Questa cosa che bisogna dare un significato a tutto inizia a starmi un po' sul cazzo, alcune cose succedono e basta
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Cosimo Galluzzi
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Questa cosa che bisogna dare un significato a tutto inizia a starmi un po' sul cazzo, alcune cose succedono e basta
There’s an alternate reality where today would be your wedding day if you didn’t break up with your ex or you went to your second choice school. There’s a life out there that you could’ve had where you live in a beach town or you married your high school sweetheart or you’re a professional horse rider. The point is, there are so many different directions our lives could have gone, depending on where our parents decided to raise us or what school we went to or what sport we signed up for in second grade. So it makes absolutely no sense for us to get upset about things that could’ve happened but didn’t or people we lost, because literally anything could’ve happened. We just don’t always realize the extent of amazing things that could’ve/ could eventually happen to us so when we get a peek into a future we want and it seems possible, we obsess when we lose it. There are tons of lives that we don’t have, we can’t possibly cry over all of them. Instead we have to appreciate the one we do have and the endless possible futures in front of us.
Auto-distruzione
Forse è vero, forse è vero che chi è stato distrutto sa come distruggere. Ma in fondo sappiamo davvero cosa è stato a distruggerci perché per come la vedo io, non esiste un solo evento che può distruggerci deve per forza esserci una catena di eventi che ci porta alla distruzione. Un tradimento, una persona che ci abbandona, oppure una semplice litigata possono portare a diatruggere il cuore di una persona.
Il cuore, che organo strano, così forte che riesce a battere costantemente dal primo momento che apriamo gli occhi fino all'ultimo secondo della nostra esistenza, ma al quale bastano poche parole sbagliate dette dalla persona giusta per distrugguersi in mille pezzi fuori dal nostro controllo.
Sono stata distrutta tante volte in vita mia e forse è colpa mia, forse sono troppo fragile o forse mi caccio sempre nello stesso guaio pensando che questa volta possa essere diverso. Ma in realtà non potrà più cambiare nulla perché si arriva a un punto in cui i problemi non nascono più nel mondo esterno ma vengono creati dalla nostra stessa testa e allora si arriva al punto che a me piace chiamare di Auto-distruzione. Perché una persona distrutta anche se conoscerà la persona più buona del mondo avrà sempre paura di essere distrutta. Quindi alla fine di questo discorso sono arrivata ad una conclusione chi è stato distrutto non distruggerà mai altre persone perché sa quanto fa male e in fondo al suo cuore sa che non si riprenderà mai del tutto.
Voi persone che avete rapporti con persone distrutte vi chiedo un favore: Siate dolci e una volta che avrete la loro fiducia tenetela stretta non è una cosa che donano a molti. Un gesto romantico, un messaggio, un pensiero, un abbraccio o addirittura un sorriso, a voi potranno sembrare stronzate ma per una persona distrutta ogni minimo gesto significa non precipitare nel baratro dell'Auto-distruzione
“Ogni blog urla qualcosa a qualcuno che non sentirà mai.”
— -S (via il-pazzo-della-porta-accanto)
E se diventi farfalla nessuno pensa più a ciò che è stato quando strisciavi per terra e non volevi le ali.
Alda Merini
“Bisogna pensare da saggi ed agire da folli.”
—
“Ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un po’ di sè e si porta via un po’ di noi. Ci sarà chi si è portato via molto, ma non ci sarà mai chi non avrà lasciato nulla. Questa è la più grande responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.
A me piacciono quelle persone che ci sono. Senza grandi scene. Senza grandi parole. Ci sono e basta. Le senti, le vedi, e ti senti felice. E sono lì, adagiate sulla parte del cuore che fa più male, per soffiarne via il dolore. Io li chiamo amici.”
