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@rohope
La teoria del terzo grande amore. Succede nella vita più o meno comune di una ragazza più o meno qualsiasi di innamorarsi per la prima volta. Succede che la prima volta sia l'unica (raramente) perché per qualche fantastica congiunzione astrale lei lo ama, lui la ama, si divertono un sacco e con il passare del tempo si divertono ancora parecchio. Più spesso, però, succede che la prima volta sia tragica. Tragica si fa per dire; che c'è di peggio lo sappiamo tutti, ma insomma. La prima volta che ci si innamora si piange e si urla tanto. Si urla come se ci stessero strappando la pelle, quando probabilmente il problema è che ci doveva chiamare alle dieci e alle dieci e un minuto tutto tace. Spesso il primo grande amore si autodistrugge, come è esploso a un certo punto inizia a implodere e alla fine restano solo macerie e desolazione. A quel punto, alla fine del primo grande amore, c'è una frase che è obbligatorio pronunciare: "non amerò mai più nessuno come ho amato lui". Ci terrorizza il solo pensiero di non provare più niente di vagamente simile a quei bei mal di pancia che assomigliano tanto alla colite nervosa. Ci piacciono i mal di pancia, fondamentalmente, ed è per questo che andiamo in tilt. "Come farò senza di lui?" è la prima fase ed è quella che dura meno, perché in realtà il problema principale non è non avere più "lui", il problema principale è "amerò ancora?" mi voglio innamorare!". Ci sono quelle fortunate che si innamorano ogni tre giorni e sei ore, basta guardare la luna, due paroline al momento giusto e il gioco è fatto. Poi ci sono le altre, quelle che nemmeno se le porti a ballare sulla luna, si innamorano. Quelle che "mi piace, però...". Quelle che "il primo amore non si scorda mai e io voglio morire pensando a lui" e quelle che da sole si sentono più forti e allora scappano da ogni possibile relazione stabile. Ognuna ha il proprio modo di reagire al primo grande amore che finisce, eppure un unico desiderio ci accomuna: vogliamo amare. Di nuovo. E no, non è impossibile come sembra. E' quasi una delusione quando succede (ma come? non dovevo amarlo per sempre? che storia è questa?), ma succede. Ci innamoriamo ancora. Il secondo grande amore. Quando non ci speravi più, ma in segreto ci speravi un sacco. Il secondo grande amore è un bell'amore, secondo me. Si sa che la prima volta abbiamo fatto degli errori e si cerca di evitarli. Si è grati per ogni battito accelerato (i comuni mortali lo chiamano tachicardia, noi invece lo chiamiamo batticuore) e siamo più consapevoli di quello che cerchiamo. Una pacchia. Purtroppo però, bisogna dirlo, anche il secondo grande amore può finire. Allora che si fa? Si pensa "ok, ho avuto la fortuna di innamorarmi per la seconda volta, adesso è veramente finita". Ci si sente incredibilmente impotenti, perché pur essendo state il meglio del meglio del meglio non ce l'abbiamo fatta comunque a tenere insieme tutti i pezzi. Non è bastato fare attenzione, urlare nel bagno in solitudine, fingendo di fronte a tutti di non essere nevrotiche, Non è bastato essere noi stesse, ma con parsimonia. Essere noi stesse nella versione elegante e sensuale. Non è bastato cercare di capire e provare costantemente a spiegarsi. Non è bastato niente. Credevi di aver fatto le cose per bene, e invece è andata male comunque. Ed eccolo qui, il terzo grande amore. Non voglio certo dire che sia il migliore, perché magari a qualcuna piace di più il quinto o addirittura il decimo o a qualcuno continua a piacere sempre e solo il primo, però devo ammettere che è il mio preferito. Quando davvero (non come prima!) non ci speravi più. Quando non ci credi nemmeno mentre tutti ti dicono che è vero. Che ti ama e che sembri innamorata. "Hai gli occhi più belli da un po' di tempo" e ti metti a ridere. Non ci credi e fai tutto un po' così a caso, prendi tutto come viene e non urli perché fondamentalmente non ne hai voglia. Niente tattiche, perché fondamentalmente chi te lo fa fare? Non ci credi, ma ci provi comunque. Ti senti sciocca per aver pensato di essere in grado di porre dei limiti ai tuoi sentimenti. Prima ti chiedevi terrorizzata "mi innamorerò di nuovo?" e poi hai iniziato ad affermare con fermezza "non succederà più!", e non era più il tuo timore più grande: era una certezza. Che ingenua, che ingenue che siamo a convincerci che possano bastarci i ricordi a oltranza, che possa bastarci il vino (anche se...), che possano bastarci i film, l'arte, le serate strane, uno stronzo ogni tanto, qualche sogno realizzato qua e là e qualcun altro da inseguire ancora un po'. Che illuse che siamo quando ci sussurriamo allo specchio che possiamo farcela anche così, che non ce ne frega niente, che quelli che si tengono per mano fanno schifo, che tanto si lasceranno tutti, che l'amore non esiste. Il terzo grande amore è il mio preferito per questo: sfata tutti i miti e le convinzioni. Ci dà la prova definitiva che non si può smettere di caderci ancora e ancora e ancora. Anche se abbiamo tutte le ossa rotte e ci viene la nausea al solo pensiero. Non è possibile chiudere nella gabbia della solitudine una sensazione estremamente libera. Non è possibile smettere di aver bisogno di una carezza. Di un piatto di spaghetti per due una sera qualsiasi mentre fuori piove. Di una passeggiata al mare quando tutti stanno tornando nelle loro case e per le strade si sentono già le prime notizie dei telegiornali. Non è possibile, ci insegna il terzo grande amore, smettere di innamorarsi.
