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@rifugidiemergenza
Maybe you dont fit in there…
Boy on a bomb, Ethiopia - by Dario Mitidieri, Italian
Sebastião Salgado, A desert of fire, Kuwait, 1991.
«È stupefacente trovarmi ancora qui, alla fine di ogni giornata. Andare a letto di notte e pensare sorridendo che "ho vissuto un altro giorno". E poi è stupefacente risvegliarsi otto ore dopo e vedere che è la mattina di un nuovo giorno, e sono sempre qui. "Sono sopravvissuto a un'altra notte", penso, e mi viene da sorridere di nuovo. Vado a dormire sorridendo e sorridendo mi risveglio. Sono molto felice di essere ancora vivo»
Philip Roth
Paella de mariscos
-Oscar Travino, Sette secondi
Io cerco sempre di comunicare qualcosa di non comunicabile, di spiegare qualcosa di inspiegabile, di parlare di ciò che ho nelle ossa e che soltanto in queste ossa può essere vissuto.
Franz Kafka (via perpassareiltempo)
Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore
Italo Calvino (via notedileggerezza)
Il mondo è così totalmente e meravigliosamente privo di senso che riuscire ad essere felici non è fortuna è arte allo stato puro.
René Magritte (via robertacroft)
Casa - Warsan Shire
Nessuno lascia casa a meno che la casa non sia la bocca di uno squalo scappi al confine solo quando vedi tutta la città scappare
i tuoi vicini corrono più veloci di te fiato e sangue in gola il ragazzo con cui sei andata a scuola che ti baciava vertiginosamente dietro la fabbrica di lattine tiene in mano una pistola più grande del suo corpo lasci casa solo quando la casa non ti lascia rimanere.
nessuno lascia casa a meno che la casa non ti dia la caccia fuoco sotto i piedi sangue caldo nella pancia è qualcosa che non avresti mai pensato di fare finché la lama non ti ha bruciato il collo di minacce e anche allora nascondi l’inno nazionale sotto il respiro soltanto strappare il passaporto nei bagni di un aeroporto singhiozzando ad ogni boccone di carta ti ha fatto capire che non saresti più tornata.
devi capire che nessuno mette i figli su una barca a meno che l’acqua non sia più sicura della terra nessuno si brucia i palmi sotto i treni sotto le carrozze nessuno passa giorni e notti nel ventre di un camion nutrendosi di carta di giornale a meno che le miglia percorse non vogliano dire di più di un semplice viaggio. nessuno striscia sotto le recinzioni nessuno vuole essere picchiato compatito
nessuno sceglie campi di rifugiati o perquisizioni a nudo che ti lasciano il corpo dolorante né la prigione, perché la prigione è più sicura di una città di fuoco e un secondino nella notte è meglio di un camion pieno di uomini che assomigliano a tuo padre nessuno può sopportarlo nessuno può ingoiarlo nessuna pelle può essere tanto resistente andatevene a casa neri rifugiati sporchi immigrati richiedenti asilo che prosciugano il nostro paese negri con le mani tese che odorano strano selvaggi hanno distrutto il loro paese e ora vogliono distruggere il nostro come fate a scrollarvi di dosso le parole gli sguardi sporchi forse perché il colpo è meno forte di un arto strappato
o le parole sono più tenere di quattordici uomini tra le tue gambe perché gli insulti sono più facili da mandare giù delle macerie delle ossa del corpo di tuo figlio fatto a pezzi. voglio tornare a casa, ma casa mia è la bocca di uno squalo casa mia è la canna di un fucile e nessuno lascerebbe la casa a meno che non sia la casa a spingerti verso la spiaggia a meno che non sia la casa a dirti di affrettare il passo lasciarti dietro i vestiti strisciare nel deserto attraversare gli oceani annega salvati fai la fame chiedi dimentica l’orgoglio è più importante che tu sopravviva
nessuno se ne va via da casa finché la casa è una voce sudata che dice vattene scappa lontano da me ora non so cosa sono diventata so solo che qualsiasi altro posto è più sicuro di qua
When I get mad I get really quiet and really still and I say to myself 'Everyone in the world is as miserable as you are. They’re just better at pretending'.
The edge of seventeen
Que sí, que todo eso es verdad.
Que portamos estandartes incendiarios y discursos agresivos y consignas de venganza que dicen muy poco de nosotros, y que a veces da miedo pensarlo, que vamos por ahí con el ceño fruncido y de nada nos sirve.
Que increpamos y discrepamos de todo cuanto se conoce, por más lógica matemática que me cuentes, por más sentido común que me vendas, que no se consigue nada por esas sendas que auguramos día tras día cuando la desidia nos infla la panza.
Que no reconocemos autoridad ninguna y sembramos la polémica y todo es política y qué pesados os ponéis con eso y Ana hija, qué poco sabes de la vida.
Todo eso es verdad.
Que no hemos trabajado ni un sólo día. Lo dices como si fuera el progreso.
Lo dices como si por eso nuestra palabra valiera la mitad y tuviéramos que demostrar que somos dignos del pan que comemos.
Que en qué me baso, que la vida es así y asao y que lo que inventamos no tiene ni pies ni cabeza, que los libros son muy bonitos pero son libros y que Ana hija, cuándo bajarás a la tierra.
Que te crees Don-Quijota y vas por ahí combatiendo gigantes cuando aquí fuera sólo quedan las ruinas de Bankia.
Todo eso es verdad.
Porque cada vez son menos los momentos de lucidez pero todavía los tengo. Y también tengo altos conocimientos en geopolítica y me sé todo el cuento, a ver si ahora os creéis que habéis descubierto América, que donde manda capitán no manda marinero y todo eso.
Somos jóvenes pero no somos idiotas.
Y puede que parezca un poco de idiota este proyecto que me encomiendo, lo de ir por ahí huesudamente, paupérrimamente a lomos de Rocinante combatiendo a magnates que son peor que cien gigantes, que mil gigantes, de los de antes, de los que molaban.
Estamos luchando contra un invisible. Estamos luchando en cada flanco, contra todos, contra nosotros mismos porque todo es política y qué pesados os ponéis con el temita.
Que cualquiera nos parece un enemigo potencial en un entorno hostil que nos excluye, nos ningunea la palabra y nos aburre. Nos aburre mucho, eso es lo peor.
Y por eso arengamos paridas y tenemos este humor tan hijoputa, porque si no dime tu a mí cómo se aguantan los veintitrés en esta celda, en esta España que rezuma desvergüenza, cómo se aguantan los debates de primates, del y tú más, pues tú más... Si no es blasfemando en cada flanco, en tanta medida como nos dejan, porque muchas veces pienso cosas que no puedo escribir y tengo que reírme yo sola y la gente se cree que estoy loca.
Una loca que se ríe de cosas que está prohibido escribir. Esa es la España que nos calza.
Por eso nos mofamos ahora que podemos, y nos declaramos insumisos, y enarbolamos un QUE SE JODAN tan grande que ni les cabe, y bailamos sobre tumbas, y vivimos en pecado según todos los credos, y nos gusta lo prohibido e incluso han conseguido que nos guste lo que somos.
Niñatos soñadores que inventan fórmulas definitivas, que cantan todavía insaciables a pesar de los momentos de lucidez, a pesar de que luchamos contra un invisible y la tarea nos quede, probablemente, demasiado grande.
Algunos todavía no han desertado. Algunos todavía creen en una idea.
(Todo lo demás es estar muerto.)
Ho smesso di cercare di capire la gente da molto tempo. Adesso lascio che cerchino loro di capire me.
Charles M. Schulz - Snoopy (via perpassareiltempo)