🌸🌊👖
Scattate foto stupide, scrivete un diario, riprendete i momenti felici, annotate quelli tristi. Fate un video mentre cantate con i vostri amici, quando loro sono di buon umore, quando vi prendete in giro. Scrivete di ciò che vi circonda di come vi sentite, di chi amate. Rendete le vostre emozioni eterne. Le cose che ora sembrano banali, con il tempo diventeranno preziose.
- Joy Musaj (via lostintheweekend00)
Zuckerberg che prova a dimostrare che se vuole ci blocca i social, la giornata, la vita, tutto, ma noi abbiamo Tumblr e quindi caro Mark sarà per la prossima volta.
Prima dovevamo cucinare e pulire, fare le faccende, badare ai figli, perché questo è quello che fanno le donne. Poi abbiamo iniziato a studiare e a lavorare, ma non l’abbiamo mai fatto soltanto per noi. In fondo, oltre alle passioni e alla determinazione, alle ambizioni e ai desideri, c’è sempre stata un’altra tacita (e aberrante) motivazione: dimostrare che se vogliamo siamo in grado di fare qualsiasi cosa, che non ci manca niente. Poi abbiamo iniziato a dover essere perfette. Labbra perfette, seno perfetto, gambe e sedere perfetti, guai ad avere la cellulite, guai ad avere un pelo in qua e in là, i denti un po’ storti, le occhiaie, le rughe, i segni d’espressione. E c’è qualcuno che sostiene che d’altra parte te le meriti pure, le corna, quando sei in decadenza. Come se per essere rispettate dovessimo essere belle. Non ci è concesso niente. Niente. Il nostro problema principale, da sempre, è che non siamo mai state (e forse non lo saremo mai) veramente libere. C’è sempre qualcuno che ci dice cosa dovremmo fare, cosa dovremmo indossare, come dovremmo apparire per andare bene. Se ti spogli sei troppo volgare, se ti copri sei troppo pudica, se dici le parolacce sei una cafona, se non le dici non sei vera, se lavori e togli del tempo ai tuoi figli sei una stronza, se non lavori e ti occupi dei tuoi figli hai una vita vuota, se fai sesso con chi vuoi sei una puttana, se non fai sesso sei una sfigata, se non hai gli addominali scolpiti e le ciglia lunghe sessanta metri non sei nessuno, se giochi a calcio sei strana, se non vuoi sposarti sei strana, se non vuoi figli sei strana, se ne vuoi tre sei strana, se vuoi i capelli azzurri sei strana. E non sono solo gli uomini a dirci come dovremmo essere, o chi. La cosa tremenda, quella che proprio mi fa rabbrividire, è che ce lo diciamo anche tra di noi, cosa va bene e cosa no, cosa è giusto fare e cosa no. Io sono stanca solo al pensiero di tutto quello che mi manca, di tutto quello che dovrei eliminare per essere socialmente “accettabile”. Sono stanca di sentirmi dire anche da persone che ritengo abbastanza intelligenti che dovrei fare questo perché “le donne lo fanno”. Allora io forse non sono una donna. Forse io sono un colibrì, un gabbiano, un cerbiatto. Forse è meglio così.
Susanna Casciani
Bruciare la sete, Lorenzo Pataro.
“In un mondo dominato dall’odio e dalla cattiveria, c’è ancora chi è pervaso da un po’ di sano romanticismo. Onore a voi, cuori preziosi”.
Quelli Dimenticati
“Meriti qualcuno di stabile. Meriti di poterti addormentare senza aver paura di chiederti se domani ti vorrà ancora.”
— Isabel Celima
Massimo Bisotti aveva ragione quando scriveva “ci sono tramonti che non tramontano mai” ma io, che non sono nessuno, mi sento in dovere di aggiungere una cosa.
Ci sono tramonti che non tramontano mai.
Ma delle volte dobbiamo essere noi a farli tramontare.
Perché dopo un po’ non se ne può più dello stesso paesaggio.
Perché dopo un po’ bisogna cambiare panorama.
Perché dopo un po’ bisogna ricominciare.
Perché dopo un po’ c’è bisogno di una nuova alba.
