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PR's Tumblrdome
2025 on Tumblr: Trends That Defined the Year
YOU ARE THE REASON

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Janaina Medeiros
we're not kids anymore.
Game of Thrones Daily
art blog(derogatory)
hello vonnie
One Nice Bug Per Day
Lint Roller? I Barely Know Her

pixel skylines
Peter Solarz
DEAR READER
Stranger Things
$LAYYYTER

@theartofmadeline

No title available

❣ Chile in a Photography ❣
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@provaavolare
-A lot of female artists like to use self-portraiture.
-Maybe it's because other people don't see them how they really are.
I just love her so much
her healing journey is so special to me
WOMEN SHOULDN'T BE SCARED!
achille lauro
"mezze"
A volte ci sono delle cose che, semplicemente, sono più grandi di noi. E ci sembra complicato, ci sembra non poterne uscire fuori, ma in realtà è così maledettamente semplice. Non c'è una via d'uscita. Devi rimanere lì, chiuso, costretto, stretto, intrappolato, come un respiro che non riesce ad andare oltre le costole e rimane incastrato lì, nella gola che si stringe sempre di più mentre senti le lacrime che vorrebbero scendere, e sono lì, incastrate anche loro, non sai esattamente dove, sono lacrime che hai perso tempo fa. È terribile la sensazione che si ha quando ci si sente impotenti di fronte ad un mostro che è più grande. Quando quello che dovrebbe essere il tuo luogo sicuro diventa il luogo dove, ogni giorno, muori un po' alla volta. E la vita degli altri va avanti, prosegue, e tu vorresti tanto avere quella stessa spensieratezza, quella vita la vorresti mordere perché hai fame, fame di un sorriso sincero, e faresti di tutto per avere quella che sembra la "normalità"... Ma ti sembra irraggiungibile. Tu sei diverso, e questa diversità ti ferisce a morte. Non sai che adulto sarai, non sai quanto questo inciderà sulla tua vita e non sai che uomo o donna diventerai. L'unica cosa che puoi fare, è sperare in un futuro diverso. Sognarlo, immaginarlo, credere che tutto andrà per il meglio, anche quando il meglio è tanto lontano dalla realtà che vivi ogni giorno. Vorresti dormire, e svegliarti realizzando sia stato tutto un incubo. Ma quando apri gli occhi ti rendi conto che inevitabilmente la tua vita non sarà più quella di prima. Vivi su un'altalena, hai voglia di combattere e il momento dopo desideri solo arrenderti. In fondo, perché tutto ciò a te? E continui a chiedertelo, "perché a me? Io volevo solo un po' di normalità". In fondo lo sai, i drammi che stai vivendo rimarranno sempre dentro te, per quanto potrai pregare ogni sera affinché te ne possa dimenticare, la vita porta ad una serie di inevitabili eventi, e nel bene o nel male, tu potrai solo viverli e farne parte. Probabilmente ti renderanno migliore, probabilmente no. Nessuno può aiutarti. Sei solo nel tuo dramma, sei solo nel tuo incubo dal quale non ti puoi svegliare. In fondo sei grande, per quanto piccoli ti possono sembrare i tuoi 16 anni, in fondo sei già piu uomo di tuo padre. Non scegliamo dove nascere, né da chi nascere, ma possiamo scegliere chi diventeremo. E continui a vivere, ti svegli, stringi i pugni, ti alzi dal letto, copri le tue cicatrici, e cerchi di vivere nel silenzio della tua ombra, le tieni strette le mani, sai che c'è solo lei. Sai che ci sei solo tu.
Ungaretti - misseternalunsatisfied
Giuseppe Ungaretti, La pietà
Ungaretti
“Poi andavo di sopra e giocavo con la poesia. Era proprio la poesia che impediva alla mia mente di scappare. La poesia era ciò di cui avevo bisogno. Un bisogno folle.”
— Charles Bukowski- Hollywood, Hollywood!
A volte ci sono delle cose che, semplicemente, sono più grandi di noi. E ci sembra complicato, ci sembra non poterne uscire fuori, ma in realtà è così maledettamente semplice. Non c'è una via d'uscita. Devi rimanere lì, chiuso, costretto, stretto, intrappolato, come un respiro che non riesce ad andare oltre le costole e rimane incastrato lì, nella gola che si stringe sempre di più mentre senti le lacrime che vorrebbero scendere, e sono lì, incastrate anche loro, non sai esattamente dove, sono lacrime che hai perso tempo fa. È terribile la sensazione che si ha quando ci si sente impotenti di fronte ad un mostro che è più grande. Quando quello che dovrebbe essere il tuo luogo sicuro diventa il luogo dove, ogni giorno, muori un po' alla volta. E la vita degli altri va avanti, prosegue, e tu vorresti tanto avere quella stessa spensieratezza, quella vita la vorresti mordere perché hai fame, fame di un sorriso sincero, e faresti di tutto per avere quella che sembra la "normalità"... Ma ti sembra irraggiungibile. Tu sei diverso, e questa diversità ti ferisce a morte. Non sai che adulto sarai, non sai quanto questo inciderà sulla tua vita e non sai che uomo o donna diventerai. L'unica cosa che puoi fare, è sperare in un futuro diverso. Sognarlo, immaginarlo, credere che tutto andrà per il meglio, anche quando il meglio è tanto lontano dalla realtà che vivi ogni giorno. Vorresti dormire, e svegliarti realizzando sia stato tutto un incubo. Ma quando apri gli occhi ti rendi conto che inevitabilmente la tua vita non sarà più quella di prima. Vivi su un'altalena, hai voglia di combattere e il momento dopo desideri solo arrenderti. In fondo, perché tutto ciò a te? E continui a chiedertelo, "perché a me? Io volevo solo un po' di normalità". In fondo lo sai, i drammi che stai vivendo rimarranno sempre dentro te, per quanto potrai pregare ogni sera affinché te ne possa dimenticare, la vita porta ad una serie di inevitabili eventi, e nel bene o nel male, tu potrai solo viverli e farne parte. Probabilmente ti renderanno migliore, probabilmente no. Nessuno può aiutarti. Sei solo nel tuo dramma, sei solo nel tuo incubo dal quale non ti puoi svegliare. In fondo sei grande, per quanto piccoli ti possono sembrare i tuoi 16 anni, in fondo sei già piu uomo di tuo padre. Non scegliamo dove nascere, né da chi nascere, ma possiamo scegliere chi diventeremo. E continui a vivere, ti svegli, stringi i pugni, ti alzi dal letto, copri le tue cicatrici, e cerchi di vivere nel silenzio della tua ombra, le tieni strette le mani, sai che c'è solo lei. Sai che ci sei solo tu.
Trani.
“Ma da queste profonde ferite usciranno farfalle libere”
-Alda Merini
ti auguro il coraggio di lottare.
ti auguro la forza di parlarne,
di denunciare.
ti auguro di riuscire ad andartene,
ad allontanarti,
quando l’amore
si trasforma in qualcos’altro.
perché l’amore è tante cose,
ma non è violenza.
chi ti ama ti protegge,
e fa di tutto per saperti al sicuro e felice.
chi ti ama non ti insulta,
non ti giudica,
non ti fa sentire inferiore.
chi ti ama non ti violenta,
non ti fa del male.
ti auguro di accorgertene presto,
perché la prima violenza
è quella psicologica.
ti auguro di riuscire a combattere,
sempre,
perché non è mai troppo presto
o troppo tardi
per lottare e mettersi al primo posto.
#noallaviolenzasulledonne
#nonènormalechesianormale
#sempre25novembre
— sorrisi-di-cenere