Che tanto poi non l’ho registrato.
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@restosola
Che tanto poi non l’ho registrato.
Sono certa che, se tutto questo fosse avvenuto un anno fa io per te mi sarei pigliata una cotta devastante.
Da anima a metà.
Ora, in base a dove sono, so solo che sei l’opposto di ciò che ho, ma così vicino a ciò che vorrei.
E questo mi manda in palla.
Ho bisogno di toccare il mio ragazzo, per capire cosa ho dall’altra parte.
Ho bisogno di risentire la sua risata e qualche sua cagata.
Perché qui mi si offrono discorsi seri, momenti di estrema profondità e un po’ di leggerezza.
Io sono Ted.
Forse non sapete che sul braccio destro ho tatuato un ombrello, giallo.
Perché io nella vita aspetto la mia Tracy (chissà se è arrivata) guardando Robin da lontano.
Perché Ale mi sta dando tanto, mi sta dimostrando tanto, mi vede tanto.
Mentre Teo come sempre, sono sguardi non ottenuti, parole non dette, cose non fatte.
E io sono sempre più Ted.
Non lo scriverò il papiro, perché due in una settimana sono troppi.
Però se lo facessi sarebbe più o meno così:
Mi sento inadeguata, non pronta, penso a cosa viene dopo senza pensare al momento.
Penso che nel mondo ci sono milioni di ragazze più belle, più capaci, più.
E io sto bene con me stessa, ma a quanto pare soffro il confronto.
Mi preoccupo di non essere abbastanza. Anche se tu abbastanza mi ci fai sentire.
Ma io non mi sento abbastanza in niente.
Quando tutto questo, io, sarò troppo e la maggior parte delle volte è così.
Puoi scappare e quando, se, succederà non sentirti in colpa o non guardarti indietro.
Perché ti sto dando il permesso di farlo. ❤️
Giusto, ti ho dato il permesso ma sei almeno pregato di avvertire.
Perché, io sono qui, cercando di capire come inserirti nella mia vita, nella mia testa.
Perché dopo 25 anni di dolore e poco amor proprio, mi iniziavo ad amare, senza il bisogno di qualcuno che lo facesse per me.
Perché dopo 25 anni avevo trovato un equilibrio, io mio equilibrio.
Perché dopo 25 anni ho iniziato a credere che davvero la vita, passata sola con me stessa, non sarebbe così male.
Perché tre settimane fa ho avuto una delle settimane peggiori della mia vita e dall’altra sera ho un po’ Teo nella testa.
Perché stavo bene, e ora non lo so non più.
Spotify, la mia playlist, play, casuale.
Måneskin: troppo; Leon Fauno: troppe parole; Rkomi e Madame: forse ci siamo.
Ieri o forse l’altro ieri ho scritto di Ale e poi condiviso un quantitativo vomitevole di post pubblicati tra il 2012 e il 2013, quasi dieci anni fa.
La maggior parte parla di Matteo, alcuni di Fani altri di Luca e il resto di me.
Li ho riletti tutti, sono tornata nella mi testa di una quindicenne innamorata pazza dell’amore.
Innamorata di un qualcuno con cui appena aveva modo di parlare, di un dolce ragazzo con gli occhi verdi tanto dolce, ma soprattutto innamorata di una relazione tossica, che le ha dato tanto e tolto troppo.
Il punto è che, quasi dieci anni dopo quei posti, quasi sei anni dopo aver smesso di essergli amica, mi rendo conto che mi rende fragile tanto quanto mi ci sentivo in quelle parole.
Dieci anni dopo averli scritti.
Mi fa paura tutto questo.
Mi fa paura dirlo, perché rende vero che sento ancora qualcosa per quel ragazzo che quindici anni fa vidi in piscina, per la prima volta, alzando le spalle alla domanda di mia madre “che bel ragazzo”.
Lo stesso che per tre anni copiava i compiti dal mio quaderno, ma poi mi nascondeva agli occhi degli altri.
Nascondermi, l’ha sempre fatto.
Mi ha nascosta anche a se stesso.
Io lo so, se lui avesse provato ad amarmi, a vedermi, ora non sarei qui a parlare di tutto ciò.
E mi fa male, dieci anni dopo quei post e sei da quando ho smesso di essergli amica, dedicargli questo post.
Mi fa male, perché Ale per quanto complicato, può darmi molto.
Anzi già lo ha fatto, nei piccoli gesti, nelle parole dette e non dette.
Nel volermi presentare al mondo, non nascondermi ma espormi.
Eppure, quindici anni dopo quella volta in cui l’ho visto per la prima volta, vorrei alzarle le spalle al sentire il suo nome.
Invece, sono qui.
Sono qui perché l’ho guardato negli occhi l’altra sera e ho visto del dolore. Magari mi sbaglio, non so leggerlo più, ma ho visto questo.
Ho visto che mi ha vista, dopo tempo mi sono sentita vista.
E dovrei dirle su Ale queste cose, che poi magari me lo sposo e rileggo questo post, e dico “mannaggia a me”.
Ma io ho visto che LUI mi ha vista, per la prima volta da quel momento, quindici anni fa.
Che poi, ho visto pure quel fottuto episodi di Modern Love e pure quello mi ha disfatto, perché io il mio amaro lieto fine con lui non l’ho avuto, nessun punto, virgola o altra punteggiatura.
Noi ci siamo lasciati andare e ora che sono tornata qui, se mi guarda vedo tristezza, mi vedo vista. Non la punteggiatura. Nuova roba.
E non va bene cazzo!
27/10/2021