Al mio fratellino…
Temo il giorno in cui crescerai
Sei sempre il mio fratellino, per me il tempo non passa mai
E quando ti fidanzerai?
Sarò gelosa, lo sai?
E quando uscirai
Non voglio pensarci, è ancora presto, dai.
Ma sei libero di fare tutto quello che vorrai,
Ti auguro solo il meglio e di non combinare troppi guai.
Se hai bisogno di parlare io ci sono
Ho il terrore che tu possa prendermi come esempio perché quello non lo sono.
- @betterthingsarecoming00
E poi andremo a vivere insieme, senza nessuno a dirci di no, ostacolandoci.
E ci basterà anche un piccolo appartamento, per sentirci felici.
Sbattere un po’ ovunque mentre siamo in cucina, mangiare un boccone e sorridersi, fare gli stupidi facendo rumori molesti ed aiutarsi con le faccende.
Lavarsi i denti uno affianco all'altro, mentre ci guardiamo allo specchio con il dentifricio sulle labbra.
Guardarti mentre ti radi, riempire le mani di schiuma da barba e poggiarle sulla tua schiena, disegnandoci delle ali.
Augurarsi la buona giornata, di avvisare in caso di ritardo, di non perdere le chiavi e far attenzione.
Prendere insieme l'ascensore, e baciarsi tanto, sentendo la stanchezza che vola via.
Aspettarti davanti l'uscio della porta, e saltarti addosso “Finalmente”
Preparare la carbonara, guardare una partita, e fare l'amore.
Ascoltare la musica, svegliarti con un bacio, e prepararti il caffè.
Non so quanto zucchero metterò, ma se sarà amaro potrai addolcire con il sapore delle mie labbra.
Faremo la spesa, mentre io guardo tutte le etichette e tu spingi il carrello, magari resteremo anni davanti uno scaffale, e correremo per arrivare prima di altri, alla cassa.
Ti offrirai di portare tutti i sacchetti, per non farmi stancare, perché quello forte sei tu.
E torneremo a casa, facendo giri enormi, perdendoci, cambiando stazione alla radio fin quando non passeranno una canzone che ci piace.
Tornare nel nostro piccolo nido, pieno di miei libri, tuoi dischi, foto di noi due incorniciate e perfettamente allineate.
Ci daremo la buonanotte guardandoci negli occhi, tenendoci stretti.
E al mattino non scomparirai, non mi sveglierò pensando fosse un sogno, ti troverò accanto.
Lasciarti libero di uscire con i tuoi amici, facendoti divertire mentre ti chiedo di far attenzione.
Invitare amici a casa, sedermi sulle tue gambe “Sai, per risparmiare spazio” solo per tenerti stretto e avere la tua testa sul petto, girare con le tue felpe addosso, rifare il letto e trovare il tuo profumo sulle lenzuola.
Trovare roba ovunque, manco fosse un puzzle da completare, e sorridere.
Commentare con te un programma, esultare guardando una partita di Champions, poggiando la testa su di te.
Trovarti in cucina a prepararmi tè caldo, quando sarò a letto con i dolori mestruali.
Sorprenderti a guardarmi, mentre mi trucco e sono con le labbra socchiuse.
Voglio che mi prendi per le scale, che mi rubi diecimila baci, mi sollevi con quelle braccia forti che hai, mi guardi e mi sposti i capelli dagli occhi.
Voglio che mi svesti di tutte le paure, delle vergogne e di tutte quelle volte che mi troverai con addosso solo la stanchezza e mi dirai di non aver visto niente di più bello, che anche avendo le occhiaie, non avrò nulla meno di tutte le altre, nulla da invidiare.
E amerai anche le cose che odio di me, baciandomi le smagliature, le cosce.
Respirando su di me.
Un giorno vivremo insieme, e sarà tutto questo il nostro splendore.
Natasha Maselli
“I’m not used to being loved. I wouldn’t know what to do.”
— F. Scott Fitzgerald