😘
Ogni cosa bella porta con sé un po’ di paura, e talvolta qualche lacrima, perché, si sa, le cose belle fanno piangere. Susanna Casciani ❤
Io non mi vedo, io non mi guardo mai, ma ultimamente mi è venuto un dubbio: forse, se lo facessi, mi piacerei. Susanna Casciani
Mi sono innamorata della sporadica allegria che faceva capolino sul tuo volto solo in certi giorni bui. Mi sono innamorata perché ero convinta di poter risolvere le tue tristezze: ci s'innamora sempre di qualcuno che pensiamo di poter guarire e poi, regolarmente, ci ammaliamo. (Susanna Casciani)
Carina, non bellissima. Intelligente, non brillante. Simpatica, non esilarante. Ironica, non tagliente. Allegra, non pimpante. Sono un non. Susanna Casciani
Mi sono innamorata della sporadica allegria che faceva capolino sul tuo volto solo in certi giorni bui. Mi sono innamorata perché ero convinta di poter risolvere le tue tristezze: ci s'innamora sempre di qualcuno che pensiamo di poter guarire e poi, regolarmente, ci ammaliamo. Susanna Casciani
Sei un "potenzialmente stronzo" come chiunque altro quindi ti amo, sì, ma con riserva e mi avvalgo della facoltà di rispondere "no" quando mi chiedi "mi credi?"; non ti credo, ma non me ne vado: apprezza lo sforzo.
"Mi dispiace molto per quelli che non piangono mai, per quelli che hanno già capito tutto, per quelli che "dai, ma è un cesso!" e per quelli che "madonna come si è ridotta!" e mi dispiace per quelli che non hanno mai tradito e vorrebbero tradire e per quelli che hanno tradito e continuano a farlo. Mi dispiace per quelli che non si sono mai ubriacati, per quelli che non hanno mai fatto il bagno a mezzanotte (da ubriachi) e per quelli che hanno chiuso con l'amore, perché tanto "sono tutti uguali". Mi dispiace per chi non guarda mai il cielo nell'arco di una giornata e nemmeno se ne accorge e mi dispiace per quelli che maledicono la pioggia ma non ringraziano mai il sole. Mi dispiace per chi non ha mai passato la notte a leggere e per chi non ha mai avuto un diario, per chi non si è mai innamorato di qualcuno che poi non ha più rivisto e per quelli che pensano che ogni errore possa essere perdonato. Mi dispiace per quelli che "ma che palle, sii più leggera" e per quelli che si sentono ganzi solo se hanno il portafogli pieno; mi dispiace per quelli che hanno saputo fin da principio quale fosse il loro sogno, perché poi chissà quanti se ne sono persi, strada facendo. Mi dispiace per chi non digerisce la cipolla e mi dispiace per chi ha amato tanto e non l'ha mai detto, per chi finge di amare pur di avere qualcuno da abbracciare e per chi pensa che l'amore sia roba per adolescenti. Non sapete cosa vi perdete, davvero." Susanna Casciani
Your smile♡
❤
Mi aggrappo alla certezza che ognuno di noi, ognuno di noi, pur non essendo “il migliore”, possa almeno cercare di essere al proprio meglio: forse non avrò un fisico perfetto, ma ho un paio di occhi di tutto rispetto. Forse non avrò una bella voce, ma so accarezzare. Forse non saprò correre, ma di camminare non mi stanco mai. E sicuramente, categoricamente, anche le mattine in cui mi sveglio e sono al peggio, anche i giorni in cui faccio di tutto trovando forze che non credevo di avere e quelli in cui non riesco a fare niente, sempre, da sempre, merito un fiore. Tre fiori. Dieci fiori. Tutti i fiori del mondo. E una canzone d’amore. Me la merito tanto. Susanna Casciani