all’altro, con la corda. Saper stare in attesa, sentire la leggera pressione del cavo, che sfugge o scorre tra le dita. Sei tu quella che deve stare attenta, se l’altro perdesse un appiglio, avresti il compito di tenere …
Più ancora che la filosofia della roccia ho imparato il “tenere”.
Quando mi hanno insegnato ad…
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