cherry valley forever

bliss lane
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open
Sade Olutola

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ellievsbear
Cookie Run:Kingdom Official!
Lint Roller? I Barely Know Her

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Noah Kahan
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NASA

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Misplaced Lens Cap
Mike Driver
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@ragazza-sangue
This is the alternative?
“Mi sono fatta tanto di quel male che tu non te lo puoi nemmeno immaginare.”
— Alessandro Baricco, Oceano mare
“Ti fai male fuori per uccidere qualcosa che hai dentro.”
— thealternativegirlworld
Sì e no, sì e no, sì e no.
Non ce la faccio più, voglio distruggermi, fumare così tanto da diventare bianca, pallida, magra, fredda e sparire. Voglio vivere ma morire al tempo stesso. Voglio incidermi la pelle, mutilarmi, voglio strapparmi le costole e bucare i polmoni, tagliarmi le braccia col coltello e vedere il sangue sgorgare a fiumi. Rosso. Perché cazzo sono così arrabbiata? La cosa peggiore è che so benissimo che non voglio questo, so che è la mia malattia ad avere questi pensieri. Inconscio, es, io, super io, meccanismi di difesa; tutti i traumi che ho subito, che mi hanno influenzata fino a diventare così: una ragazza disturbata, una malata mentale che nemmeno è del tutto malata mentale, che oscilla tra lucidità e follia.
Ditemi il senso di tutto questo.
Sempre gli stessi, fatti persi
Quando stavo solo e stavo a pezzi
Quando non hai un cazzo impari e apprezzi.
Fumo solo e guardo solo un po’ di me che se ne va.
Quentin 40
o mi stravolge o non mi tocca minimamente, niente vie di mezzo
“E questa pace più la cerco, più mi opprime.”
— Marracash - ricordoiricordi
“Anche io avrei voluto sentirmi speciale per qualcuno e non vivere sempre con l'ansia, con la paura, con l'oppressione di sentirmi sempre inadeguata, esclusa.”
—
E mi sono svegliata in una stanza inospitale con i polsi fasciati e un dolore addominale, flebo al braccio e nessuno al capezzale, solo tanta confusione mentale. Dove sono? E’ tutto così surreale, provo a gridare, cerco un segnale, ma non riesco a respirare, fa male, piango mentre mi affaccio al davanzale. Arriva un infermiere sembra quasi un generale, schiaccia un pulsante e mi alza lo schienale, chiede “come stai?” in modo molto casuale, non rispondo, non mi sento normale, poi lui si gira, questo posto è innaturale, e prende due pastiglie dallo scaffale, dice “tieni” con voce brutale, oh no non voglio quella roba micidiale, dice “tieni è essenziale”, dice “ti toglierà lo stato confusionale”, dice “ti hanno portata in ospedale dopo averti trovata in fase terminale con in mano una confezione vuota di un medicinale, ti volevi uccidere in modo finale”, ripete “hai fatto un’azione letale”. Non ricordo niente, ho un fastidio celebrale, sarebbe stato meglio assistere al mio funerale, perché questo non dovrebbe essere legale, fatemi uscire, è tutto irreale. Insiste “quella cicatrice non è accidentale”, indica il mio polso, mi sento una criminale, “tagliarti è diventato un rituale?” non lo so, forse sono immorale, forse non riesco più a pensare in modo razionale, “è perché hai un disturbo comportamentale” “benvenuta nel tuo inferno personale”.
MI AMMAZZO
Mi ammazzo,
sono quel ragazzo
che hanno semprechiamato “pazzo”,
per gli altri io eroun rimpiazzo,
mi hanno usato comeun pupazzo
ma ora in piedi suquesto palazzo
io non provo piùimbarazzo,
voglio morire cazzo,
sono veloce quantoun razzo
diretto verso laterra,
chiudo gli occhi epoi stramazzo.
IO HO CHIUSO CON LE PERSONE. NON VADO MAI BENE. NON VADO MAI BENE. NON VADO MAI BENE. NON VADO MAI BENE. NON SONO MAI ABBASTANZA. APPENA QUALCUNO CONOSCE IL MIO LATO OSCURO SCAPPA. FANCULO. SONO STANCA DELLA GENTE CHE HA PAURA DEI MIEI DEMONI. FANCULO. NON VADO MAI BENE. E POI SI LAMENTANO SE FINGO E NON DICO VERAMENTE COME STO. FANCULO. E SE MI APRO E MI FIDO E RACCONTO LA MIA STORIA POI GLI ALTRI VANNO VIA. ALLORA IO STARÒ ZITTA. LA GENTE PREFERISCE UN SORRISO FALSO A UNA LACRIMA VERA. FANCULO. FANCULO. FANCULO. NON VADO MAI BENE. NESSUNO MI SOPPORTA. PORTO LE PERSONE IN ESAURIMENTO. NON VADO MAI BENE A NESSUNO. NON VADO MAI BENE. NESSUNO VUOLE UNA PERSONA CHE STA MALE COME ME. FANCULO.
Odio quando le piccole cose mi mandano in crisi e mi viene da piangere e inizio a pensare al suicidio.
In questi giorni ho una voglia assurda di farmi del male e con “farmi del male” non intendo qualche taglio o bruciatura, quelli non mi bastano più, sento il bisogno di qualcosa di più, più grande. Ho iniziato di nuovo a pianificare il mio suicidio, in continuazione come se fosse l’unica soluzione per me, è un pensiero così lucido che a volte mi fa paura. Eppure provo solo tanta angoscia, sono arrabbiata e agitata e nervosa e credo che mi calmerò soltanto dopo averlo fatto.
Mi viene da piangere, perché ho già vissuto tutto questo troppe volte.
Credo di aver bisogno di aiuto.
Se penso al suicidio mi sento a casa, come quando arrivi a letto, caldo e sicuro, dopo una lunga giornata faticosa, come un grosso abbraccio dopo un pianto disperato, come se fosse l'unica e la migliore soluzione per me.
Ma fa paura, mi spaventa tutto questo.
- non voglio più soffrire, voglio tornare a casa e sentirmi protetta.