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@psychofairyysworld
Sentirsi vivi🙂✨
BBBBLLLOODDYYY
Me
Blody
Blody
More blood
I have been bleeding since 4.45pm
Amo il brutto tempo,ma amo un po' meno quando piove dentro me
È raro che ci sia l'arcobaleno,e qua.do c'è è solo metà,con colori poco chiari
È un arcobaleno un po' distrutto
Ma ogni tanto anche se un po' malandato prova a spuntare fuori
Di solito invece, dentro ho sempre quella pioggia che non batte troppo forte,ma c'è il giusto per farmi capire che tempo fa
Ultimamente,da un bel po' di giorni,la pioggia calma si è trasformata in un temporale
Bello
Bello per chi dal di fuori lo percepisce poco
Ma non per me
Ho un temporale dentro che si trasforma in tempesta,batte contro le pareti del mio cuore
Batte contro il petto
Toglie il fiato
Divento tutt'uno col suo ritmo e mi trasformo in tristezza sottoforma di goccioline di pioggia
Vorrei solo rifugiarmi sotto questo temporale e urlare a squarciagola il mio essere
🌧️🌧️🌧️🌧️🌧️🌧️🌧️🌧️🌧️🌧️🌧️🌧️🌧️🌧️🌧️🌧️🌧️
È un piccolo filo sottile su cui ballarci sopra,sta a te decidere se buttarti giù e scoprire cosa c'è o rimanere in bilico tra il vuoto e il tremolio
All'età di 4 anni mi ricordo che avevo una paura matta di una statua a forma di leone che si trovava al centro di una piazzetta,li di solito ci andavano sempre le persone a farsi mille foto..Quella volta in cui ci andai con mia nonna,mi ricordo che fu un'impresa convincermi a salire su quella statua gigantesca per farmi fare una foto. Mi metteva ansia,era troppo in alto e io ero troppo piccola.
All'età di 6 anni mi portavo ancora dietro un'ansia dovuta a 3 mesi di coma che mi ero fatta a causa di un pesce affumicato. Avevo l'ansia di toccare qualsiasi cosa fosse commestibile,era più forte di me,non ce la facevo,era una tortura ogni volta e pregavo solo di fare pena in qualche modo ai miei cosicché mi levassero subito il piatto. Vomitavo nervosamente e piangevo,talvolta iniziavo a grattarmi fino a far uscire il sangue,diventavo tutta rossa in faccia e rompevo qualcosa,ma non ero cattiva,ero solo fuori dalla mia zona comfort dove il cibo non esisteva e non dovevo guardare i miei genitori mangiare allegramente. Avevo l'ansia ogni volta che guardavo una parete di color panna,mi ricordava un po' il colore di quella statua di cui avevo tanta paura,e mi sentivo stringere tra le pareti di casa. Così per evitare questo problema,trovai un giochino che mi porto avanti ancora adesso,ma che riesco a contenere un po' di più. Ho iniziato a contare tutte le mattonelle che c'erano in casa,le righe in mezzo,e contavo quanti passi facevo in avanti,indietro,a destra e a sinistra. Contavo le mie dita a volte,fino a ritrovarmene esattamente 808,no so perché ma quel numero mi piaceva,e ancora adesso mi piace,mi da un senso di sicurezza,e conto 808 volte ogni cosa. Conto i respiri che faccio,e se non li faccio come dico io,non mi sento soddisfatta,devono avere tutti lo stesso timbro. Ogni volta che mangio qualcosa,devo tagliarla in tanti piccoli pezzi che non mangierò probabilmente,ma mi rende felice farlo,e nella mia testa ho altre mille piccole fisse,mi piace infondo. Ma non mi fa integrare con le altre persone...Mi fa sentire diversa,da sempre,ammetto che non è piacevole,e proprio per questo ho sempre provato a isolarmi da quelle cose chiamate "persone" che potevano invadere il mio spazio comfort. Finché poi all'età di 7/8 anni non ho iniziato ad avere un'esigenza particolare:uscire a fare la spesa,ancora adesso non me lo spiego,ma se non andavo ogni sera in un supermercato,mi saliva un'ansia tremenda,sudavo freddo e sentivo una sensazione strana in tutto il corpo,dovevo uscire e andare in un supermercato. Il supermercato mi sembrava un luogo più sicuro di casa mia,dove potevo respirare e guardare con occhi curiosi i genitori che portavano i figli con loro a comprare tante belle cose. E un po' volevo essere al loro posto. I miei non volevano portarmi spesso perché "tanto non mangi mai niente,cosa ci vieni a fare in un supermercato,e poi sei secca come un ossicino,le persone penseranno che noi non ci prendiamo cura di te". E in effetti era così...ma vaglielo a spiegare che stavano sbagliando un bel po' di cose. Non sono mai stata una bambina in cerca di affetto e attenzioni,ero un pochino più antipatica e mi faceva schifo il contatto fisico con qualsiasi tipo di persona. Ogni tanto però,quelle rare volte in cui sentivo il bisogno di un piccolo abbraccio e provavo ad avere una conversazione o un semplice momento con i miei,si ripeteva il solito loop continuo : mia madre si alzava,andava di la in camera,prendeva la sua borsa e tirava fuori il portafogli,mi dava di solito 100€ per comprarmi quello che volevo,e subito dopo mio padre dai suoi jeans blu scuro prendeva i soliti 40/50€ da mettermi da parte per ogni evenienza. Una carezza sui capelli e tanti saluti. Nel weekend andavano sempre in qualche posto a divertirsi e avevo due opzioni tra cui scegliere : rimanere a casa da sola con 200€ da spendere non so come,oppure andare nel solito hotel a Circeo dove ormai mi conoscevano tutti,e io ormai inquadravo subito i nuovi bambini arrivati,pronta a prenderli un po' in giro solo per noia. E anche qui,una carezza sui capelli,un "fai la brava","ricordati la pasticca(per l'ansia)",e così iniziava il mio venerdì sera.
Mi piaceva stare da sola,potevo non mangiare tranquillamente,avere tutte le fisse che volevo senza essere giudicata,e piangere senza essere vista, insultata o sminuita. Ora a parte che ho svagato forse troppo con tutte queste storie,ma mi erano semplicemente tornati in mente dei ricordi...A pensarci bene,in questo momento,quanto mi piacerebbe salire in cima a quella statua a forma di leone ed isolarmi li tutta piccina?
Dentro di me si è rotto qualcosa che non sono in grado di ricucire.
Non va bene un cazzo di niente.
Le persone si chiudono in se stesse per proteggersi.
Charlotte Nsingi
Equilibrio.
Non è facile.
A volte mi chiedo come fate voi persone normali ad esprimere quello che provate in quel preciso istante e tirare fuori tutto. Io accumulo accumulo accumulo e ci sto di merda senza dire un cazzo per io semplice fatto che so che quello che penso non è importante. È triste